Via Agosti, la Reggiana sparita dai radar
di Massimo Sesena
Con il ritorno del patron in città, dalla Curia sperano di concludere la cessione dei campi. Anche il Comune è alla finestra
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REGGIO EMILIA. In tanti, a Reggio, in questi giorni hanno salutato con un sospiro di sollievo il ritorno di Mike Piazza in città. I tifosi granata, certo, che ogni volta che il patron torna in Italia ricominciano a sognare, diventando indulgenti anche con una squadra in fase calante. Poi, certo, i giocatori e i dipendenti della società che attendono di ricevere gli stipendi di gennaio e febbraio. Ma tra coloro che aspettano vi sono anche altri attori cittadini che con mister Piazza hanno aperto dossier che dopo esser stati avviati con grande enfasi, aspettano di essere chiusi. E che anzi, ad essere sinceri, giacciono chiusi da mesi nelle loro eleganti cartelline. Parliamo dei progetti legati alla riqualificazione dell’intera area di via Agosti: una dozzina di campi da calcio, la palazzina che ospita l’attuale sede della Reggiana, la storica “Villa Granata”, gli spogliatoi utilizzati dalla Reggiana, i due capannoni ad est, conosciuti come “i capannoni dei cavalli”. Progetti che avevano fatto dire alla città che forse, dopo anni di inferno senza gloria, la squadra granata aveva svoltato. Così, tra i soggetti che aspettano, c’è la Curia reggiana, proprietaria dell’area, e ansiosa di chiudere la cessione immobiliare alla società granata. «Sì - dicevano appena qualche giorno fa da via del Vescovado - la distanza tra domanda e offerta c’è, ma da parte nostra c’è la massima disponibilità a concludere». Tradotto: la distanza tra l’offerta (attorno ai due milioni di euro) e la domanda (di poco superiore ai tre) si potrebbe facilmente ridurre andando rapidamente alla firma.
Peccato che nulla, su questo fronte, si muova ormai da mesi. Monsignor Alberto Nicelli, il vicario generale della Diocesi a cui il vescovo Massimo Camisasca ha delegato da tempo la gestione di questa partita era stato tra i primi, oltre un anno fa a strabuzzare gli occhi di fronte alla bellezza del progetto che Mike Piazza aveva commissionato allo studio Tetris di Milano, uno dei più rinomati studi di architettura a livello internazionale. Un progetto avveniristico che venne salutato con grande favore anche in Comune, al punto da ricevere il parere positivo della commissione edilizia: indici edificativi molto bassi e lasciati praticamente invariati, grande attenzione al contesto sociale in cui l’intervento sarebbe andato a insistere, un “campus aperto” verso il quartiere e la città, con spazi commerciali e di socialità, accanto a strutture che dovrebbero servire la Reggiana e il suo settore giovanile, ma anche altre fruibili alla città. Poi la ristrutturazione di Villa Granata che dovrebbe tornare a essere la foresteria dei giocatori.
Un progetto suggestivo, insomma, che attende soltanto la firma delle parti. Peccato che da mesi, nessuno ne sappia più nulla. Invero, l’unica parte di quel progetto che sta proseguendo nel proprio iter è quello dell’utilizzo dell’area antistante le Officine Reggiane per la creazione di un parcheggio che serva proprio il centro sportivo granata. Tutto il resto, invece, è rimasto fermo.
«Erano tutti molto entusiasti - racconta l’assessore all’urbanistica Alex Pratissoli - quando vennero a presentarci il progetto. E anche noi abbiamo potuto constatare la qualità di quell’intervento che prevedeva investimenti importanti in una zona della città che noi continuiamo a reputare strategica». Poi... La Reggiana è scomparsa dai radar. Da quelli (metaforici) del Comune e da quelli (altrettanto metaforici) della Curia. Una prova? Nel febbraio scorso l’amministratore delegato della Reggiana Maurizio Franzone annunciava di aver raggiunto un accordo con la Curia per il prolungamento dell’affitto dei campi.
In particolare l’intesa allungava il contratto d’affitto dagli attuali 12 a vent’anni. Bene: ad oggi, a quanto è dato sapere, mancherebbe la firma anche su questo accordo.
Perché questo impasse ? Difficile non legare questo clima alle difficoltà societarie. E torna d’attualità la determinazione di Piazza di consolidare la compagine sociale attraverso l’ingresso di nuovi soci dagli Usa. Imprenditori come Piazza, determinati a fare business. E magari in grado, assieme al patron granata di far ripartire il progetto del Campus granata.
massimosesena. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
Peccato che nulla, su questo fronte, si muova ormai da mesi. Monsignor Alberto Nicelli, il vicario generale della Diocesi a cui il vescovo Massimo Camisasca ha delegato da tempo la gestione di questa partita era stato tra i primi, oltre un anno fa a strabuzzare gli occhi di fronte alla bellezza del progetto che Mike Piazza aveva commissionato allo studio Tetris di Milano, uno dei più rinomati studi di architettura a livello internazionale. Un progetto avveniristico che venne salutato con grande favore anche in Comune, al punto da ricevere il parere positivo della commissione edilizia: indici edificativi molto bassi e lasciati praticamente invariati, grande attenzione al contesto sociale in cui l’intervento sarebbe andato a insistere, un “campus aperto” verso il quartiere e la città, con spazi commerciali e di socialità, accanto a strutture che dovrebbero servire la Reggiana e il suo settore giovanile, ma anche altre fruibili alla città. Poi la ristrutturazione di Villa Granata che dovrebbe tornare a essere la foresteria dei giocatori.
Un progetto suggestivo, insomma, che attende soltanto la firma delle parti. Peccato che da mesi, nessuno ne sappia più nulla. Invero, l’unica parte di quel progetto che sta proseguendo nel proprio iter è quello dell’utilizzo dell’area antistante le Officine Reggiane per la creazione di un parcheggio che serva proprio il centro sportivo granata. Tutto il resto, invece, è rimasto fermo.
«Erano tutti molto entusiasti - racconta l’assessore all’urbanistica Alex Pratissoli - quando vennero a presentarci il progetto. E anche noi abbiamo potuto constatare la qualità di quell’intervento che prevedeva investimenti importanti in una zona della città che noi continuiamo a reputare strategica». Poi... La Reggiana è scomparsa dai radar. Da quelli (metaforici) del Comune e da quelli (altrettanto metaforici) della Curia. Una prova? Nel febbraio scorso l’amministratore delegato della Reggiana Maurizio Franzone annunciava di aver raggiunto un accordo con la Curia per il prolungamento dell’affitto dei campi.
In particolare l’intesa allungava il contratto d’affitto dagli attuali 12 a vent’anni. Bene: ad oggi, a quanto è dato sapere, mancherebbe la firma anche su questo accordo.
Perché questo impasse ? Difficile non legare questo clima alle difficoltà societarie. E torna d’attualità la determinazione di Piazza di consolidare la compagine sociale attraverso l’ingresso di nuovi soci dagli Usa. Imprenditori come Piazza, determinati a fare business. E magari in grado, assieme al patron granata di far ripartire il progetto del Campus granata.
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