Testi non avvisati, salta l’udienza
di Tiziano Soresina
Caso Sylvester: per un equivoco non vengono inviate le citazioni. Sentito in aula solo un poliziotto
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REGGIO EMILIA. Non decolla il processo penale sulla morte – oltre tre anni fa, alla fermata dell’autobus di viale Piave – dello studente 14enne Sylvester Agyemang.
L’udienza scorsa era stata annullata per lo sciopero degli avvocati penalisti, ieri pomeriggio invece il processo dura addirittura solo lo spazio di un testimone, perché fra lo stupore generale, una volta esaurita la prima deposizione, fuori dall’aula non c’è nessuno.
Il giudice Alessandra Cardarelli a quel punto sospende l’udienza per un quarto d’ora, dando il tempo così al pm Stefania Pigozzi di capire cos’è accaduto. Quando rientra il magistrato giudicante è già tutto chiaro: quei testimoni dovevano essere sentiti l’udienza scorsa ma era stata annullata, quindi risultava necessario riconvocarli per ieri ma non è stato fatto a causa di un equivoco fra la procura e chi si occupa delle citazioni a testimoniare. Morale: anche stavolta il processo salta.
In precedenza il poliziotto che ha deposto ha ricostruito i convulsi momenti di quel tragico 13 gennaio 2014, in cui lui era stato il primo delle forze dell’ordine ad arrivare alla fermata dell’autobus, mentre il 118 stava già cercando – purtroppo inutilmente – di rianimare Sylvester. «Il jumbo della linea 2 era arrivato alle 7.34 per poi ripartire due minuti dopo (l’autista non si era accorto di nulla, ndr) come ho ricostruito dalle immagini che ho recuperato un’ora dopo dalle telecamere presenti in zona. Ho anche fermato un altro autobus per farmi dare il numero di telefono di Seta ed avvertire che era accaduto qualcosa di grave. Nei filmati si vedono scene di disperazione, ma anche che nessun altro jumbo era passato da lì. Comunque poi le indagini sono state fatte dalla Municipale».
Dopo il brusco stop di ieri, sinora nel processo, al di là del poliziotto, sono stati sentiti nella prima udienza alcuni studenti e le loro versioni sono risultate diverse, contrastanti sui momenti-chiave di questa tristissima vicenda. Alla sbarra, per il reato di omicidio colposo e cooperazione colposa, vi sono l'autista Giuseppe Picone (32 anni, difeso dagli avvocati Alessandro Sivelli e Nicola Tria), l'ex ad di Seta Filippo Allegra (61 anni, rappresentato dagli avvocati Gianni Zambelli e Marco Malavolta) e il responsabile dell'officina degli automezzi Maurizio Coli (58 anni, difeso sempre dal legale Malavolta). Si tornerà in aula fra oltre un mese, con le testimonianze naufragate ieri per le mancate citazioni.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
L’udienza scorsa era stata annullata per lo sciopero degli avvocati penalisti, ieri pomeriggio invece il processo dura addirittura solo lo spazio di un testimone, perché fra lo stupore generale, una volta esaurita la prima deposizione, fuori dall’aula non c’è nessuno.
Il giudice Alessandra Cardarelli a quel punto sospende l’udienza per un quarto d’ora, dando il tempo così al pm Stefania Pigozzi di capire cos’è accaduto. Quando rientra il magistrato giudicante è già tutto chiaro: quei testimoni dovevano essere sentiti l’udienza scorsa ma era stata annullata, quindi risultava necessario riconvocarli per ieri ma non è stato fatto a causa di un equivoco fra la procura e chi si occupa delle citazioni a testimoniare. Morale: anche stavolta il processo salta.
In precedenza il poliziotto che ha deposto ha ricostruito i convulsi momenti di quel tragico 13 gennaio 2014, in cui lui era stato il primo delle forze dell’ordine ad arrivare alla fermata dell’autobus, mentre il 118 stava già cercando – purtroppo inutilmente – di rianimare Sylvester. «Il jumbo della linea 2 era arrivato alle 7.34 per poi ripartire due minuti dopo (l’autista non si era accorto di nulla, ndr) come ho ricostruito dalle immagini che ho recuperato un’ora dopo dalle telecamere presenti in zona. Ho anche fermato un altro autobus per farmi dare il numero di telefono di Seta ed avvertire che era accaduto qualcosa di grave. Nei filmati si vedono scene di disperazione, ma anche che nessun altro jumbo era passato da lì. Comunque poi le indagini sono state fatte dalla Municipale».
Dopo il brusco stop di ieri, sinora nel processo, al di là del poliziotto, sono stati sentiti nella prima udienza alcuni studenti e le loro versioni sono risultate diverse, contrastanti sui momenti-chiave di questa tristissima vicenda. Alla sbarra, per il reato di omicidio colposo e cooperazione colposa, vi sono l'autista Giuseppe Picone (32 anni, difeso dagli avvocati Alessandro Sivelli e Nicola Tria), l'ex ad di Seta Filippo Allegra (61 anni, rappresentato dagli avvocati Gianni Zambelli e Marco Malavolta) e il responsabile dell'officina degli automezzi Maurizio Coli (58 anni, difeso sempre dal legale Malavolta). Si tornerà in aula fra oltre un mese, con le testimonianze naufragate ieri per le mancate citazioni.
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