Storia e archeologia viaggiano sulla via Emilia
di Luciano Salsi
Modena, Reggio, Parma e Piacenza si ritrovano tra scambi, cultura e commerci Obiettivo festeggiare i 2.200 anni dell’antica via romana con eventi e mostre
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REGGIO EMILIA. Sono trascorsi 2200 anni da quando, nel 183 avanti Cristo, il console Marco Emilio Lepido attribuì il rango di colonia non solo a Regium Lepidi, cioè alla nostra città istituita in precedenza come semplice “forum” (centro di scambio commerciale), ma anche alle limitrofe Parma e Mutina (Modena). L'anniversario della fondazione è l'occasione di una celebrazione congiunta, che dà vita a molteplici iniziative culturali lungo l'asse della via Emilia, che porta ancora il nome gentilizio del console. Quella strada, realizzata dai legionari, ha veicolato per più di due millenni uomini, merci e civiltà che si sono incontrate e scontrate nel crogiolo della storia. Risalire alle sue origini, con l'aiuto dei reperti archeologici e delle più sofisticate tecnologie multimediali capaci di ricostruire virtualmente gli edifici e i manufatti di epoca romana, è l'affascinante avventura illustrata ieri a Palazzo Venezia, a Roma, con la presentazione del programma di mostre, visite animate, performance, rappresentazioni e rievocazioni storiche che fino aprimavera si svolgeranno nelle città e province emiliane sotto il titolo “A passo di storia: 2200 anni lungo la Via Emilia”.
La prima mostra, focalizzata sui recenti scavi in pazza della Vittoria, si inaugura oggi nel Palazzo dei Musei. La seconda sarà aperta nello stesso luogo il 23 novembre. La presentazione è stata introdotta dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio, ex-sindaco di Reggio. Sono intervenuti l'assessore a Educazione e Conoscenza Raffaella Curioni, i sindaci di Modena Giancarlo Muzzarelli e di Parma Federico Pizzarotti e l'assessore alla Cultura di Bologna Bruna Gambarelli. Sono intervenuti inoltre Mariella Utili dirigente della Direzione generale Archeologia Belle arti e Paesaggio del Mibact, Edith Gabrielli direttore del Polo Museale del Lazio, Luigi Malnati soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara, Valeria Cicala dell’Istituto per i Beni Artistici Culturali e Naturali dell'Emilia-Romagna, Francesca Piccinini direttrice dei Musei Civici di Modena ed Elisabetta Farioli direttore dei Musei Civici di Reggio. «La via Emilia - ha sottolineato Delrio - è stata una grande via di scambio tra Roma e la Gallia e credo che questa sia un'ottima iniziativa per mettere in luce il valore del territorio». «È una delle grandi strade del mondo - ha aggiunto Raffaella Curioni - che dall’antichità fino ai giorni nostri ha contribuito a definire l’identità delle nostre città e dei territori che collega. Non solo una strada, ma una mappa storica, culturale economica e identitaria. La via Emilia ci rappresenta. Reggio ne condivide anche il nome. Quello che presentiamo è un programma ricco di eventi, che metterà in connessione la storia con la contemporaneità: un viaggio nel tempo per riscoprire le nostre identità e immaginarci il nostro futuro». «Questo progetto - ha detto Malnati - illustra la vitalità archeologica dell'Emilia-Romagna. L'archeologia è una risorsa. Non è in contrasto con lo sviluppo. Anzi, può essere una possibilità in più sotto diversi profili per le nostre città». Regium Lepidi è, non solo geograficamente, al centro del progetto. Nel 173 avanti Cristo vi si stabilirono i coloni, cittadini romani provenienti dal centro Italia, che si sovrapposero alla popolazione autoctona di stirpe celtica, ligure ed etrusca. Le invasioni barbariche l'avrebbero poi travolta insieme alle altre città dell'Impero d'Occidente.
La prima mostra, focalizzata sui recenti scavi in pazza della Vittoria, si inaugura oggi nel Palazzo dei Musei. La seconda sarà aperta nello stesso luogo il 23 novembre. La presentazione è stata introdotta dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio, ex-sindaco di Reggio. Sono intervenuti l'assessore a Educazione e Conoscenza Raffaella Curioni, i sindaci di Modena Giancarlo Muzzarelli e di Parma Federico Pizzarotti e l'assessore alla Cultura di Bologna Bruna Gambarelli. Sono intervenuti inoltre Mariella Utili dirigente della Direzione generale Archeologia Belle arti e Paesaggio del Mibact, Edith Gabrielli direttore del Polo Museale del Lazio, Luigi Malnati soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara, Valeria Cicala dell’Istituto per i Beni Artistici Culturali e Naturali dell'Emilia-Romagna, Francesca Piccinini direttrice dei Musei Civici di Modena ed Elisabetta Farioli direttore dei Musei Civici di Reggio. «La via Emilia - ha sottolineato Delrio - è stata una grande via di scambio tra Roma e la Gallia e credo che questa sia un'ottima iniziativa per mettere in luce il valore del territorio». «È una delle grandi strade del mondo - ha aggiunto Raffaella Curioni - che dall’antichità fino ai giorni nostri ha contribuito a definire l’identità delle nostre città e dei territori che collega. Non solo una strada, ma una mappa storica, culturale economica e identitaria. La via Emilia ci rappresenta. Reggio ne condivide anche il nome. Quello che presentiamo è un programma ricco di eventi, che metterà in connessione la storia con la contemporaneità: un viaggio nel tempo per riscoprire le nostre identità e immaginarci il nostro futuro». «Questo progetto - ha detto Malnati - illustra la vitalità archeologica dell'Emilia-Romagna. L'archeologia è una risorsa. Non è in contrasto con lo sviluppo. Anzi, può essere una possibilità in più sotto diversi profili per le nostre città». Regium Lepidi è, non solo geograficamente, al centro del progetto. Nel 173 avanti Cristo vi si stabilirono i coloni, cittadini romani provenienti dal centro Italia, che si sovrapposero alla popolazione autoctona di stirpe celtica, ligure ed etrusca. Le invasioni barbariche l'avrebbero poi travolta insieme alle altre città dell'Impero d'Occidente.
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