Ricerca idrocarburi, agricoltori in rivolta
di Ambra Prati
La Regione sblocca la concessione alla ditta americana Aleanna Resources per sondare un’area di 102 chilometri quadrati
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NOVELLARA. Una lettera inviata ad ogni Comune, indirizzata ai sindaci, al presidente della Provincia e alle autorità regionali, firmata da alcuni cittadini (agricoltori e proprietari terrieri) che, con una petizione, esprimono contrarietà alla ricerca di idrocarburi sui loro appezzamenti.
Così i sindaci reggiani della zona “Fantozza” – una vasta area che si estende per 102 chilometri quadrati tra i Comuni di Guastalla, Novellara, Campagnola, Fabbrico, Reggiolo, Rolo, Rio Saliceto e, per una parte più limitata, Novi e Carpi nel Modenese – hanno appreso che una società statunitense, la Aleanna Resources LLC, in virtù di una concessione sbloccata di recente, ha intenzione di eseguire dei sondaggi alla ricerca di idrocarburi (petrolio, ma anche metano e butano) nel sottosuolo della Bassa.
La vicenda nasce diversi anni fa, quando il ministero dello Sviluppo economico nel 2009 autorizza ricerche in quest’area reggiano-modenese, con un permesso poi confermato dalla Regione. La delibera regionale viene sospesa nel 2014 dalla Regione a seguito del sisma del 2012, complici anche le polemiche sollevate sul fracking, la tecnica di fratturazione idraulica tramite perforazione. A fine 2015 la Regione si pronuncia positivamente sulla compatibilità ambientale, revocando la sospensione della delibera post-sisma e concedendo il via libera. Per la zona Fantozza, il titolare della concessione è Aleanna Resources, una società del Delaware con sede anche a Roma, specializzata nella «scoperta e produzione di petrolio e gas», afferma il sito della compagnia.
Circa un mese fa, Aleanna ha preso contatti con le associazioni di categoria reggiane, che quindi sono state le prime a mobilitarsi. Delle varie associazioni, l’unica che ha affrontato il tema nelle riunioni di zona è stata la Coldiretti, i cui soci hanno espresso contrarietà promuovendo una petizione e raccogliendo una decina di firme di agricoltori (proprietari dei terreni della Fantozza o aree confinanti) in ciascuno dei Comune interessato.
«Noi sindaci reggiani abbiamo appreso così che questo tema è tornato di attualità – spiega il sindaco di Novellara, Elena Carletti –. Abbiamo organizzato un primo incontro (Guastalla ha ricevuto la petizione qualche settimana dopo, ma ha espresso la volontà di partecipare) tre settimane fa, riservato a noi sindaci, per scambiarci informazioni, visto il tema alquanto complesso. In seconda battuta, abbiamo richiesto un primo incontro ad Aleanna».
La riunione si è svolta venerdì scorso nella sala civica del Comune di Novellara, alla presenza dei sindaci di Campagnola Emilia, Fabbrico, Novellara, Reggiolo, Rio Saliceto e Rolo e di tre rappresentanti Aleanna (il coordinatore tecnico americano, una dirigente e l’avvocato Turco, esperto in diritto per l’energia).
«L’incontro è stato il primo momento di approfondimento di quello che si prefigura come un articolato progetto di ricerca autorizzato – spiega Elena Carletti –. Lo staff della società privata ha raccontato di aver svolto in passato ricerche simili in altre aree dell’Emilia Romagna (nel Ferrarese e in Romagna) e ha spiegato quali sono le tecniche da loro utilizzate: non si tratta di fracking, ma di propagazione di onde attraverso il sistema Vibroseis. Le trivellazioni si effettuano solo se i sondaggi rilevano qualcosa di interessante».
Aleanna non ha fornito alcun tipo di tempistica su quando intende dare il via alle ricerche. «La loro concessione è un dato di fatto, ma quando intendono iniziare non l’hanno detto – commenta il sindaco di Fabbrico, Maurizio Terzi –. Dal punto di vista organizzativo, la società deve chiedere ai proprietari il permesso di poter accedere ai fondi».
Anche per questo motivo lo staff Aleanna ha annunciato di voler procedere ad un’assemblea pubblica informativa, aperta alla popolazione, per spiegare con esattezza il loro operato. Siamo dunque in una fase di primi contatti, ma i sindaci ci vanno con i piedi di piombo.
«Aleanna ci ha rassicurato, ma rimane la preoccupazione – afferma Elena Carletti –. Siamo di fronte ad aree su cui insistono oasi naturalistiche protette (le Valli di Novellara e Reggiolo), siti e monumenti storici importanti, oltre ad essere dentro il perimetro del cratere del sisma del 2012. Non sto dicendo che esiste una relazione tra il terremoto e le ricerche di idrocarburi, ma di certo è nostro dovere esercitare un’attenzione molto particolare di fronte ad attività per ora solo illustrate. Vogliamo saperne di più sull’impatto sui nostri territori; un percorso che necessariamente dovrà coinvolgere anche i cittadini». «Massima preoccupazione e necessità di approfondimento» è stata espressa anche dal sindaco di Campagnola, Alessandro Santachiara.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Così i sindaci reggiani della zona “Fantozza” – una vasta area che si estende per 102 chilometri quadrati tra i Comuni di Guastalla, Novellara, Campagnola, Fabbrico, Reggiolo, Rolo, Rio Saliceto e, per una parte più limitata, Novi e Carpi nel Modenese – hanno appreso che una società statunitense, la Aleanna Resources LLC, in virtù di una concessione sbloccata di recente, ha intenzione di eseguire dei sondaggi alla ricerca di idrocarburi (petrolio, ma anche metano e butano) nel sottosuolo della Bassa.
La vicenda nasce diversi anni fa, quando il ministero dello Sviluppo economico nel 2009 autorizza ricerche in quest’area reggiano-modenese, con un permesso poi confermato dalla Regione. La delibera regionale viene sospesa nel 2014 dalla Regione a seguito del sisma del 2012, complici anche le polemiche sollevate sul fracking, la tecnica di fratturazione idraulica tramite perforazione. A fine 2015 la Regione si pronuncia positivamente sulla compatibilità ambientale, revocando la sospensione della delibera post-sisma e concedendo il via libera. Per la zona Fantozza, il titolare della concessione è Aleanna Resources, una società del Delaware con sede anche a Roma, specializzata nella «scoperta e produzione di petrolio e gas», afferma il sito della compagnia.
Circa un mese fa, Aleanna ha preso contatti con le associazioni di categoria reggiane, che quindi sono state le prime a mobilitarsi. Delle varie associazioni, l’unica che ha affrontato il tema nelle riunioni di zona è stata la Coldiretti, i cui soci hanno espresso contrarietà promuovendo una petizione e raccogliendo una decina di firme di agricoltori (proprietari dei terreni della Fantozza o aree confinanti) in ciascuno dei Comune interessato.
«Noi sindaci reggiani abbiamo appreso così che questo tema è tornato di attualità – spiega il sindaco di Novellara, Elena Carletti –. Abbiamo organizzato un primo incontro (Guastalla ha ricevuto la petizione qualche settimana dopo, ma ha espresso la volontà di partecipare) tre settimane fa, riservato a noi sindaci, per scambiarci informazioni, visto il tema alquanto complesso. In seconda battuta, abbiamo richiesto un primo incontro ad Aleanna».
La riunione si è svolta venerdì scorso nella sala civica del Comune di Novellara, alla presenza dei sindaci di Campagnola Emilia, Fabbrico, Novellara, Reggiolo, Rio Saliceto e Rolo e di tre rappresentanti Aleanna (il coordinatore tecnico americano, una dirigente e l’avvocato Turco, esperto in diritto per l’energia).
«L’incontro è stato il primo momento di approfondimento di quello che si prefigura come un articolato progetto di ricerca autorizzato – spiega Elena Carletti –. Lo staff della società privata ha raccontato di aver svolto in passato ricerche simili in altre aree dell’Emilia Romagna (nel Ferrarese e in Romagna) e ha spiegato quali sono le tecniche da loro utilizzate: non si tratta di fracking, ma di propagazione di onde attraverso il sistema Vibroseis. Le trivellazioni si effettuano solo se i sondaggi rilevano qualcosa di interessante».
Aleanna non ha fornito alcun tipo di tempistica su quando intende dare il via alle ricerche. «La loro concessione è un dato di fatto, ma quando intendono iniziare non l’hanno detto – commenta il sindaco di Fabbrico, Maurizio Terzi –. Dal punto di vista organizzativo, la società deve chiedere ai proprietari il permesso di poter accedere ai fondi».
Anche per questo motivo lo staff Aleanna ha annunciato di voler procedere ad un’assemblea pubblica informativa, aperta alla popolazione, per spiegare con esattezza il loro operato. Siamo dunque in una fase di primi contatti, ma i sindaci ci vanno con i piedi di piombo.
«Aleanna ci ha rassicurato, ma rimane la preoccupazione – afferma Elena Carletti –. Siamo di fronte ad aree su cui insistono oasi naturalistiche protette (le Valli di Novellara e Reggiolo), siti e monumenti storici importanti, oltre ad essere dentro il perimetro del cratere del sisma del 2012. Non sto dicendo che esiste una relazione tra il terremoto e le ricerche di idrocarburi, ma di certo è nostro dovere esercitare un’attenzione molto particolare di fronte ad attività per ora solo illustrate. Vogliamo saperne di più sull’impatto sui nostri territori; un percorso che necessariamente dovrà coinvolgere anche i cittadini». «Massima preoccupazione e necessità di approfondimento» è stata espressa anche dal sindaco di Campagnola, Alessandro Santachiara.
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