Gazzetta di Reggio

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Scavi finiti, montagna e città più vicine 

di Domenico Amidati
Scavi finiti, montagna e città più vicine 

Ad abbattere l’ultimo diaframma è “Terremoto”, minatore prossimo alla pensione. Il sindaco: «Ora venite a vivere qui»

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CASINA. Una giornata da ricordare, quella di ieri, per Casina e per l’Appennino reggiano. È stato abbattuto l’ultimo diaframma della seconda galleria del tratto Bocco-Canala. L’Anas ha di fatto completato la galleria del Bocco (delle due, quella più a nord), nell’ambito dei lavori di costruzione della variante alla Statale 63. Il tunnel, realizzato seguendo due fronti di scavo, è lungo 719 metri. Il nuovo tracciato si innesta a sud del Bocco, dove sarà realizzata una rotatoria, e si sviluppa a monte dell’abitato, ricongiungendosi con l’attuale sede stradale a nord della frazione, dove è prevista un’altra rotonda.
Percorso e fine dei lavori. Il percorso è lungo circa 1,6 chilometri e comprende l’altra galleria, già completata e lunga 320 metri, e un viadotto di circa 90 metri. L’opera ha comportato un investimento di oltre 48 milioni di euro e consentirà di bypassare l’abitato del Bocco, riducendo i disagi per i residenti e i tempi di percorrenza. Trattandosi di un tracciato previsto in gran parte in galleria, saranno innalzati i livelli di sicurezza lungo una strada di montagna molto esposta alle intemperie invernali. Il completamento dei lavori è previsto subito dopo l’estate. La strada sarà a due corsie di 3,75 metri ognuna e da 2 banchine laterali di 1,50 metri, per una larghezza complessiva della carreggiata di 10,5 metri.
Ci pensa “Terremoto”. Ieri mattina è toccato a Nicola Genito, detto “Terremoto”, esperto operaio minatore di Benevento, abbattere con un escavatore l’ultimo diaframma della galleria, collegando così i due tronconi. Un onore concessogli dal momento che andrà in pensione il prossimo primo maggio. All’abbattimento è seguito uno scrosciante applauso.
Un lavoro di grande ingegneria, quello realizzato dall’Anas. Ora i lavori proseguiranno al fine di completare la nuova variante della statale 63.
Il sindaco. Non solo soddisfazione per un passaggio che segna ormai la vicinanza della fine dell’opera, ma anche un invito a prendere seriamente in considerazione l’idea di poter vivere a Casina, da parte di chi è stanco della frenesia della città. Sono i due messaggi emersi dal discorso del sindaco di Casina Stefano Costi, intervenuto alla cerimonia e salito sul palco.
«La montagna si avvicina alla città – ha detto il primo cittadino, che ha presenziato insieme alla giunta e ad alcuni consiglieri di maggioranza e opposizione –. Spero che, in questo modo, sempre più persone possano decidere di venire quassù per turismo o per abitarci. Di fatto, oggi si aggiunge un tratto importante alla viabilità montana, con ricadute economiche e sociali considerevoli. Pensiamo solo alla maggiore comodità per chi fa il pendolare verso la città».
«Il nostro grazie va ad Anas e, in particolare modo, alle persone, alle maestranze e alle ditte che qui si sono prodigate – ha aggiunto Costi –. È nata, in questi due anni, una bella collaborazione tra la popolazione e i duecento tra operati e artigiani che si sono alternati nei cantieri. Di fatto, questa era l’impresa più grande attiva nel nostro Comune. Il nostro pensiero va, naturalmente, alla famiglia di Mark Bernardo, scomparso lo scorso ottobre mentre lavorava in cantiere. Quello di oggi è un giorno anche suo».
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