«Così li ho costretti a fuggire»
Roberto Gazzetti, 43 anni, racconta il suo “scontro” al parco degli Aceri
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REGGIO EMILIA. Capita raramente che una persona aggredita riesca a difendersi e a mettere in fuga i malviventi. E' ancor meno frequente il caso che lo faccia dopo averli affrontati a mani nude come in un western all'italiana. E' accaduto domenica sera nel parco degli Aceri, tra via Cisalpina e via Due Canali, vicino allo stabilimento Unibon carni. Le due persone responsabili dell'aggressione hanno commesso l'errore di prendere di mira non la solita donna con la borsa a tracolla, ma un uomo di 43 anni che combatte il diabete con un costante esercizio fisico capace di mantenerlo in ottima forma. Roberto Gazzetti, che abita al numero 5 di via Donnino Dal Verme, stava portando il cane, un mite meticcio nero, nell'area di sgambamento di quel parco. Intorno alle 20,30 è stato assalito alle spalle da due stranieri incappucciati, che dalla parlata sembravano nordafricani. Uno dei due gli afferrava il marsupio, cercando di strapparglielo. L'aggredito, allora, mollava il guinzaglio e iniziava la colluttazione, facendo desistere il primo aggressore. Il secondo si faceva sotto, ma veniva colpito con un calcio ben assestato, mentre il primo era trattenuto con una presa per il collo. Entrambi, a quel punto, si sono allontanati. «Avrei voluto inseguirli - confessa Gazzetti - ma nel corpo a corpo avevo subito la slogatura di un piede. Quindi ho avvisato le forze dell'ordine e mi sono recato al pronto soccorso dell'ospedale Santa Maria Nuova, da dove sono stato subito dimesso. L'indomani mattina sono andato in Questura per formalizzare la denuncia».
La vittima ha raccontato la sua disavventura a lieto fine anche sul suo profilo Facebook. La tentata rapina gli ha lasciato un sentimento di indignazione e amarezza, dovuta al fatto che, invece, era andato a segno lo scippo subito due mesi fa dalla sua compagna davanti alla loro abitazione: «Nella mia zona - dice - il degrado sociale è arrivato a livelli intollerabili. In una palazzina vicina a casa mia sono stati forzati tutti i garage. L'ex-gasometro continua ad essere ricettacolo di sbandati e tossicodipendenti. Purtroppo la legge svuotacarceri fa sì che i delinquenti, quando sono processati, vengano condannati agli arresti domiciliari. In Italia si sentono liberi di fare qualunque cosa. Per migliorare la sicurezza si dovrebbero organizzare vere e proprie ronde, allo scopo di aiutare le forze dell'ordine. Io sarei disposto a parteciparvi».(l.s.)
La vittima ha raccontato la sua disavventura a lieto fine anche sul suo profilo Facebook. La tentata rapina gli ha lasciato un sentimento di indignazione e amarezza, dovuta al fatto che, invece, era andato a segno lo scippo subito due mesi fa dalla sua compagna davanti alla loro abitazione: «Nella mia zona - dice - il degrado sociale è arrivato a livelli intollerabili. In una palazzina vicina a casa mia sono stati forzati tutti i garage. L'ex-gasometro continua ad essere ricettacolo di sbandati e tossicodipendenti. Purtroppo la legge svuotacarceri fa sì che i delinquenti, quando sono processati, vengano condannati agli arresti domiciliari. In Italia si sentono liberi di fare qualunque cosa. Per migliorare la sicurezza si dovrebbero organizzare vere e proprie ronde, allo scopo di aiutare le forze dell'ordine. Io sarei disposto a parteciparvi».(l.s.)
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