«Aumentano i furti ma prendiamo i ladri»
Il questore di Reggio e i reati contro il patrimonio: «Risposta adeguata» E sui tanti comitati cittadini: «Concreta e stimolante collaborazione»
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REGGIO EMILIA. «A fronte di un incremento dei reati di furti devo dire con orgoglio che c’è stata da parte degli operatori di polizia una risposta adeguata, tanto che nell’ultimo periodo numerosi sono stati i casi in cui gli autori sono stati individuati in flagranza dalle volanti od a seguito di indagini da parte della squadra mobile, con arresti di iniziativa o su provvedimenti restrittivi emessi dall’autorità giudiziaria». È un passaggio del discorso tenuto ieri al Centro Malaguzzi dal questore Isabella Fusiello, in occasione della festa dei 165 anni della polizia di Stato.
La dirigente di via Dante si è soffermata sui furti e sui reati cosiddetti di microcriminalità, «che destano maggiore allarme sociale per l’accentuato senso di insicurezza che determinano nei cittadini». Il questore ha ricordato che «l’analisi dei furti scoperti evidenzia che gli autori sono principalmente cittadini stranieri, in buona percentuale dell’Est europeo, i quali si trovano sul territorio nazionale generalmente privi di mezzi di sostentamento se non quelli derivanti da illecite attività; molti di questi soggetti sono, peraltro, privi di fissa dimora».
La polizia sta affrontando questo fenomeno con l’attività preventiva e alcune indagini. A questo proposito è stato ricordato l’arresto del rumeno Ivan Burunsus, preso un mese fa da agenti delle volanti dopo che si era reso responsabile di numerosi furti nei garage e nelle cantine.
Nel suo discorso la dirigente ha ricordato le bande di georgiani che stanno compiendo molti furti in appartamento, ma che la squadra mobile sta contrastando con numerosi arresti.
DIALOGO CON I COMITATI. «Sono ben consapevole che oggigiorno l’indice di successo di un’istituzione come la polizia di Stato si basa non tanto sul dato reale della sicurezza raggiunta, quanto piuttosto su quello della sicurezza percepita dalle compagini di cui è costituita la società. È appunto su questo versante che mi sono spesa particolarmente in prima persona per cercare di convogliare le legittime aspettative della cittadinanza e la sensazione di insicurezza diffusa verso iniziative strutturate, fattive e condivise che spero abbiano dato il segno marcato di una matura, quanto indispensabile, partecipazione del cittadino anche nell’ambito della sicurezza. Questo impegno, per me e per gli altri addetti ai lavori, è ancora lungo e difficile e passa attraverso strumenti di comunicazione e di avvicinamento del cittadino, del tutto rivoluzionari rispetto al nostro tradizionale approccio culturale, ma si sta lavorando proprio in tale direzione, con il concreto e stimolante apporto da parte di gruppi di cittadini appartenenti ai comitati civici».
LA MINACCIA TERRORISTICA Isabella Fusiello ha anche dedicato un passaggio alla minaccia terroristica, da cui nessuno oggi può sentirsi del tutto al riparo. «Per quanto riguarda la minaccia del terrorismo internazionale che oggi assume forme e metodi impensabili sino a pochi anni addietro, la Digos ha intensificato il monitoraggio degli obiettivi sensibili di questa Provincia. L’attività info-investigativa ha consentito di adottare una delle prime misure di prevenzione a livello nazionale, quella della sorveglianza speciale, nei confronti di un cittadino italiano, quindi, che non può dunque essere espulso, convertito, che ha propagandato ideologie radicali.
L’apporto della Digos» è stato determinante per l’espulsione dal territorio nazionale disposta dal Ministro dell’Interno per motivi di sicurezza nazionale di un imam radicale che da poco si era trasferito in altra provincia e per il contributo informativo dato, tramite rogatoria internazionale, a uffici antiterrorismo di paesi esteri». Il riferimento è a Mohamed Madad, trasferitosi da Carpineti a Treviso ed espulso a luglio.
PROFUGHI. Il questore, ricapitolando i numerosi impegni dei suoi uomini, ha ricordato l’attività di smistamento dei profughi. «Ci sono stati numerosi arrivi per un totale di 1501 profughi. È stato un lavoro importante, svolto spesso senza alcun preavviso che ha perciò impegnato tutta la struttura; un lavoro che abbiamo svolto con competenza, senza clamore e, mi preme sottolineare, senza alcun turbamento per l’ordine pubblico».(j.d.p.)
La dirigente di via Dante si è soffermata sui furti e sui reati cosiddetti di microcriminalità, «che destano maggiore allarme sociale per l’accentuato senso di insicurezza che determinano nei cittadini». Il questore ha ricordato che «l’analisi dei furti scoperti evidenzia che gli autori sono principalmente cittadini stranieri, in buona percentuale dell’Est europeo, i quali si trovano sul territorio nazionale generalmente privi di mezzi di sostentamento se non quelli derivanti da illecite attività; molti di questi soggetti sono, peraltro, privi di fissa dimora».
La polizia sta affrontando questo fenomeno con l’attività preventiva e alcune indagini. A questo proposito è stato ricordato l’arresto del rumeno Ivan Burunsus, preso un mese fa da agenti delle volanti dopo che si era reso responsabile di numerosi furti nei garage e nelle cantine.
Nel suo discorso la dirigente ha ricordato le bande di georgiani che stanno compiendo molti furti in appartamento, ma che la squadra mobile sta contrastando con numerosi arresti.
DIALOGO CON I COMITATI. «Sono ben consapevole che oggigiorno l’indice di successo di un’istituzione come la polizia di Stato si basa non tanto sul dato reale della sicurezza raggiunta, quanto piuttosto su quello della sicurezza percepita dalle compagini di cui è costituita la società. È appunto su questo versante che mi sono spesa particolarmente in prima persona per cercare di convogliare le legittime aspettative della cittadinanza e la sensazione di insicurezza diffusa verso iniziative strutturate, fattive e condivise che spero abbiano dato il segno marcato di una matura, quanto indispensabile, partecipazione del cittadino anche nell’ambito della sicurezza. Questo impegno, per me e per gli altri addetti ai lavori, è ancora lungo e difficile e passa attraverso strumenti di comunicazione e di avvicinamento del cittadino, del tutto rivoluzionari rispetto al nostro tradizionale approccio culturale, ma si sta lavorando proprio in tale direzione, con il concreto e stimolante apporto da parte di gruppi di cittadini appartenenti ai comitati civici».
LA MINACCIA TERRORISTICA Isabella Fusiello ha anche dedicato un passaggio alla minaccia terroristica, da cui nessuno oggi può sentirsi del tutto al riparo. «Per quanto riguarda la minaccia del terrorismo internazionale che oggi assume forme e metodi impensabili sino a pochi anni addietro, la Digos ha intensificato il monitoraggio degli obiettivi sensibili di questa Provincia. L’attività info-investigativa ha consentito di adottare una delle prime misure di prevenzione a livello nazionale, quella della sorveglianza speciale, nei confronti di un cittadino italiano, quindi, che non può dunque essere espulso, convertito, che ha propagandato ideologie radicali.
L’apporto della Digos» è stato determinante per l’espulsione dal territorio nazionale disposta dal Ministro dell’Interno per motivi di sicurezza nazionale di un imam radicale che da poco si era trasferito in altra provincia e per il contributo informativo dato, tramite rogatoria internazionale, a uffici antiterrorismo di paesi esteri». Il riferimento è a Mohamed Madad, trasferitosi da Carpineti a Treviso ed espulso a luglio.
PROFUGHI. Il questore, ricapitolando i numerosi impegni dei suoi uomini, ha ricordato l’attività di smistamento dei profughi. «Ci sono stati numerosi arrivi per un totale di 1501 profughi. È stato un lavoro importante, svolto spesso senza alcun preavviso che ha perciò impegnato tutta la struttura; un lavoro che abbiamo svolto con competenza, senza clamore e, mi preme sottolineare, senza alcun turbamento per l’ordine pubblico».(j.d.p.)
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