«Truffati dalle coop, ora tutti in piazza»
Federconsumatori: rabbia ma anche voglia di lottare all’assemblea dei soci di Orion e San Prospero
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REGGIO EMILIA. Aria tesa e non entra uno spillo (un’ottantina i presenti) nella sala Pezzarossi per l’iniziativa della Federconsumatori (coordina il presidente Giovanni Trisolini) che ha riunito ieri pomeriggio i soci delle cooperative Orion e San Prospero.
C’è voglia di combattere, di scendere in piazza, di lottare su quanto versato come soci prestatori e solo in parte recuperato (i prestatori dell’Orion hanno ottenuto il 40% da Legacoop «ma solo perché – rimarcano con forza – siamo stati bravi a chiuderli in una camera e fargli scrivere il contratto».
In tanti dicono se non gridano: «Siamo stati truffati, è una malefatta, i soldi erano già spariti, siamo andati all’incontro con Legacoop per uscirne amareggiati». Parlano di tragedia immane, di poter contare solo sulle proprie forze, di beffa colossale, trovandosi concordi nell’imboccare la strada delle manifestazioni pubbliche a Reggio, Bologna e infine a Roma davanti al Parlamento. «Ma la situazione politica è complessa – sottolinea un prestatore di Orion – perché non vi è certezza sulla continuità del governo. Dovremo stare attenti anche a non farci strumentalizzare nelle manifestazioni da gruppi violenti. Inoltre cercheranno di dividerci, invece dovremo fare gruppo, coinvolgendo anche i soci di realtà più grandi». Chiedono la costituzione di un fondo governativo per poter rimborsare i soci prestatori (come avvenuto per le banche fallite), più trasparenza sui rischi del prestito sociale, una vigilanza più efficace sull’andamento delle cooperative. E la rabbia cresce: «Davamo soldi alla cooperativa per creare lavoro, invece ci hanno presi in giro».(t.s.)
C’è voglia di combattere, di scendere in piazza, di lottare su quanto versato come soci prestatori e solo in parte recuperato (i prestatori dell’Orion hanno ottenuto il 40% da Legacoop «ma solo perché – rimarcano con forza – siamo stati bravi a chiuderli in una camera e fargli scrivere il contratto».
In tanti dicono se non gridano: «Siamo stati truffati, è una malefatta, i soldi erano già spariti, siamo andati all’incontro con Legacoop per uscirne amareggiati». Parlano di tragedia immane, di poter contare solo sulle proprie forze, di beffa colossale, trovandosi concordi nell’imboccare la strada delle manifestazioni pubbliche a Reggio, Bologna e infine a Roma davanti al Parlamento. «Ma la situazione politica è complessa – sottolinea un prestatore di Orion – perché non vi è certezza sulla continuità del governo. Dovremo stare attenti anche a non farci strumentalizzare nelle manifestazioni da gruppi violenti. Inoltre cercheranno di dividerci, invece dovremo fare gruppo, coinvolgendo anche i soci di realtà più grandi». Chiedono la costituzione di un fondo governativo per poter rimborsare i soci prestatori (come avvenuto per le banche fallite), più trasparenza sui rischi del prestito sociale, una vigilanza più efficace sull’andamento delle cooperative. E la rabbia cresce: «Davamo soldi alla cooperativa per creare lavoro, invece ci hanno presi in giro».(t.s.)
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