«Finché sarai con noi non te ne sarai mai andata veramente»
Casalgrande: un anno fa morì Lucrezia Lombardi, 21 anni Il ricordo della sorella e dell’amica che era in auto con lei
CASALGRANDE. Il 10 aprile 2016, un anno fa, avvenne l’incidente stradale in cui perse la vita Lucrezia Lombardi, 21 anni, mentre la sua amica Alessia Barbieri, coetanea, restò ferita. Lo schianto accadde poco dopo le 8 di mattina, mentre le due amiche di Casalgrande, a bordo di una Lancia Y, stavano rientrando a casa dopo aver passato la serata in discoteca di Reggio Emilia, il Tunnel di via del Chionso, e dopo aver fatto colazione in un bar della zona di Sabbione.
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La mamma di Lucrezia, preoccupata, la chiamò al telefono, e lei la rassicurò: «Tra poco arrivo». Ma in via Molinazzo, una piccola strada alberata che collega Sabbione a Fellegara, l’auto di Lucrezia uscì di strada e si schiantò contro un albero. Per Lucrezia non ci fu nulla da fare, mentre Alessia venne ricoverata al Santa Maria Nuova, non in pericolo di vita, ma con ferite gravi. Nell’anniversario, Alessia Barbieri ed Elisa Lombardi, sorella di Lucrezia, ricordano l’amica-sorella per onorarne il ricordo e «fare un “regalo” a tutti coloro che vogliono bene alla nostra Lu»..
«Ciao Lucre – scrive Alessia Barbieri – non immagini quanto vorrei sentire di nuovo la tua voce, anche solo per un'ultima volta, anche solo per salutarti come meriti. La verità è che non ho mai accettato la tua assenza e, anche se ti sembrerà assurdo, spero ancora di rivederti un giorno. Ho passato metà della mia vita con te al mio fianco, eri il mio punto di riferimento e la mia ancora. Ora la vita senza te è un po' uno schifo, e anche dopo un anno mi sento persa. Questi sono stati dodici mesi pieni di domande e di dubbi, ma le risposte non sono mai arrivate. Così ho capito che non tutto ha una risposta, tantomeno la tua assenza. Mi piacerebbe che le persone capissero l'importanza di chi rimane al loro fianco ogni giorno, perché nessuno è scontato. A vent'anni pensiamo di essere invincibili, siamo convinti che la peggior cosa che ci possa capitare sia perdere la nostra serata preferita in discoteca. A vent'anni non si dovrebbe affrontare questo incubo, ma la vita è imprevedibile e spesso ingiusta. Io ti sento ancora con me, nonostante tutto, e finché sarai con me non te ne sarai mai andata veramente. Il bene che ti voglio non potrà mai finire».
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La lettera di Elisa Lombardi, sorella di Lucrezia: «Ciao Lu. Ogni mattina mi sveglio facendomi la stessa domanda: come faremo senza? Senza costruire nuovi ricordi, senza i tuoi sorrisi, senza l’odore del tuo profumo preferito, senza il tuo modo particolare di scherzare, senza i tuoi racconti di scuola e senza le nostre serate al ristorante giapponese. Tutti questi “senza” sono il mio dolore. Tutto si è fermato quel 10 aprile 2016, quando la tua vita si è spezzata, lasciando vuote le nostre. Non c’è parola che doni conforto alla tua assenza fisica. So che ci sarà un altro momento per noi, dove ti aspetterò al nostro cancello. Immagino di vederti con quel tuo parka verde militare e i tuoi capelli biondissimi, raccolti nella tua solita coda: ti giri, mi dai le spalle e mi saluti per poi tornare domani. Ti voglio onorare così oggi, parlando di te, rendendoti viva».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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