Treni, undici corse soppresse in un mese
In marzo un convoglio saltato ogni tre giorni. Il comitato di Novellara e Bagnolo: «Genitori costretti a fare da taxi ai figli»
BAGNOLO IN PIANO. Undici treni soppressi nel mese di marzo sulla linea Guastalla-Reggio Emilia: considerando che marzo conta 31 giorni e che la domenica la tratta è coperta dal bus, la proporzione è di 11 corse saltate su 27, il che significa che un giorno su tre i passeggeri hanno aspettato invano. E subito scoppia la protesta, per i treni soppressi ma anche per i continui ritardi.
Talvolta capita che il treno Tper, benché partito con puntualità, si fermi in mezzo al nulla per dare la precedenza ad altri convogli. Quando passa, perché nel caso in cui il ritardo superi la mezz’ora la corsa viene soppressa.
«Nell’ultimo mese è accaduto spesso – dice Anna Rita Zini, portavoce dei genitori –. Ovviamente questo crea molti disagi anche agli adulti, che vanno al lavoro, vengono chiamati dai figli all’ultimo minuto (in queste piccole stazioni la comunicazione latita, non ci sono nemmeno i tabelloni, e gli annunci vengono trasmessi tramite altoparlante) e devono portarli a scuola in macchina, con conseguente ridda di telefonate tra mamme e papà perché non tutti hanno la possibilità di tornare indietro».
Senza contare i ritardi all’ordine del giorno. «E anche oggi 10 minuti di ritardo verso Reggio e 15 minuti verso Guastalla, costringendo noi studenti a correre come dei dannati per arrivare a scuola in orario. Come tutti i giorni. Vado in una scuola che apre alle 7.45, non posso arrivare ogni giorno alle 7.30 in stazione centrale. Anche scendendo a Santa Croce, ci metto un sacco di tempo per arrivare fino a scuola a piedi. Possibile che non si possa fare nulla?»
La lamentela è stata pubblicata l’altro giorno sulla pagina Facebook “Gruppo ritardo treno Guastalla-Reggio”, che raggruppa i pendolari, soprattutto studenti, che utilizzano la linea Tper. Il disagio quel giorno è stato segnalato da una studentessa di Novellara, fermata con una utenza numerosa, e da tre ragazzi di Bagnolo.
Un copione che si ripete da tempo, ma che è precipitato nell’ultimo mese, evidenzia Zini. «Da Guastalla verso Reggio la corsa incriminata è quella delle 6.50, il convoglio che fa più fermate (passando da Novellara, Bagnolo, Pratofontana) e che registra un perenne ritardo: bastano dieci minuti in più e i ragazzi, che arrivano troppo tardi in stazione a Reggio, perdono le coincidenze – afferma Zini –. Chi frequenta l’istituto Chierici, per guadagnare tempo, scende alla terz’ultima fermata di Reggio Santa Croce e prosegue a piedi, o meglio di corsa. Chi frequenta lo Zanelli o il Motti deve per forza raggiungere il bus dell’istituto che parte da piazzale Europa. Se arrivano oltre l’orario, sono costretti ad entrare alla seconda ora».
Un disservizio critico che si ripresenta periodicamente. L’anno scorso alcuni genitori di Bagnolo e Novellara hanno costituito un comitato. «Abbiamo scomodato sindaci, giornalisti, associazioni di categoria. Siamo stati ricevuti a Reggio dalle autorità e perfino a Bologna dall’assessore Raffaele Donini, abbiamo parlato con i vertici Seta, Tper e Fer. Ci avevano promesso treni nuovi, più controlli, più puntualità. Promesse non mantenute: a parte l’arrivo di qualche mezzo, non è cambiato nulla – prosegue Anna Rita Zini –. L’unico risultato che abbiamo ottenuto, tramite Federconsumatori, è di sapere il motivo dei ritardi e delle soppressioni, che è sempre identico: guasto del materiale rotabile, cioè convogli vetusti che si rompono. Ce ne facciamo poco. Ci ho creduto e ci ho messo la faccia, ma non è servito: i genitori continuano ad essere chiamati dai figli a mo’ di taxi».
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