Gazzetta di Reggio

Reggio

«AleAnna può solo studiare il territorio» 

di Giuseppe Boi
«AleAnna può solo studiare il territorio» 

Il permesso di ricerca non prevede trivelle ed è operativo «solo col via libera di istituto minerario e proprietari dei terreni»

3 MINUTI DI LETTURA





NOVELLARA. «La fase di studio autorizzata non prevede nessuna perforazione tanto che, anche per procedere a un eventuale pozzo esplorativo di ricerca bisognerà svolgere una nuova procedura di Valutazione di impatto ambientale (Via), adesso di competenza del ministro dell’Ambiente e una nuova procedura per la concessione mineraria da parte del ministero dello Sviluppo economico, previa intesa con la Regione che, come sempre, coinvolgerà pienamente tutte le amministrazioni locali interessate». Così la Regione Emilia Romagna interviene sul caso “Fantozza”, il permesso di ricerca accordato a AleAnna Resources per sondare i territori della Bassa reggiana e modenese a caccia di petrolio e gas.
La Regione ha inviato una nota tecnica per specificare quale sia l’attuale situazione sia i limiti del permesso ottenuto dall’azienda americana: «Il permesso di ricerca ha ottenuto l’intesa regionale lo scorso settembre, limitatamente al solo studio geologico-geofisico del terreno. Tale studio, che riguarda un’area di circa 104 chilometri quadrati comprende porzioni di territorio dei Comuni di Campagnola Emilia, Fabbrico, Guastalla, Novellara, Reggiolo, Rio Saliceto e Rolo in provincia di Reggio Emilia, Carpi e Novi nella provincia di Modena, è stato giudicato dal punto di vista ambientale compatibile ed è subordinato al rispetto di una serie di prescrizioni attinenti l’indagine sismica».
La Regione sottolinea come lo studio per il permesso di ricerca sia stato presentato nel 2008, abbia ottenuto il via libera nel 2010 (dopo una procedura che ha coinvolto gli enti locali) ma sia stato sospeso nel 2012: «Dopo il terremoto e l’istituzione della commissione Ichese per la verifica del rapporto tra sismicità e perforazioni, le attività sono state sospese». Lo stop è stato revocato nel 2015 «dopo che gli studi hanno permesso agli scienziati di concludere che “non vi è alcuna ragione fisica per sospettare che le variazioni di pressione agli ipocentri derivanti dalle attività di produzione o iniezione del Campo di Cavone abbiano innescato la sequenza del maggio 2012”».
Ora quindi AleAnna può riprendere le operazioni di sondaggio del terreno, senza tuttavia effettuare alcuna perforazione. «Lo studio in questione – specifica ancora la Regione – fa registrare le onde di vibrazioni che vengono rifratte dai diversi stati geologici, il cui esito non solo esclude scientificamente qualsiasi pericolo ma potrebbe contribuire a portare elementi utili nella fase di studio della struttura geologica del sottosuolo. È in questo quadro che si è dato il via libera al permesso di ricerca “Fantozza” per la sola esecuzione del rilievo sismico in 3D, dopo una ulteriore verifica di Via».
Non è detto, tuttavia, che gli americani possano realmente sondare la pianura reggiana. «Il procedimento non ha ancora concluso l’iter – conclude la Regione –. Prima di procedere ai rilievi, la società AleAnna dovrà ottenere l’autorizzazione alle indagini sismiche in 3D dall’istituto minerario, informare gli enti locali ed avere l’assenso dei proprietari dei terreni interessati».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google