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Reggio Emilia, travolta e uccisa da un’auto pirata  

di Tiziano Soresina
Reggio Emilia, travolta e uccisa da un’auto pirata  

Tragedia a Codemondo: la vittima è una ciclista di una quarantina d’anni, scaraventata nel fossato. La polizia municipale recupera il paraurti  anteriore dell’auto e dà la caccia al fuggitivo: sarebbe un pezzo di una Lancia Ypsilon

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REGGIO EMILIA. Un impatto violentissimo lungo via Teggi, l’auto che centra in pieno – poco dopo le 20.30 – una donna che in bicicletta si sta dirigendo verso Codemondo. Tutto sotto gli occhi impotenti di diversi automobilisti che vedono quella povera donna scaraventata, come un fantoccio, per una trentina di metri e finire il tragico volo nel fossato che costeggia la strada. Ma la cosa ancora più terribile è che la macchina investitrice non si ferma, prosegue puntando verso Codemondo. Un’auto-pirata, un automobilista che fugge via (visti gli effetti dell’impatto procedeva a velocità sostenuta) senza prestare soccorso a chi ha appena investito.

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Ci provano, invece, a soccorrere la donna nel fossato i 3-4 testimoni dell’incidente, ma sono impotenti, sembra che non vi sia nulla da fare. È morta sul colpo. Un decesso che viene purtroppo confermato dal rapido arrivo del 118. Pietosamente il corpo insanguinato viene coperto da un lenzuolo bianco.

Sul posto sono già piombati gli agenti della Municipale, si raccolgono testimonianze, si cerca di capire chi possa essere la donna morta in quel modo atroce. All’apparenza aveva 45-50 anni, viene dedotto un nome dai vigili.

Sul ciglio della strada le sue povere cose: la bicicletta di marca Bottecchia, un giubbotto catarifrangente, uno zainetto rosso Invicta. Potrebbe trattarsi di una persona che in bici stava tornando dal lavoro (forse una straniera).

Ma per i vigili c’è una ulteriore “traccia” importantissima: sulla strada sono infatti rimasti pezzi tangibili dell’auto-pirata, pezzi del parafango.

È buio pesto lungo via Teggi, siamo all’altezza di un podere, ma pian piano con le pile gli agenti della Municipale cercano di capire, proprio attraverso quei pezzi (che riportano codici e possono “parlare) almeno di che tipo di macchina si tratti.

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Attorno la rabbia di chi ha visto fuggire l’automobilista e che contemporaneamente si sente addosso lo sconcerto per non aver potuto far nulla per salvare la donna. Il traffico procede, ma in modo alternato per permettere i rilievi di legge. Tutto in sicurezza.

Da quanto filtra più tardi sull’auto-pirata, potrebbe trattarsi di una Lancia Ypsilon, di costruzione non recente (probabilmente di una decina d’anni fa). A vegliare il cadavere non c’è nessuno, identificare la donna morta non è facile.

La vicenda è gravissima ed è stata aperta un’inchiesta dal pm di turno Isabella Chiesi.

Solo nelle prossime ore verranno identificate con certezza le ipotesi di reato, anche se l’omissione di soccorso appare incontrovertibile, visto che la Municipale resta alla caccia dell’auto-pirata.
Potrebbe scattare anche la pesante accusa di omicidio stradale.
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