Gazzetta di Reggio

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Giù il velo al lato est di Palazzo Busetti  

di Enrico Lorenzo Tidona
Giù il velo al lato est di Palazzo Busetti  

Reggio Emilia: liberata buona parte di via Don Andreoli. Nuove vetrine per altrettante attività in arrivo, con scorci inediti e un affresco 

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REGGIO EMILIA. Il grande cantiere che occupava via Don Andreoli è sparito. Come d’incanto si è liberata la prospettiva che da lungo tempo limitava la vista – e il transito – a quanti dovevano passare accanto alla nuova galleria commerciale in pieno centro città realizzata tramite la riqualificazione di Palazzo Busetti a sud e dell’ex Palazzo delle Poste a nord. Un intero quartiere compreso ora nel grande palazzo realizzato su iniziativa della Bluefin, società dell’imprenditore reggiano Fulvio Montipò, patron della Interpump di Sant’Ilario.

Alzando finalmente il velo è possibile notare sul lato est la struttura nella sua interezza. Alta cinque piani, con nuove e immense vetrine affacciate sulla strada, solo in parte colorata di giallo, con parti ancora ricoperte dall’intonaco bianco ma che nel progetto dovranno assumere tutte la medesima colorazione.

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Il colpo d’occhio è davvero importante. La strada appare decisamente più ampia e consente la vista dell’imponente manufatto che si trova nel punto nodale della rete viaria cittadina. Gli spazi che si affacciano sulla via Emilia brillavano già da tempo; ora è la volta delle pareti laterali e di quella posteriore. Naturalmente la chiusura definitiva del cantiere resta ancora abbastanza lontana ma si può già percepire meglio quale fosse l’idea originale della proprietà e del costruttore all’apertura del gigantesco cantiere.

La maggior parte dei palazzi che compongono l’insieme hanno alle spalle una lunga storia. Proprio in questo edificio, ad esempio, trovò ospitalità l’antica sede universitaria reggiana. Ed ebbe diversi altri usi prima di diventare, nel secolo scorso, bene di proprietà dell’Istituto nazionale della Previdenza Sociale che se n’è andato alla fine degli anni Ottanta dopo avere costruito un nuovo più moderno edificio nella prima periferia cittadina.

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I segni del lungo passato restano però ancora ben visibili e, nella zona più antica prospiciente a piazza del Monte, si possono facilmente riconoscere sia soffitti istoriati e a cassettoni che eleganti pavimenti “ricamati” in diversi piani. Ovviamente l’utilizzo di quegli spazi sta gradualmente trovando una funzione profondamente diversa da quella originale. Ma giustamente meritano di essere preservati, anche nei dettagli minori, alcuni particolari.

È infatti stato recuperato un affresco che fino a qualche anno fa era visibile in quelle che ormai sono le ex Poste a sottolineare come il progetto di riqualificazione sia stato ispirato anche da criteri di continuità.
I reggiani intanto si continuano a dividere tra chi apprezza e chi avrebbe desiderato un restyling meno orientaleggiante. Comunque sia, il cambiamento non può lasciare lascia indifferenti.
 

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