CCPL e il comune
La collezione d’arte dell’era Soncini esposta a Reggio
di Enrico Lorenzo Tidona
REGGIO EMILIA. «Le opere d’arte valgono tanto quando le compri e valgono poco quando le vendi». L’adagio è in gran voga, anche a Reggio, dove la cooperazione è alle prese con un fardello importante,...
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REGGIO EMILIA. «Le opere d’arte valgono tanto quando le compri e valgono poco quando le vendi». L’adagio è in gran voga, anche a Reggio, dove la cooperazione è alle prese con un fardello importante, la celebre collezione d’arte messa insieme dal Ccpl durante l’era dell’ex presidente Ivan Soncini. Un capitolo nel vasto patrimonio della cooperativa che, oltre a collezionare negli anni partecipazioni in aziende dell’industria, ha messo insieme 300 pezzi originali comprati in anni di vacche grasse, per un valore che si aggirerebbe ora sui 2 milioni di euro. Valore calcolato dai periti nelle more della ristrutturazione del debito del gruppo Ccpl, pari a 150 milioni di euro, omologato pochi giorni fa dal tribunale di Reggio. La «raccolta d’arte» deve essere ora venduta proprio in forza del piano di ristrutturazione, dove i creditori principali sono le banche, che non lasciano spazio a voli pindarici. Moris Ferretti, attuale presidente di Ccpl spa (controllata da Ccpl cooperativa, presieduta dall’ex presidente di Unieco Mauro Casoli) starebbe però pensando di mettere in mostra la collezione messa insieme nell’era Soncini. Un evento da organizzare con il comune di Reggio, del quale trapela ancora poco. Una sorta di “indennizzo” ideale, quantomeno agli occhi dei reggiani, che potrebbero finalmente vedere quanto è stato comprato dal Ccpl e che dovrà poi trovare degli acquirenti.
La collezione è di tutto riguardo per quanto riguarda i pezzi più antichi, «avviata nel 1994 ed incrementata negli anni» come viene riportato nel sito della cooperativa, che ha chiuso il bilancio 2013 con una perdita da 101 milioni di euro, causa a monte della “cacciata” di Soncini, ripescato l’anno scorso in Fs Logistica, azienda di Stato. Una sezione è costituita dagli affreschi cinquecenteschi: un prestigioso ciclo pittorico salvato dalle demolizioni di Palazzo Vicedomini a Reggio Emilia, che fa da sfondo da diversi anni alla sala del consiglio di amministrazione del Ccpl, dentro il grigio palazzo costruito e rigore “sovietico” di via Gandhi.
La raccolta si compone anche di fotografie, incisioni e doni d'arte, realizzati dal secondo dopoguerra ad oggi. C’è Pop Art, ma anche alle eccellenze del territorio emiliano.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
La collezione è di tutto riguardo per quanto riguarda i pezzi più antichi, «avviata nel 1994 ed incrementata negli anni» come viene riportato nel sito della cooperativa, che ha chiuso il bilancio 2013 con una perdita da 101 milioni di euro, causa a monte della “cacciata” di Soncini, ripescato l’anno scorso in Fs Logistica, azienda di Stato. Una sezione è costituita dagli affreschi cinquecenteschi: un prestigioso ciclo pittorico salvato dalle demolizioni di Palazzo Vicedomini a Reggio Emilia, che fa da sfondo da diversi anni alla sala del consiglio di amministrazione del Ccpl, dentro il grigio palazzo costruito e rigore “sovietico” di via Gandhi.
La raccolta si compone anche di fotografie, incisioni e doni d'arte, realizzati dal secondo dopoguerra ad oggi. C’è Pop Art, ma anche alle eccellenze del territorio emiliano.
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