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«Contattati dalla ditta americana un anno fa, poi più nulla»

«Aleanna Resources Lcc ci ha contattato un anno fa, per comunicarci l’intenzione di eseguire ricerche di idrocarburi. Dopo quell’unico incontro non ne abbiamo saputo più nulla, pensavamo fosse finita...

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«Aleanna Resources Lcc ci ha contattato un anno fa, per comunicarci l’intenzione di eseguire ricerche di idrocarburi. Dopo quell’unico incontro non ne abbiamo saputo più nulla, pensavamo fosse finita lì». Francesco Zambonini, 54 anni, ex sindaco di Ramiseto e fino all’anno scorso responsabile ufficio tecnico della Cia e ora responsabile della zona di Reggio Emilia, interviene a nome degli Agricoltori Italiani e Confagricoltura.
La società del Delaware intende eseguire dei sondaggi con il sistema Vibroseis nell’area “Fantozza”, 102 chilometri quadrati tra i Comuni di Guastalla, Novellara, Fabbrico, Campagnola, Reggiolo, Rolo, Rio Saliceto e, per una parte più limitata, Novi e Carpi nel
Modenese. La questione era stata sollevata da Coldiretti, che si era rifiutata di firmare un protocollo d’intesa e che su richiesta degli associati aveva redatto la petizione arrivata sul tavolo dei sindaci.
Ora la Cia rivela di essere stata interpellata dagli americani ancor prima: ossia nella primavera scorsa. «Si è trattato di un incontro propedeutico e informativo – afferma Zambonini – noi abbiamo espresso perplessità, loro hanno assicurato che non esistono correlazioni tra le vibrazioni emesse e il sisma. Non abbiamo avuto richieste di sottoscrivere accordi collettivi, che del resto non avremmo avallato».
La Cia non ha discusso la questione nelle assemblee zonali. «Non essendo un’iniziativa di pubblica utilità e ritenendola una scelta personale dei proprietari, abbiamo contattato i singoli: tutti hanno dichiarato che, se saranno interpellati, negheranno l’assenso di passaggio».
A quel primo contatto non ne sono seguiti altri. Gli associati Cia della zona sono circa 40-50, dalla piccola alla grande azienda. «Da quanto ci è stato spiegato, l’ indagine deve essere fatta con geofoni posizionati “a maglia” sul terreno, perciò servono appezzamenti importanti e significativi – osserva Zambonini – se non ci sarà una adesione continuativa (più proprietari di terreni grandi) a mio avviso diventerà difficoltoso». (am.p.)

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