Gazzetta di Reggio

Reggio

In mille all’Ariosto fra storia, ricordi e testimonianze 

di Adriano Arati
In mille all’Ariosto fra storia, ricordi e testimonianze 

Una due-giorni con gli studenti, un bilancio dell’esperienza Istoreco consegna a tutti un volume con foto e racconti

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REGGIO EMILIA. Il viaggio è finito. Con gli ultimi due momenti collettivi al teatro Ariosto, si conclude l’esperienza del Viaggio della Memoria 2017 di Istoreco, l’istituto storico reggiano. Un percorso che ha portato a Berlino quasi mille e cento studenti delle scuole superiori dell’intera provincia. Lunedì e ieri l’Ariosto ha ospitato tutti questi giovani in due mattinate distinte dal medesimo programma, separate solo per motivi di capienza del teatro stesso.
In entrambe le occasioni le ragazze e i ragazzi tornati da Berlino hanno potuto ascoltare le testimonianze di due resistenti locali, Giacomina Castagnetti e Giacomo Notari, nell’ultima tappa di avvicinamento al 25 Aprile. Ma non solo. Gli incontri sono stati l’occasione per consegnare a ogni singolo viaggiatore un volumetto fotografico che racconta tutto il cammino del Viaggio della Memoria 2017, dalle fasi preparatorie nell’autunno 2016 sino alle tante attività di gennaio. Nel primo mese dell’anno gli studenti hanno potuto ascoltare la spezzina Mirella Stanzione, sopravvissuta al campo di concentramento femminile di Ravensbruck. Inoltre, sono state posate altre quindici pietre d’inciampo, piccoli monumenti collettivi dedicati a vittime del nazismo, nell’ultimo luogo dove queste persone hanno vissuto liberamente. Le quindici pietre 2017 sono sparpagliate fra Reggio, Castelnovo Monti, Guastalla e Cadelbosco, e omaggiano in gran parte ragazzi catturati dai nazisti e mandati in Germania, impiegati come schiavi nei campi di lavoro del Reich ormai al collasso e alla ricerca di manovalanza a costo zero.
I mesi del Viaggio sono comunque febbraio e marzo. In questo periodo, in tre turni distinti i viaggiatori della memoria reggiani hanno raggiunto Berlino, oggi bellissima e vivacissima capitale della Germania riunificata. E capitale anche ai tempi del regime hitleriano. Lì hanno potuto vedere dal vivo alcuni campi di lavoro dove sono passati anche loro concittadini e conoscere le durissime condizioni di vita a cui furono sottoposti quei giovani, in molti casi loro coetanei (si parla spesso di soldati di leva) o quasi. E hanno girato fra i resti di due dei principali campi di concentramento nazisti: Ravensbruck, a circa 80 km dalla città, l’unica struttura interamente femminile del Reich, e Sachsenhausen, aperto per ospitare prigionieri politici negli stessi giorni in cui si inauguravano a poca distanza le Olimpiadi del 1936. Una delle visite più apprezzate è stata proprio quella allo stadio olimpico, perfetta testimonianza dell’abilità comunicativa nazista.
L’ultima tappa, l’unica con tutti i ragazzi del turno riuniti, si è sempre svolta a Treuenbrietzen, nella campagna attorno a Berlino. Qui, in una cava di sabbia vicina a una fabbrica usata dai nazisti, vennero uccisi 127 italiani il 23 aprile 1945, pochi giorni prima della fine del conflitto. Fra loro, un reggiano, Allenin Barbieri, vittima come i suoi compagni di un’ultima inutile vendetta.
Il cammino è stato denso, e il volumetto fotografico lo ricorda, unendo gli scatti di Andrea Mainardi ai pensieri degli studenti scritti per il diario di viaggio. «È un libretto pensato prima di tutto per gli sponsor, e i primi sponsor del viaggio siete voi, sono le vostre famiglie», ha spiegato Matthias Durchfeld di Istoreco ai ragazzi prima della consegna, uno a uno, delle pubblicazioni. Ora, si lavora per il 2018, destinazione Cracovia e Auschwitz/Birkenau.

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