Gazzetta di Reggio

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«Prima del crac ci arrivò una lettera: era tutto a posto» 

di Mauro Pinotti
«Prima del crac ci arrivò una lettera: era tutto a posto» 

Gli ex dipendenti della Cmr riuniti da Federconsumatori «Anzi, ci spronavano a mettere altri soldi. Hanno mentito» 

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REGGIOLO. «Perché chi dirigeva la Cmr, invece di essere indagato, va ad occupare altri posti di comando? Perché se ci sono persone incapaci vengono premiate? Ma che sistema è questo?». A parlare sono due ex dipendenti della Cmr che, a margine dell'assemblea indetta venerdì al Reggiolo pool da Federconsumatori si sono sfogati. «Dopo 5 anni sono riuscito a prendere il Tfr grazie alla vendita di 9 milioni di euro di immobili. E dato che sono un creditore privilegiato sono riuscito ad ottenere quanto mi spettava per la pensione. Tuttavia, tutti i premi di produzione che, invece di trasformare in denaro liquido in busta paga ci erogavano sottoforma di “stock-optional” sono stati tutti bruciati dal fallimento Cmr. In pratica è saltato 1 milione di euro. Io ho perso in tutto 40mila euro». Il collega, anche lui ex dipendente Cmr si è visto sfumare il premio di produzione di 28mila euro e ha aggiunto: «E poi in direzione, quando andavamo a prelevare, libretto alla mano, 500 euro per pagare le bollette delle utente domestiche, acqua, gas luce, ci davano i soldi guardandoci male. Ma dico: erano soldi nostri e ci potevamo fare ciò che volevamo!». Un signore distinto, e riservato, confessa di essere un socio prestatore e di aver messo nelle casse Cmr 60mila euro. Di quei soldi ne ha ricevuto solo il 40%. Un altro 10% avrebbe dovuto erogarlo la Legacoop ma con il fallimento di altre cooperative come la Orion non se n'è più fatto nulla. «Sono stati scorretti perchè poco prima del crack finanziario ci avevano mandato una lettera dove ci dicevano che era tutto a posto, che la situazione economica era solida e che avevano lavori per 2 milioni di euro. Ci spronavano a mettere ancora più soldi: abbiamo avuto fiducia nella Cmr invece siamo stati fregati». All'assemblea dei soci prestatori della Cmr, a Reggiolo, erano presenti anche due 70enni di Fabbrico, marito e moglie: «Guardi le racconto la storia ma, per favore, non mi metta nome e cognome. Quando si viene truffati in questo modo si prova solo vergogna. Comunque i miei genitori avevano depositato 150mila euro in un libretto che poi hanno passato a noi. Per tutta la mia famiglia quei soldi rappresentavano un tesoretto. Li tenevamo per aiutare i figli a pagare il mutuo di casa. Abbiamo aperto un altro libretto dove io e mio marito, dopo anni di sacrifici siamo riusciti a risparmiare 40mila euro che ci avrebbero fatto comodo per la vecchiaia. Ci hanno dato il 40%, gli altri chissà se faremo in tempo a riaverli prima di andarcene da questa terra. «Il colmo è stato nel 2010 quando davanti alla Cmr c'era la Guardia di Finanza - dice la signora -. Avevamo chiesto cosa ci facevano i finanzieri e dagli uffici ci risposero “non sono venuti per noi ma per i fornitori”....». Un altro socio prestatore ribadisce: «Prima del crack negli uffici Cmr erano tutti dei gran bugiardi. Sapevano tutto ma nessuno ci ha mai detto niente e anche ai primi sentore della crisi c'è chi è stato convinto a lasciare i soldi. Ci fidavamo».

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