Coop e crisi, il moto perpetuo dei soliti noti
Dieci anni di relazioni e nomine nei cda di aziende e holding. Ora abbiamo riavvolto il filo rosso del sistema reggiano
REGGIO EMILIA. Il tessuto imprenditoriale della cooperazione reggiana è ad altissima interconnessione. Un sistema nervoso che invia segnali tra i vari gangli, pensa quasi all’unisono e conta diversi crocevia tra aziende e comitati d’affari, e che produce da circa un secolo benessere diffuso, formato oggigiorno da quasi 200 cooperative se ci si riferisce alla sola Legacoop di Reggio Emilia.
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Dal 2013 questo sistema ha addirittura allargato il suo raggio d’azione verso Parma e Piacenza, formando Legacoop Emilia Ovest, associazione economica in grado di produrre ricavi per 6,2 miliardi, con 48mila addetti e 760mila soci.
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Un giro d’affari consistente, da fare invidia a Confindustria a queste latitudini, ma calato di circa 1,5 miliardi rispetto al 2015, segno dei tempi, che non riduce però la complessità della cooperazione “rossa”, la quale, proprio a Reggio Emilia, conta la sua capitale ideale e dove sono situati i crocevia di riferimento.
Buona parte di questi si concretizzano in alcune aziende operative e in parecchie holding che tra presidenti, vice, consiglieri di cda e manager, negli ultimi anni hanno visto formarsi diversi incroci, sia per come sono nate (su iniziative condivise) sia per interessi in comune: economici, sindacali e politici. Un sistema che in tempi sereni era in grado di diffondere benessere, ma in tempi di crisi ha diffuso “l’infezione” finanziaria nel circuito delle imprese cooperative.
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IL CASO CCPL. Nel consiglio di amministrazione della cooperativa di via Gandhi ci sono passati più o meno tutti. Il Ccpl è infatti un consorzio nato nel 1904 su iniziativa delle altre coop reggiane di produzione lavoro, e che ebbe come prima sede a Reggio la Camera del Lavoro in via Farini. Una realtà a vocazione industriale che negli anni condensa su di sè diverse partecipazioni di imprese.
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Nel suo board, negli ultimi dieci anni, hanno preso posto Mauro Casoli (storico presidente prima del crac di Unieco, attuale presidente del Ccpl coop), Ivan Soncini (capo del Ccpl spa, ora in ristrutturazione), Alberto Rebuzzi (anima della Cmr di Reggiolo), Pasquale Versace (figura di vertice della cooperazione reggiana, dal Ccpl alla cassaforte cooperativa Ccfs), Demos Salardi (Orion), Roberto Olivi (presidente di Coopservice) e Fulvio Salami (presidente di Tecton).
Tutti capi di realtà differenti, buona parte legate all’edilizia e purtroppo svanite tra concordati e liquidazioni, come i crac Cmr, Unieco e Orion, mentre Soncini è stato lasciato a casa dopo la perdita da 101 milioni di euro nel 2013 del Ccpl, che sembra aver evitato il default per un soffio.
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L’ALTA FINANZA. I salotti degli imprenditori in gessato non piacciano molto ai grandi capitani della cooperazione reggiana di estrazione socialista. Qui prevalgono l’understatement, la pacatezza e i vestiti comodi.
Ciò non toglie che i comitati di affari esistono eccome, necessari anche per mettere bocca su partecipazioni d’oro come quella del Gruppo Unipol, gestita tramite Finsoe, scatola di controllo azionario ormai appannaggio di Coop Alleanza 3.0, dove a fare la parte del leone è Paolo Cattabiani (derivazione di Coop Nordest), Marco Pedroni (ex Coop Nordest promosso da qualche anno in Coop Italia).
Ma in Finsoe sono comparsi negli anni anche Mauro Casoli (Unieco), Fabrizio Davoli (Coopsette) in forza delle loro partecipazioni ormai svanite. È passato chiaramente anche Lino Versace, in quota Ccpl.
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LE DIVERSIFICAZIONI. Per ricollegare il filo rosso tra protagonisti di diverse aziende cooperative, bisogna buttare un occhio anche in Immobiliare Nordest, società che detiene il patrimonio di Coop Nordest, 800 milioni di attivo.
Nordest si è poi fusa con Adriatica ed Estense nel colosso Coop Alleanza 3.0. Nell’immobiliare comanda chiaramente Paolo Cattabiani, ma è stato vicepresidente del cda nel 2011 anche Ivan Soncini (Ccpl) mentre un posto da consigliere lo ha ricoperto anche Massimo Pinotti, all’epoca dirigente di Unieco.
IL PALLINO REGGIANO. Sulla via Emilia è in atto un processo industriale di rilevanza nazionale. Si tratta della condensazione in un unico polo dell’informazione dell’Emilia-Romagna, Tr Media, nato dalla fusione delle società editrici delle emittenti televisive Telereggio e Trc Modena e Bologna.
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Un polo a forte trazione reggiana, nato dall’esperienza di Comunicare spa, società partecipata negli anni da buona parte delle coop di riferimento. Anche qui, infatti, ha preso posto Paolo Cattabiani (Coop Nordest), mentre la gestione è affidata a Edwin Ferrari (dirigente del marketing dell’ex Coop Nordest), Marco Pedroni (Coop Italia), Ivan Soncini (Ccpl), Lino Zanichelli (Coopservice), Luca Bosi (Sicrea), Mauro Casoli (Unieco), Fabrizio Davoli (Coopsette), Fulvio Salami (Tecton).
UN PIEDE IN IREN. Uno snodo importante nella storia reggiana è stato quello delle mini partecipazioni e dei lavori per Agac, poi divenuta Enìa e infine approdata a suon di fusioni nella multiutility Iren. Questa distribuisce servizi a incasso quasi certo – acqua, gas ed energia pagati dagli utenti tramite le bollette – e allo stesso tempo ricchezza tramite dividendi e sponsorizzazioni ai comuni azionisti.
Una piccola partecipazione era in mano anche alle coop (Ccfs, Unieco, Ccpl, Coop Nordest, Coopsette) che esprimevano candidati nel cda. Un intreccio che viene mantenuto ancora oggi tramite - ad esempio - lo Studio Alfa, società specializzata nella progettazione dei servizi ambientali, controllata da Iren e dal Ccpl, partecipazione anche della Fondazione Manodori, e che ha sede a Reggio Emilia, fucina della classe dirigente in città.
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Uno dei massimi dirigenti è l’ex assessore di Bagnolo e attuale assessore a Reggio Alex Pratissoli. Ma in cda ci sono passati anche Roberto Olivi (Coopservice) così come Federico Parmeggiani (già consigliere Coop Nordest e ora in Alleanza 3.0), classe 1982, giovane in fortissima ascesa nella galassia della cooperazione reggiana.
Esperto in diritto societario, Parmeggiani è presente anche in Iren Rinnovabili, partecipata del Gruppo Iren messa in mano Ettore Rocchi (area Delrio), accanto al quale si è seduto nel luglio del 2016 come vice presidente anche Roberto Olivi (Coopservice), preceduto da Ivan Soncini (Ccpl) e Pasquale Versace (Ccpl). Sempre in Iren Rinnovabili è seduto Parmeggiani, scelto nel luglio del 2016 come consigliere anche di Act in quota al comune.
Una nomina di natura politica e amministrativa in seno all’azienda consortile dei trasporti di Reggio Emilia, e che segna quindi un altro crocevia della commistione tra politica, affari e cooperative che regolano la vita e le relazioni economiche e sociali.
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