«Salviamo sanità e punto nascite»
Castelnovo, Sgb protesta a tutela del Sant’Anna con drappi bianchi alle finestre
2 MINUTI DI LETTURA
CASTELNOVO MONTI. Le cicogne devono continuare a volare sull’ospedale Sant'Anna. Il Sindacato generale di base (Sgb), che ha fatto propria la battaglia dei cittadini in difesa del punto nascite, ha invitato tutti ad esporre un drappo bianco alle finestre per dimostrare la volontà di mantenere in vita il reparto di neonatologia contro il piano della Regione, intenzionata a chiuderlo.
L’appello è stato lanciato in concomitanza con la manifestazione regionale che si è tenuta ieri a Bologna, in piazza Re Enzo: un presidio informativo in occasione della giornata mondiale della salute e della giornata di mobilitazione internazionale «la salute non è in vendita, salute per tutti», contro la privatizzazione del servizio sanitario pubblico. La giornata è stata indetta contro i tagli alla sanità pubblica, che colpiscono tutte le regioni italiane e, nella nostra provincia, prendono di mira il punto nascite castelnovese. «La continua riduzione dei finanziamenti al servizio sanitario nazionale – denuncia il Sgb – sta causando la chiusura degli ospedali periferici, la disarticolazione dal territorio di servizi importanti, la diminuzione costante dei posti letto, l’aumento dei ticket e dei tempi d’attesa, sia per le prestazioni ospedaliere che per quelle ambulatoriali».
«La riduzione della spesa assottiglia il personale sanitario, che negli ultimi sei anni è calato di 40mila unità; mette in difficoltà i cittadini, che in misura crescente rinunciano alle prestazioni sanitarie a causa delle difficoltà economiche – sottoline l’Sgb –. Chi se la può permettere, intanto, ricorre alla sanità privata, per la quale, secondo il Censis, aumenta la spesa dei cittadini in termini di esami, prestazioni mediche e, soprattutto, coperture assicurative mutualistiche private, che hanno fatto la loro comparsa anche in alcuni contratti di categoria in sostituzione degli aumenti salariali». (l.s.)
L’appello è stato lanciato in concomitanza con la manifestazione regionale che si è tenuta ieri a Bologna, in piazza Re Enzo: un presidio informativo in occasione della giornata mondiale della salute e della giornata di mobilitazione internazionale «la salute non è in vendita, salute per tutti», contro la privatizzazione del servizio sanitario pubblico. La giornata è stata indetta contro i tagli alla sanità pubblica, che colpiscono tutte le regioni italiane e, nella nostra provincia, prendono di mira il punto nascite castelnovese. «La continua riduzione dei finanziamenti al servizio sanitario nazionale – denuncia il Sgb – sta causando la chiusura degli ospedali periferici, la disarticolazione dal territorio di servizi importanti, la diminuzione costante dei posti letto, l’aumento dei ticket e dei tempi d’attesa, sia per le prestazioni ospedaliere che per quelle ambulatoriali».
«La riduzione della spesa assottiglia il personale sanitario, che negli ultimi sei anni è calato di 40mila unità; mette in difficoltà i cittadini, che in misura crescente rinunciano alle prestazioni sanitarie a causa delle difficoltà economiche – sottoline l’Sgb –. Chi se la può permettere, intanto, ricorre alla sanità privata, per la quale, secondo il Censis, aumenta la spesa dei cittadini in termini di esami, prestazioni mediche e, soprattutto, coperture assicurative mutualistiche private, che hanno fatto la loro comparsa anche in alcuni contratti di categoria in sostituzione degli aumenti salariali». (l.s.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
