«Rischi possibili L’antenna va messa lontana dalle case»
di Mauro Pinotti
Guastalla, dibattito sull’impianto di piazza Primo Maggio Ruggenini, 5 Stelle: «Applicare il principio di precauzione»
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GUASTALLA. «Ben venga la Commissione territorio e ambiente con i tecnici di Arpa e Ausl, ma chiederemo anche la presenza di chi si sta occupando da tempo di studiare gli effetti dell’esposizione ai campi elettromagnetici, purtroppo una materia relativamente nuova e sulla quale mancano dati certi sul lungo periodo».
Così replica Damiano Ruggenini, consigliere di “Guastalla 5 Stelle” a Paolo Dallasta, capogruppo di “Guastalla Bene Comune”. Ruggenini, nella seduta consiliare del 30 marzo scorso, aveva presentato una mozione con la quale, se approvata, avrebbe voluto che i tecnici comunali si attivassero, con la collaborazione di ditte specializzate, per valutare la possibilità o meno di dotare il Comune di Guastalla di un regolamento che individuasse la miglior localizzazione possibile degli impianti, minimizzando il livello d'esposizione alle emissioni elettromagnetiche in applicazione del principio di precauzione, assicurando allo stesso tempo agli utenti della telefonia la miglior copertura possibile del servizio.
«La nostra proposta sull’assicurazione del cittadino era passata all’unanimità per poi essere messa in pratica dopo quasi un anno, fatte le opportune valutazioni dai tecnici comunali, e applicata a tutti i Comuni dell’Unione – afferma Ruggenini –. Perché non si è scelto di fare lo stesso iter per il “piano antenne”? Perché si è tanto sicuri a priori che un eventuale regolamento a Guastalla non potesse essere applicato efficacemente? Sappiamo che le normative nazionali e regionali sono sbilanciate a favore di chi fa richiesta di installazione di un’antenna; proprio per questo un regolamento redatto rispettando le normative avrebbe potuto rivelarsi uno strumento utile per Guastalla, dopo le recenti polemiche per gli impianti al Baccanello e quello che verrà installato in piazza Primo Maggio. Se è vero, come ha dichiarato Dallasta, che un regolamento del genere “è facilmente impugnabile dai gestori dei servizi”, è anche vero – ribatte Ruggenini – che in alcuni casi i Comuni hanno vinto i ricorsi proprio grazie ad una pianificazione che individui un ragionevole punto d’equilibrio tra le esigenze dei gestori e quelle delle amministrazioni comunali. Dallasta fa riferimento anche alle soglie d’esposizione, che ovviamente vengono rispettate ampiamente dagli impianti. Però – prosegue Ruggenini – ci chiediamo, se basta rispettare tali soglie per non creare un possibile pericolo per la salute dei cittadini, come mai le normative vietano l’installazione degli impianti vicino a scuole, ospedali e strutture sportive?»
Alcuni mesi fa “Guastalla 5 Stelle” ha collaborato con il comitato Ambiente e Salute e con alcune associazioni guastallesi all’organizzazione di una serata informativa sul tema dell’esposizione ai campi elettromagnetici, con ospite il dottor Marinelli del Cnr di Bologna.
«Se qualcuno della giunta o del gruppo di maggioranza, a parte la consigliera Leonardi avesse partecipato alla serata – conclude Ruggenini – avrebbe già un’idea, senza bisogno della Commissione, dei motivi per i quali molti esponenti della comunità scientifica concordino sulla pericolosità dell’esposizione ai campi elettromagnetici e sull’uso scorretto dei cellulari».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Così replica Damiano Ruggenini, consigliere di “Guastalla 5 Stelle” a Paolo Dallasta, capogruppo di “Guastalla Bene Comune”. Ruggenini, nella seduta consiliare del 30 marzo scorso, aveva presentato una mozione con la quale, se approvata, avrebbe voluto che i tecnici comunali si attivassero, con la collaborazione di ditte specializzate, per valutare la possibilità o meno di dotare il Comune di Guastalla di un regolamento che individuasse la miglior localizzazione possibile degli impianti, minimizzando il livello d'esposizione alle emissioni elettromagnetiche in applicazione del principio di precauzione, assicurando allo stesso tempo agli utenti della telefonia la miglior copertura possibile del servizio.
«La nostra proposta sull’assicurazione del cittadino era passata all’unanimità per poi essere messa in pratica dopo quasi un anno, fatte le opportune valutazioni dai tecnici comunali, e applicata a tutti i Comuni dell’Unione – afferma Ruggenini –. Perché non si è scelto di fare lo stesso iter per il “piano antenne”? Perché si è tanto sicuri a priori che un eventuale regolamento a Guastalla non potesse essere applicato efficacemente? Sappiamo che le normative nazionali e regionali sono sbilanciate a favore di chi fa richiesta di installazione di un’antenna; proprio per questo un regolamento redatto rispettando le normative avrebbe potuto rivelarsi uno strumento utile per Guastalla, dopo le recenti polemiche per gli impianti al Baccanello e quello che verrà installato in piazza Primo Maggio. Se è vero, come ha dichiarato Dallasta, che un regolamento del genere “è facilmente impugnabile dai gestori dei servizi”, è anche vero – ribatte Ruggenini – che in alcuni casi i Comuni hanno vinto i ricorsi proprio grazie ad una pianificazione che individui un ragionevole punto d’equilibrio tra le esigenze dei gestori e quelle delle amministrazioni comunali. Dallasta fa riferimento anche alle soglie d’esposizione, che ovviamente vengono rispettate ampiamente dagli impianti. Però – prosegue Ruggenini – ci chiediamo, se basta rispettare tali soglie per non creare un possibile pericolo per la salute dei cittadini, come mai le normative vietano l’installazione degli impianti vicino a scuole, ospedali e strutture sportive?»
Alcuni mesi fa “Guastalla 5 Stelle” ha collaborato con il comitato Ambiente e Salute e con alcune associazioni guastallesi all’organizzazione di una serata informativa sul tema dell’esposizione ai campi elettromagnetici, con ospite il dottor Marinelli del Cnr di Bologna.
«Se qualcuno della giunta o del gruppo di maggioranza, a parte la consigliera Leonardi avesse partecipato alla serata – conclude Ruggenini – avrebbe già un’idea, senza bisogno della Commissione, dei motivi per i quali molti esponenti della comunità scientifica concordino sulla pericolosità dell’esposizione ai campi elettromagnetici e sull’uso scorretto dei cellulari».
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