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«Che amara scoperta su Internet» 

«Che amara scoperta su Internet» 

Un 26enne di Rolo: «C’erano le foto delle mie due Yamaha sparite a gennaio»

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ROLO. Tra le vittime della Banda delle Due Ruote c’è anche lui, Matteo Franchi, 26 anni di Rolo, una grande passione nel cuore per il motocross e in tasca la tessera del moto club 3 C Racing di San Polo. A Matteo i ladri hanno portato via due gioiellini della Yamaha: una Y2 250 di cilindrata e una potente Y2F 450. Le aveva ricoverate in garage e per giunta piazzando il suo furgone davanti alla porta proprio per evitare una facile apertura, ma è stato tutto inutile. «Proprio così – dice il giovane che abita proprio nel centro del paese e quindi non in una zona isolata – quelli sono venuti e si sono portati via le mie due moto da cross. Io ero in casa e non ho sentito niente e nemmeno chi abita nella zona ha visto qualcuno o sentito rumori sospetti».
Il furto è avvenuto lo scorso 9 gennaio, intorno alle due: i malviventi, dopo aver aperto il furgone lo hanno messo “in folle” per non fare rumore e spinto di qualche metro. Tanto quanto basta per forzare e aprire la porta del garage. E, sempre senza accendere i motori, si sono portati via le moto a mano. Probabilmente vicino avevano parcheggiato un furgone per caricarle. «Volevano solo quelle moto – prosegue il giovane – nel garage avevo la tuta, l’attrezzatura da cross, arnesi, una mtb, ma non hanno toccato niente. A questi ladri interessano soltanto le moto e in particolare quella da cross perchè sono senza targa. Una l’hanno rubata anche ad un mio amico di Cadelbosco Sopra, Fabio Ferroni»
Disperato e molto arrabbiato Matteo ha lanciato un appello sul suo profilo Facebook promettendo ottomila euro di ricompensa a chi gli avesse riportato indietro le amate motociclette. Sono arrivate tante condivisioni ma non il messaggio sperato o un’indicazione di dove poteva trovarle. Ma il mistero alla fine si è svelato in modo del tutto inaspettato. «Un giorno – prosegue – navigando in un sito ucraino di e-commerce, di colpo le ho viste, erano le mie due Yamaha, erano lì, messe in vendita a 9.800 dollari, quasi non ci credevo ma era proprio così». Però l’offerta di vendita online è durata pochissimo e dopo qualche giorno sul sito ucraino non c’era più niente. «Ovviamente ho ritirato la mia offerta di ricompensa, perchè ormai sapevo dove le moto erano finite e probabilmente sono già state vendute».
Quello che colpisce in questa storia è la mancanza sul web delle più elementari norme di controllo per ciò che riguarda la vendita online di veicoli usati. Per questo genere di merce dovrebbero esserci la tracciabilità oltre ai documenti necessari per i passaggi di proprietà. Invece, in molti casi, sembra di essere in mezzo alla giungla.

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