Nel 2006 violenze sulla figlia di un’amica
GUALTIERI. L’ottantenne è personaggio noto, nel suo Comune di residenza, per essersi macchiato di un precedente caso di pedofilia che suscitò vasto scalpore nella Bassa. Nel 2012 il pensionato era...
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GUALTIERI. L’ottantenne è personaggio noto, nel suo Comune di residenza, per essersi macchiato di un precedente caso di pedofilia che suscitò vasto scalpore nella Bassa.
Nel 2012 il pensionato era stato condannato per un analogo reato alla pena di anni tre anni, cinque mesi e 24 giorni di reclusione.
In quel caso la violenza pedofila, risalente al 2006, si era consumata all’interno della cerchia più vicina alla famiglia. L’uomo era all’epoca dei fatti un amico di famiglia, più precisamente il marito dell’amica della mamma della piccola. Un’amicizia, quella tra le due donne e tra la mamma e la coppia, profonda e fondata su un’estrema fiducia, tanto da arrivare ad affidare agli anziani coniugi la propria bambina. Durante una permanenza della piccola nell’abitazione del pensionato, quest’ultimo, con la minaccia di picchiarla e tenendo la minore sotto costante intimidazione psicologica, la costringeva a subire palpeggiamenti e a compierne a sua volta. Violenze aberranti e ripetute, che avevano gettato la bambina in uno stato di disperazione e disagio, diventati sempre più evidenti. Finché la bambina non trovò il coraggio di parlarne con la mamma, liberandosi dal peso di un segreto che le provocava vergogna e sofferenza. Erano quindi scattate le indagini dei carabinieri, la denuncia, l’arresto preventivo e la condanna dell’uomo, ora finito nuovamente in carcere per un’altra vicenda.
Nel 2012 il pensionato era stato condannato per un analogo reato alla pena di anni tre anni, cinque mesi e 24 giorni di reclusione.
In quel caso la violenza pedofila, risalente al 2006, si era consumata all’interno della cerchia più vicina alla famiglia. L’uomo era all’epoca dei fatti un amico di famiglia, più precisamente il marito dell’amica della mamma della piccola. Un’amicizia, quella tra le due donne e tra la mamma e la coppia, profonda e fondata su un’estrema fiducia, tanto da arrivare ad affidare agli anziani coniugi la propria bambina. Durante una permanenza della piccola nell’abitazione del pensionato, quest’ultimo, con la minaccia di picchiarla e tenendo la minore sotto costante intimidazione psicologica, la costringeva a subire palpeggiamenti e a compierne a sua volta. Violenze aberranti e ripetute, che avevano gettato la bambina in uno stato di disperazione e disagio, diventati sempre più evidenti. Finché la bambina non trovò il coraggio di parlarne con la mamma, liberandosi dal peso di un segreto che le provocava vergogna e sofferenza. Erano quindi scattate le indagini dei carabinieri, la denuncia, l’arresto preventivo e la condanna dell’uomo, ora finito nuovamente in carcere per un’altra vicenda.
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