Circa 3.700 gli iscritti alla So.crem.re
Sono circa 3.700 i soci So.crem.re, la Società per la cremazione di Reggio Emilia. E circa un centinaio ogni anno i reggiani che decidono di iscriversi alla Onlus, che opera nella sfera morale...
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Sono circa 3.700 i soci So.crem.re, la Società per la cremazione di Reggio Emilia. E circa un centinaio ogni anno i reggiani che decidono di iscriversi alla Onlus, che opera nella sfera morale basandosi sulla partecipazione attiva dei propri soci per il conseguimento della diffusione nella società dell’idea cremazionista, nel più attento rispetto della dignità della persona. Un’attività che si mantiene esclusivamente con la quota annuale pagata di 15 euro, pagata da ogni singolo socio.
«Ci piacerebbe in futuro fare scelte importanti, come ad esempio gestire la Sala del commiato. Ma non avendo sovvenzioni di alcun tipo, non si può non nascondere che c’è qualche difficoltà economica – ammette il presidente, Luigi Zannini (nella foto) – così come nel reperire volontari per le nostre attività».
Sulla scelta della cremazione, sono i numeri a testimoniare un fenomeno in crescita. È quanto sottolinea anche il vicesindaco, Matteo Sassi, che ha fra le sue deleghe anche le Politiche sociali e sanitarie, all’interno delle quali rientra che la gestione dei cimiteri. «Un reggiano su due decide di farsi cremare – afferma Sassi – parliamo di un approccio laico. E sicuramente anche la Sala del Commiato risponde ad un’ esigenza che può essere definita di spiritualità laica, per una pratica che sempre più spesso coinvolge anche persone di fede. Ecco perché, dopo l’investimento sul forno, la Sala del Commiato risponde all’esigenza di un nuovo luogo universale della città. Ed è per questo che verrà realizzato all’interno del cimitero di Coviolo».
«Ci piacerebbe in futuro fare scelte importanti, come ad esempio gestire la Sala del commiato. Ma non avendo sovvenzioni di alcun tipo, non si può non nascondere che c’è qualche difficoltà economica – ammette il presidente, Luigi Zannini (nella foto) – così come nel reperire volontari per le nostre attività».
Sulla scelta della cremazione, sono i numeri a testimoniare un fenomeno in crescita. È quanto sottolinea anche il vicesindaco, Matteo Sassi, che ha fra le sue deleghe anche le Politiche sociali e sanitarie, all’interno delle quali rientra che la gestione dei cimiteri. «Un reggiano su due decide di farsi cremare – afferma Sassi – parliamo di un approccio laico. E sicuramente anche la Sala del Commiato risponde ad un’ esigenza che può essere definita di spiritualità laica, per una pratica che sempre più spesso coinvolge anche persone di fede. Ecco perché, dopo l’investimento sul forno, la Sala del Commiato risponde all’esigenza di un nuovo luogo universale della città. Ed è per questo che verrà realizzato all’interno del cimitero di Coviolo».
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