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Inaugurazione affollata per Dora 

Inaugurazione affollata per Dora 

Aperto ieri in Gardenia, nell’ex sede dell’Act, il primo emporio solidale della città

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REGGIO EMILIA. «In questi anni di violenza e di paura, non possiamo permetterci di dare risposta ai “primi” se non pensiamo prima di tutto agli “ultimi”». E la risposta reggiana si chiama Dora, il primo emporio solidale cittadino, il secondo in provincia dopo quello di Guastalla. Ieri mattina l’emporio solidale – che fornirà gratuitamente cibi e prodotti per l’igiene e per la casa a cinquanta nuclei famigliari, individuati dai servizi sociali fra quelli a rischio povertà – ha aperto ufficialmente la sua attività davanti a quasi trecento persone, presentando la propria sede in viale Trento Trieste 11 al quartiere Gardenia, nell’ex sede di Act dietro alla stazione ferroviaria di Santo Stefano. Uno spazio messo a disposizione da Fer, Ferrovie Emilia Romagna, per ospitare il progetto dell’emporio, un percorso coordinato dal centro di servizio per il volontariato DarVoce e voluto dal Comune e dalla Fondazione Manodori, che ha garantito la copertura economica di base. Col tempo si sono unite decine di associazioni e molte imprese, che hanno garantito in maniera gratuita sia gli arredi sia le forniture di cibo e detersivi con cui riempire gli scaffali di Dora. La raccolta non si ferma qui, nelle prossime settimane prenderanno il via tante iniziative di “mobilitazione permanente”, e chiunque vorrà – cittadino o azienda – potrà continuare a sostenere il progetto. Nel concreto, oltre cinquanta volontari lavoreranno nella quotidianità, per gestire le due giornate settimanali di apertura per le famiglie. Questi nuclei avranno una tessera fornita dai servizi sociali, con un tot di punti totali “spendibili” al mese, e dovranno quindi fare la loro spesa in maniera intelligente, senza superare il limite consentito. Partiranno poi dei corsi formativi, sia sull’economia domestica sia su altre possibilità di crescita anche professionale.
Dora è quindi attiva, con il suo nome particolare. Nasce dal greco antico “doron”, “dono”, e da una delle parole reggiane per eccellenza, “rez-dora”, ed è volutamente un nome femminile, omaggio al cuore delle famiglie e ai loro sacrifici. L’origine l’ha raccontata il presidente di DarVoce Umberto Bedogni, intervenuto durante la cerimonia assieme a Fabrizio Maccari di Fer, al consigliere della Manodori Riccardo Faietti e al vicesindaco Matteo Sassi. L’ultimo intervento, prima del taglio del nastro, è stato affidato al sindaco Luca Vecchi, che ha sottolineato come «pensare agli “ultimi” sia la prima e più doverose delle occupazioni, anche per dare risposte ai “primi”» in questi anni turbolenti.(adr.ar.)

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