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«Punto nascite, chiederemo la deroga» 

«Punto nascite, chiederemo la deroga» 

L’assessore regionale Venturi annuncia in Consiglio la decisione della giunta di chiedere allo Stato di salvare l’Ostetricia

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CASTELNOVO MONTI. Dopo mesi di alti e bassi, ma soprattutto di grandi incertezze per la sopravvivenza del reparto di ostetricia dell’ospedale Sant’Anna, ieri dalla Regione è arrivata una notizia che segna un primo traguardo nella strada per il mantenimento del punto nascite: l’assessore alla sanità Sergio Venturi ha infatti ufficializzato che la giunta avanzerà la richiesta di deroga ai parametri numerici (il noto limite minimo di 500 parti all’anno) per gli ospedali delle zone appenniniche. Venturi lo ha detto rispondendo in aula a due interrogazioni, una sul Sant’Anna presentata dal consigliere di Sinistra Italiana Yuri Torri, e una del consigliere del Partito Democratico Alessandro Cardinali sull’ospedale di Borgo Val di Taro, in provincia di Parma.
Rispondendo, Venturi ha ricordato i parametri fissati dalla conferenza Stato-Regioni nel 2010, ha sottolineato: «Nel 2016 il punto nascita di Borgo Val di Taro ha registrato 124 parti (nel 2015 erano 157) con una percentuale di tagli cesarei primari del 28% (nel 2015 era del 23%), a fronte di un’indicazione ministeriale che prevede, in questi casi, una percentuale di tagli primari non superiore al 15%. Sempre nel 2016, il Punto nascita di Castelnovo Monti ha registrato 153 parti (159 nel 2015). La percentuale di tagli cesarei primari è stata del 20% (27% nel 2015). L’esiguità della casistica dei nuovi nati e la tendenza alla progressiva contrazione del quadro demografico locale e regionale, mettono a rischio la garanzia di acquisire e di mantenere un’adeguata competenza ed esperienza per il personale. Per questa ragione, la riorganizzazione della rete regionale per la nascita dovrà prevedere delle modalità organizzative per assicurare le condizioni di massima tutela per le salute e di sicurezza per la donna, il bambino ed il personale, che sono i nostri principali obiettivi».
Ha poi aggiunto Venturi: «In merito alle decisioni relative ai punti nascita, si ribadisce che esse verranno prese sulla base delle valutazioni della commissione consultiva tecnico-scientifica “Percorso nascite”. La commissione, che è appena stata nominata, non ha ancora terminato il proprio lavoro e tra i suoi compiti è espressamente richiamato l’approfondimento sulla rete dei punti nascita regionali».
Tutte cose note, poi il passaggio chiave: «È intenzione della giunta chiedere comunque alla commissione nazionale la possibilità di derogare rispetto agli standard previsti. Questo assessorato è consapevole dell’importanza degli ospedali nelle zone di montagna, cosi come del loro valore sociale, tanto che la Regione, in condivisione con le conferenze territoriali sociali e sanitarie e con le aziende Usl, è impegnata in progetti di miglioramento delle strutture attraverso investimenti a favore degli ospedali di montagna, per i quali saranno messe in campo risorse aggiuntive pari a circa 9 milioni di euro, oltre alla disponibilità 24 ore su 24, sette giorni su sette, del servizio di elisoccorso notturno».
Un passaggio che di fatto sancisce che la Regione inoltrerà la richiesta di deroga. Una risposta per la quale lo stesso consigliere regionale di Casina, Yuri Torri, esprime soddisfazione: «L’assessore Venturi ha assicurato che, qualsiasi sia la valutazione della commissione tecnica regionale “percorso nascita”, la giunta è intenzionata a chiedere una deroga al governo affinché il punto nascita di Castelnovo Monti e le altre strutture in zone montane possano continuare a svolgere la propria funzione. Una risposta che rappresenta una buona notizia, che va incontro alle richieste delle comunità locali e degli amministratori. Una tappa importante, di un percorso che però è ancora lungo e va costruito da Regione, Ausl, Enti locali e cittadini con coesione e maggiore trasparenza perché, per sostenere la richiesta di deroga è necessario lavorare in una visione ampia di sviluppo dei servizi nei territori montani, che rinforzi e faccia da corollario al mantenimento del punto nascita».
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