Coldiretti: «Gli agricoltori dicono no»
di Ambra Prati
Il direttore Zampini: «Aleanna ha chiesto la nostra firma per presentarsi ai proprietari dei terreni. Non abbiamo accettato»
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NOVELLARA. «Aleanna Resources LLC ci ha contattato nell’autunno scorso: volevano che Coldiretti firmasse un protocollo di intesa. Noi ci siamo rifiutati». Assuero Zampini, direttore Coldiretti, svela il retroscena sulla ricerca di idrocarburi (petrolio e gas metano) nella Bassa.
La società del Delaware con sede a Roma, alla quale la Regione ha sbloccato la concessione sospesa causa sisma, intende eseguire dei sondaggi con il sistema Vibroseis nell’area Fantozza, 102 chilometri quadrati che si estendono tra i Comuni di Guastalla, Novellara, Fabbrico, Campagnola, Reggiolo, Rolo, Rio Saliceto e, per una parte più limitata, Novi e Carpi nel modenese.
Le affermazioni di Zampini rivelano che gli americani si sono mossi da tempo. «L’anno scorso siamo stati contattati da Aleanna Resources, a loro dire assieme ad altre associazioni. Volevano che Coldiretti firmasse un documento. Non siamo abituati a concedere l’assenso sulla pelle degli altri, era stata la risposta. Prima dovevamo consultare i nostri associati, è il minimo della correttezza sindacale. Visto che non c’era tutta questa fretta (il rappresentante Aleanna ha dichiarato che la concessione scadrà a fine 2018) e poiché avevamo un ciclo di assemblee zonali calendarizzate in ogni Comune, ne abbiamo parlato in quella sede».
Da notare che alla società, dal punto di vista legale, non serve un protocollo di intesa per svolgere le ricerche. «Infatti serve solo l’accordo del diretto interessato, vale a dire il proprietario terriero – prosegue Zampini –. Immagino che in tal modo la società si sarebbe presentata agli agricoltori con questo parere positivo di Coldiretti e avrebbe avuto una sponda in più. Questo è quanto suppongo, non vedo altre motivazioni».
Le assemblee hanno dato un esito fotocopia in ogni municipalità. «Dappertutto gli agricoltori prima sono caduti dalle nuvole, perché nessuno era al corrente, poi hanno espresso contrarietà. Coldiretti è stata coinvolta, su richiesta degli associati, per redigere la petizione, poi sottoscritta e inviata ai sindaci».
Oltre un mese fa, quando le petizioni hanno cominciato ad essere recapitate a Comuni, Provincia e Regione, Zampini è stato di nuovo contattato dalla società Usa, al quale è stato domandato «perché avevamo sollevato un “polverone”. Ho risposto che avevamo solo seguito la volontà degli associati». L’evoluzione seguente è nota: l’incontro tra sindaci e società in municipio a Novellara venerdì scorso, l’intenzione espressa da Aleanna di indire una assemblea pubblica per informare la cittadinanza e illustrare i particolari del loro metodo. «Mi pare anomalo che le amministrazioni siano state informate da Coldiretti e soprattutto che la Regione deliberi senza interpellare i territori», conclude Zampini.
«Sì, noi sindaci ci siamo sentiti bypassati, ma consideriamo che si tratta di una concessione risalente al 2009», replica il sindaco di Rolo Fabrizio Allegretti, che precisa come si stia concordando, in questi giorni, la data per l’assemblea pubblica.
Allegretti è stato tirato in ballo da Simone Nasi, titolare di un’azienda agricola all’interno della Fantozza nonché consigliere di maggioranza a Rolo. Nasi, pur confermando che il via libera è prerogativa della Regione, aveva invocato dalle amministrazioni «forme di opposizione».
«La vicenda passerà sicuramente dai consigli comunali dei singoli Comuni. Non dall’Unione, perché non tutti i Comuni dell’Unione sono coinvolti – replica Allegretti al suo consigliere –. Alcuni Comuni hanno già degli ordini del giorno sul tema, avanzati dalle minoranze, e in alcuni casi anche dalla maggioranza. A Rolo non sono stati presentati, ma penso che la questione passerà in consiglio comunale». Allegretti precisa però che questo passaggio nei consigli avverrà dopo il confronto con la cittadinanza, «per entrare nel merito e non muoversi sulla base di suggestioni, ma con dettagli e dati precisi». Anche perché «se un ruolo fondamentale ce l’avranno i proprietari privati (e non sappiamo a quanto ammonteranno gli indennizzi per il consenso), spetta ai sindaci garantire la salute pubblica dell’intera cittadinanza, anche quella non dedita all’agricoltura. Le amministrazioni comunali devono approfondire e muoversi in maniera coordinata, senza suscitare né inutili allarmismi, né dare per scontato che sia tutto deciso».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
La società del Delaware con sede a Roma, alla quale la Regione ha sbloccato la concessione sospesa causa sisma, intende eseguire dei sondaggi con il sistema Vibroseis nell’area Fantozza, 102 chilometri quadrati che si estendono tra i Comuni di Guastalla, Novellara, Fabbrico, Campagnola, Reggiolo, Rolo, Rio Saliceto e, per una parte più limitata, Novi e Carpi nel modenese.
Le affermazioni di Zampini rivelano che gli americani si sono mossi da tempo. «L’anno scorso siamo stati contattati da Aleanna Resources, a loro dire assieme ad altre associazioni. Volevano che Coldiretti firmasse un documento. Non siamo abituati a concedere l’assenso sulla pelle degli altri, era stata la risposta. Prima dovevamo consultare i nostri associati, è il minimo della correttezza sindacale. Visto che non c’era tutta questa fretta (il rappresentante Aleanna ha dichiarato che la concessione scadrà a fine 2018) e poiché avevamo un ciclo di assemblee zonali calendarizzate in ogni Comune, ne abbiamo parlato in quella sede».
Da notare che alla società, dal punto di vista legale, non serve un protocollo di intesa per svolgere le ricerche. «Infatti serve solo l’accordo del diretto interessato, vale a dire il proprietario terriero – prosegue Zampini –. Immagino che in tal modo la società si sarebbe presentata agli agricoltori con questo parere positivo di Coldiretti e avrebbe avuto una sponda in più. Questo è quanto suppongo, non vedo altre motivazioni».
Le assemblee hanno dato un esito fotocopia in ogni municipalità. «Dappertutto gli agricoltori prima sono caduti dalle nuvole, perché nessuno era al corrente, poi hanno espresso contrarietà. Coldiretti è stata coinvolta, su richiesta degli associati, per redigere la petizione, poi sottoscritta e inviata ai sindaci».
Oltre un mese fa, quando le petizioni hanno cominciato ad essere recapitate a Comuni, Provincia e Regione, Zampini è stato di nuovo contattato dalla società Usa, al quale è stato domandato «perché avevamo sollevato un “polverone”. Ho risposto che avevamo solo seguito la volontà degli associati». L’evoluzione seguente è nota: l’incontro tra sindaci e società in municipio a Novellara venerdì scorso, l’intenzione espressa da Aleanna di indire una assemblea pubblica per informare la cittadinanza e illustrare i particolari del loro metodo. «Mi pare anomalo che le amministrazioni siano state informate da Coldiretti e soprattutto che la Regione deliberi senza interpellare i territori», conclude Zampini.
«Sì, noi sindaci ci siamo sentiti bypassati, ma consideriamo che si tratta di una concessione risalente al 2009», replica il sindaco di Rolo Fabrizio Allegretti, che precisa come si stia concordando, in questi giorni, la data per l’assemblea pubblica.
Allegretti è stato tirato in ballo da Simone Nasi, titolare di un’azienda agricola all’interno della Fantozza nonché consigliere di maggioranza a Rolo. Nasi, pur confermando che il via libera è prerogativa della Regione, aveva invocato dalle amministrazioni «forme di opposizione».
«La vicenda passerà sicuramente dai consigli comunali dei singoli Comuni. Non dall’Unione, perché non tutti i Comuni dell’Unione sono coinvolti – replica Allegretti al suo consigliere –. Alcuni Comuni hanno già degli ordini del giorno sul tema, avanzati dalle minoranze, e in alcuni casi anche dalla maggioranza. A Rolo non sono stati presentati, ma penso che la questione passerà in consiglio comunale». Allegretti precisa però che questo passaggio nei consigli avverrà dopo il confronto con la cittadinanza, «per entrare nel merito e non muoversi sulla base di suggestioni, ma con dettagli e dati precisi». Anche perché «se un ruolo fondamentale ce l’avranno i proprietari privati (e non sappiamo a quanto ammonteranno gli indennizzi per il consenso), spetta ai sindaci garantire la salute pubblica dell’intera cittadinanza, anche quella non dedita all’agricoltura. Le amministrazioni comunali devono approfondire e muoversi in maniera coordinata, senza suscitare né inutili allarmismi, né dare per scontato che sia tutto deciso».
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