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«La mafia si batte tutti insieme» L’invito di Gratteri e Nicaso
BIBBIANO. “Parole e idee per la legalità” è stato il tema conduttore dell'incontro pubblico, molto affollato, che si è svolto nella Sala Renzo Barazzoni. E non poteva essere diversamente vista la...
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BIBBIANO. “Parole e idee per la legalità” è stato il tema conduttore dell'incontro pubblico, molto affollato, che si è svolto nella Sala Renzo Barazzoni. E non poteva essere diversamente vista la presenza del procuratore capo del tribunale di Catanzaro, Nicola Gratteri insieme ad Antonio Nicaso, scrittore, storico e docente, uno dei massimi esperti di 'ndrangheta (Gratteri e Nicaso hanno scritto insieme diversi libri sulla criminalità organizzata). Con loro anche Elia Minari di Cortocircuito. L'incontro è stato aperto dal sindaco Andrea Carletti che ha messo in evidenza i nodi del presente: la presenza e non più infiltrazione, della criminalità organizzata nel nostro territorio e la crisi del sistema cooperativo reggiano.
«Ecco perchè - ha detto Carletti - ora più che mai c’è bisogno di responsabilità e coerenza da parte di tutti noi, ritrovando lo slancio per consolidare le crepe dentro un sistema di proporzioni nazionali». Il sindaco ha voluto ricordare l'arrivo nel Reggiano della Dda di Bologna «che ha cominciato uno straordinario lavoro, oltre alla costanza del Prefetto De Miro, entrambi hanno contribuito a tracciare una strada difficile ma giusta, ed ecco perché dobbiamo continuare a tenere la schiena dritta». Carletti ha poi aggiunto che «non bisogna dimenticare il lavoro cominciato dal presidente della Provincia, Sonia Masini, tra le prime ad attivarsi per la promozione della cultura della legalità sul nostro territorio».
Gratteri ha puntato il dito sul rapporto tra ‘ndragheta, politica ed istituzioni: «un rapporto antico, ma che da tempo stiamo documentando» indagando sui politici corrotti, sul voto di scambio, su come la criminalità organizzata tenta di penetrare in un territorio non solo con le armi e la corruzione, ma anche con l'usura, il riciclaggio di denaro sporco, investendo nei più disparati settori economici sia in modo visibile che invisibile. «Oggi più che mai non bisogna mettersi d’accordo con i mafiosi, ma continuare lottare contro questo “grande male” e si può fare collaborando tutti insieme». Nicaso ha invece voluto sottolineare il rapporto tra mafie e tecnologia e su come i nuovi strumenti tecnologici vengano utilizzati in modo efficace: «La ‘ndragheta’ oggi e l’organizzazione più ricca in assoluto, perchè ha investito, riciclato, pulito in ogni forma e modo, tutto. Ha accumulato capitai enormi, non solo utilizzando la violenza, ma anche usando al meglio tutte le risorse che gli sistemi tecnologici offrono oggi». (da.al.)
«Ecco perchè - ha detto Carletti - ora più che mai c’è bisogno di responsabilità e coerenza da parte di tutti noi, ritrovando lo slancio per consolidare le crepe dentro un sistema di proporzioni nazionali». Il sindaco ha voluto ricordare l'arrivo nel Reggiano della Dda di Bologna «che ha cominciato uno straordinario lavoro, oltre alla costanza del Prefetto De Miro, entrambi hanno contribuito a tracciare una strada difficile ma giusta, ed ecco perché dobbiamo continuare a tenere la schiena dritta». Carletti ha poi aggiunto che «non bisogna dimenticare il lavoro cominciato dal presidente della Provincia, Sonia Masini, tra le prime ad attivarsi per la promozione della cultura della legalità sul nostro territorio».
Gratteri ha puntato il dito sul rapporto tra ‘ndragheta, politica ed istituzioni: «un rapporto antico, ma che da tempo stiamo documentando» indagando sui politici corrotti, sul voto di scambio, su come la criminalità organizzata tenta di penetrare in un territorio non solo con le armi e la corruzione, ma anche con l'usura, il riciclaggio di denaro sporco, investendo nei più disparati settori economici sia in modo visibile che invisibile. «Oggi più che mai non bisogna mettersi d’accordo con i mafiosi, ma continuare lottare contro questo “grande male” e si può fare collaborando tutti insieme». Nicaso ha invece voluto sottolineare il rapporto tra mafie e tecnologia e su come i nuovi strumenti tecnologici vengano utilizzati in modo efficace: «La ‘ndragheta’ oggi e l’organizzazione più ricca in assoluto, perchè ha investito, riciclato, pulito in ogni forma e modo, tutto. Ha accumulato capitai enormi, non solo utilizzando la violenza, ma anche usando al meglio tutte le risorse che gli sistemi tecnologici offrono oggi». (da.al.)
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