Gazzetta di Reggio

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«Le due priorità sono i cantieri e i lavoratori» 

di Evaristo Sparvieri
«Le due priorità sono i cantieri e i lavoratori» 

Per Baldini primo giorno da liquidatore Unieco «Ci sono professionalità da non disperdere»

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REGGIO EMILIA. «Il primo atto? Secondo la procedura, sarà quello di incontrare la presidente uscente, Cinzia Viani, per il passaggio di consegne e per capire la struttura organizzativa interna ad Unieco. Le mie due priorità sono i cantieri e i lavoratori. Bisogna capire subito quali cantieri sono in piedi e cominciare a pensare in particolare al personale, che deve essere immediatamente gestito».
Nelle vesti di commissario liquidatore, già oggi per la prima volta metterà piede al settimo piano dell’imponente sede di via Ruini, nel corso di una giornata che riserva in agenda anche una riunione del Consiglio dell’ordine dei commercialisti, del quale è presidente. Due appuntamenti fondamentali, per mettere subito in moto la macchina della procedura di liquidazione coatta amministrativa. E, nello stesso tempo, per toccare con mano eventuali malumori nati in seno ai commercialisti reggiani per la sua chiacchierata nomina.
Corrado Baldini, 43enne presidente dell’Ordine dei commercialisti, sulla base delle indicazioni di Legacoop è la figura scelta dal ministero dello Sviluppo economico per condurre la difficile partita Unieco, l’ex colosso della cooperazione edile reggiana franato sotto il peso di 700 milioni di debiti, lasciando sul campo 450 posti di lavoro svaniti e 12 milioni di prestito sociale polverizzati.
Una nomina attesa da tutti i soggetti in campo, Legacoop in primis, per tentare di mettere le basi di un percorso che conduca verso il difficile obiettivo di minimizzare le ricadute negative su lavoratori, soci prestatori e sull’intero indotto, già alle prese con gli strascichi della crisi di un modello cooperativo che fra Coopsette, Orion, Cmr e la stessa Unieco ha accumulato circa 1,5 miliardi di passivo e ha mandato in fumo 70 milioni di prestito sociale.
Baldini, da dove cominciare rispetto al tracollo di Unieco?
«Ho formalmente accettato l’incarico di commissario liquidatore sabato scorso. Ma ho iniziato da venerdì sera a fare un primo punto su ciò che proverò a fare, organizzando il lavoro anche all’interno dei miei collaboratori di studio. Adesso si parte».
Ma ha già in mente una road-map?
«Francamente, fino a quando non toccherò con mano la situazione, preferisco non fare previsioni. La liquidazione ha come primo obiettivo quello di mantenere un occhio alla parte sociale della gestione, senza dimenticare quelli che sono i risvolti per i creditori. Ci sono lavoratori, e quindi famiglie, ci sono artigiani, e quindi famiglie, ci sono soci, e quindi famiglie. C’è un risvolto sociale che non può e non deve passare in secondo piano. Poi c’è un codice civile, ci sono delle norme e delle prassi entro le quali dovremo ovviamente stare».
Sulla sua nomina, non è mancato chi ha rilevato una vicinanza alla mondo della cooperazione considerata persino eccessiva. Pensa che questa vicinanza possa agevolarle il compito o al contrario crede che possa nuocere nel corso della procedura?
«Se devo essere franco, sento la vicinanza verso un territorio. E mi rendo conto che, indipendentemente da tutto, questa è un’altra delle tante difficoltà che diverse aziende del mondo cooperativo e del mondo non cooperativo, quindi privato, hanno dovuto vivere sul nostro territorio. Obiettivamente, il settore dell’edilizia vive da lungo tempo un momento di difficoltà. Ma ci sono posti di lavoro, persone, capacità e professionalità costruite nel tempo da preservare. Da parte mia, farò quello che devo fare, nel rispetto delle norme che regolano queste procedure. Da un’altra parte, qualcun altro sicuramente lavorerà per fare sistema a livello locale e ricollocare queste professionalità. Sarebbe un peccato perderle».
Qualcuno però, per i lavori in corso, sembra già indicarle un salvagente: si chiama Sicrea e si direbbe che lei lo conosca piuttosto bene... Finiranno in Sicrea i lavori lasciati a metà da Unieco? La categoria che fa più gola è quella dei lavori presi con il consorzio Integra (ex Ccc), che riunisce le coop rosse e che le fra coop rosse saranno redistribuiti...
«Non posso ancora dire quali saranno le ipotesi percorribili. Anche perché non so quali siano, ad oggi, tutti i cantieri. Su questi aspetti è in corso anche un approfondimento con il team legale. I cantieri assegnati in maniera indiretta da parte di Integra ritengo vengano ripresi dalla stessa Integra e quindi riassegnati. Almeno così ho percepito. Se così fosse, Unieco non rientrerebbe affatto in alcuna decisione».
E per il resto? Da Legacoop hanno fatto capire esplicitamente che Sicrea sia nata proprio con lo scopo di intervenire in questi frangenti...
«Sicrea è un soggetto che opera nel mondo economico delle costruzioni, come tanti altri soggetti. Ci saranno evidentemente delle valutazioni in termini di procedure. Se ci fosse qualcosa di perseguibile, oggettivamente potrebbe anche essere che nel momento in cui si prendono in mano i cantieri sia la stessa normativa a prevedere uno scorporo della società che è andata in liquidazione coatta. Sono tutte valutazioni ancora in corso. Se ci sarà questa possibilità, può essere che Sicrea possa essere interessata e possa fare un’offerta, come tanti altri soggetti che lavorano nel campo delle costruzioni. Ma non c’è nulla di precostituito in questo senso».
Ha già avuto riscontro dei malumori fra i colleghi commercialisti? Magari sarà argomento di discussione nella riunione in programma oggi.
«Sono presidente da qualche mese. E la mia nomina a commissario è fresca. Ma sabato ho già incontrato diversi colleghi in occasione del seminario sulla legalità con Nicaso, Gratteri e monsignor Sangalli. Fra colleghi abbiamo scambiato qualche opinione, ma non ho percepito malumori. Francamente, credo di essere stato sempre molto trasparente nei confronti dei colleghi. Poi se dovessero esserci malumori, ci può anche stare...»
Ma cosa sente di dover dire ai soci e ai lavoratori Unieco nel giorno in cui assume questo nuovo incarico?
«Per il momento, preferirei non entrare nel merito prima di prendere effettivamente coscienza di ciò che c’è e che ci sarà. Ma posso dire a tutti che ho ben presente quelli che sono gli impatti che, purtroppo, queste procedure provocano sulle aziende in difficoltà, sui soci, sui lavoratori, sulle famiglie sull’intero territorio. Metterò a disposizione tutta la mia professionalità per fare quanto possibile, all’interno delle regole in cui è necessario muoversi in procedure di questo tipo».
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