Gazzetta di Reggio

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Solo i privati possono fermare i petrolieri 

di Giuseppe Boi
Solo i privati possono fermare i petrolieri 

Secondo la legge, Comuni con “le mani legate” mentre i proprietari dei terreni hanno il potere di dire no al passaggio dei mezzi

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NOVELLARA. Premesso che si tratta di indagini esplorative e non di estrazioni. Detto che le autorizzazioni egli iter burocratici sono compiuti e in regola. Gli unici che hanno possibilità di opporsi alle richieste di sondaggio della AleAnna Resources sono, di fatto, i proprietari dei terreni: ossia nella maggior parte dei casi i privati cittadini. «Abbiamo le mani legate», hanno dovuto spiegare in passato i sindaci del pavesi e del ferrarese dove l’azienda statunitense ha effettuato dei sondaggi a caccia di giacimenti di gas e petrolio. Così rischiano di dover fare anche i primi cittadini di Guastalla, Novellara, Campagnola, Fabbrico, Reggiolo, Rolo e Rio Saliceto, nel reggiano, e Novi e Carpi, nel modenese. Più che alla politica, spetterà alla società civile decidere se opporsi o meno alla ricerca di idrocarburi nella Bassa. E, se si ripeterà quanto accaduto in passato, tutto sarà abbastanza soft perché AleAnna sembra preferire il dialogo alle battaglie in campo aperto. Anche perché i Comuni avevano il potere di presentare delle opposizioni nella conferenza di servizi del 2009. «Cosa che però non avvenne», rivela Betta Sala, esponente No Triv.
La società Usa con filiali italiane a Roma e a Matera (Basilicata) è titolare del permesso di ricerca Fantozza. Un titolo rilasciato nel novembre del 2010 che le consente di cercare giacimenti di idrocarburi in un territorio di 102,3 chilometri quadrati: 99,35 in provincia di Reggio Emilia e 2,95 in provincia di Modena. Sbloccata la sospensione chiesta dalla Regione dopo il sisma del 2012, la AleAnna ha cominciato a puntare sulla Bassa.
Non a caso i primi ad essere contattati non sono stati i sindaci ma la Coldiretti. L’azienda ha proposto all’associazione degli agricoltori un protocollo d’intesa. Una cosa mai proposta ai Comuni. La legge avoca al ministero l’ultima parola per la procedura di Valutazione di impatto ambientale. Le altre autorizzazioni necessarie sono state ottenute e i sindaci, al momento, sono fuori dai giochi: le autorizzazioni di competenza – come ad esempio quelle per il passaggio nella pubblica via – saranno rilasciate perché atti dovuti.
«Io non le rilascerei comunque – sottolinea Sala –. Resta però il vizio all’origine. Molte amministrazioni hanno sottovalutato la conferenza di servizi del 2009. Alcune non si sono nemmeno presentate (al momento risulta che abbiano partecipato solo Novellara, Fabbrico, Reggiolo e Carpi, ndr). In generale poi non hanno sollevato delle eccezioni ad Aleanna».
«Era un’altra epoca con tutt’altra sensibilità e il terremoto non era nei pensieri – è la spiegazione che dà la Sala –. Certo ora ci troviamo davanti al rischio di sondaggi con il sistema Vibroseis (invio di piccole vibrazioni nel terreno per rilevare gli idrocarburi, ndr)».
La speranza dei No Triv e di chi si oppone ai sondaggi è che a dire no siano gli agricoltori. E in tal senso sembra andare Coldiretti che non ha accettato il protocollo d’intesa di AleAnna. «Ma i contadini quando vedono i soldi mollano gli ormeggi», è il timore della Sala.
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