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LE indagini 

Caccia a una Fiat Sedici blu Appello della Municipale

Caccia a una Fiat Sedici blu Appello della Municipale

REGGIO EMILIA. Una Fiat Sedici di colore blu metallizzato, non una Lancia Ypsilon (come ricostruito in un primo momento), con la parte anteriore della carrozzeria danneggiata e i fanali rotti: è l’aut...

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REGGIO EMILIA. Una Fiat Sedici di colore blu metallizzato, non una Lancia Ypsilon (come ricostruito in un primo momento), con la parte anteriore della carrozzeria danneggiata e i fanali rotti: è l’auto del pirata della strada, che la polizia municipale di Reggio Emilia sta cercando in queste ore serrate di caccia all’uomo. Dai pezzi di paraurti e dai frammenti del gruppo ottico (luci e fanali) rimasti sull’asfalto, e rivelatisi preziosi, gli agenti sono riusciti a individuare, con un buon margine di sicurezza, marca, colore e modello della vettura fuggita dopo lo schianto. Si tratta di un Suv prodotto dalla Fiat tra il 2008 e il 2013: un modello non molto diffuso, perciò le speranze di stringere il cerchio intorno al colpevole sono ritenute alte.
Ritenendo fondamentale la collaborazione dei cittadini, il comando di via Brigata Reggio lancia un appello: «Chiunque notasse o avesse informazioni su una vettura con simili caratteristiche, sia in città sia in provincia, è pregato di contattare, anche in forma anonima, il comando di polizia municipale».
Nel frattempo emergono altri particolari del terribile incidente di sabato sera in via Teggi a Codemondo. Luzia Klein, 53 anni, stava percorrendo in bici la strada, sempre molto trafficata, che dalla città conduce verso la frazione quando è sopraggiunta la Fiat Sedici, che procedeva verso Cavriago nello stesso senso di marcia. All’altezza del numero civico 11, la vettura ha tamponato la bici. Il violentissimo impatto non ha lasciato scampo alla ciclista, che è stata scaraventata a una quindicina di metri, ricadendo nel fossato laterale. Inutili i soccorsi: la 53enne è morta all’istante.
Da notare che la ciclista, in sella a una bici marca Bottecchia e con uno zainetto rosso sulle spalle, indossava il giubbotto catarifrangente. Lo hanno confermato gli automobilisti che seguivano e che hanno assistito allo schianto: sono tre i testimoni oculari ma, visto il luogo buio, pare che nessuno sia in grado di indicare se la persona al volante fosse una donna o un uomo. (am.p.)

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