Gobetti, si rischia una nuova gara d’appalto
Scandiano, la seconda classificata nella prima gara prende tempo prima di subentrare alla Unieco
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SCANDIANO. Sono giorni decisivi per capire il destino a breve termine del cantiere nell’istituto scolastico scandianese Gobetti, rimasto bloccato dopo il recente collasso di Unieco. L’associazione di imprese arrivata seconda all’epoca della gara di appalto sta valutando nel dettaglio il progetto per capire se accettare il subentro e farsi carico dei lavori. La speranza è di avere risposte prima delle feste pasquali, per capire il futuro del progetto da un milione e seicentomila euro curato dalla Provincia, titolare dell’edilizia scolastica distrettuale, in primis le scuole superiori.
Il tracollo della cooperativa edile reggiana – che aveva vinto la gara di appalto per costruire un secondo piano sopra all’edificio principale, in cui realizzare otto aule per duecento posti di capienza – ha messo un ulteriore stop a un progetto che già nei mesi scorsi aveva trovato diversi intoppi. In quel caso la situazione Unieco non ha inciso, si è trattato di rallentamenti legislativi legati in parte al riassetto delle Province e in parte a permessi e autorizzazioni.
Le lezioni sono partite a settembre, usando alcuni ampi container esterni per far fronte alle esigenze di spazi, ma nel frattempo il cantiere non è mai stato avviato.
Adesso, i nuovi problemi con Unieco. La cooperativa ha avviato le procedure per ottenere la liquidazione coatta amministrativa e in queste fase è impossibilitata per legge a operare per il settore pubblico, anche se gli appalti erano stati assegnati regolarmente in precedenza. In questi casi, i lavori possono passare alla seconda azienda nella graduatoria stabilita al momento della gara di appalto. Per l’ampliamento del Gobetti, la “seconda classificata” è un’associazione temporanea di imprese, che riunisce sia aziende private sia una cooperativa, tutte realtà storiche del settore edile.
Il gruppo di imprese ha chiesto qualche giorno per valutare il pacchetto già impostato ai tempi dell’assegnazione a Unieco. Solo dopo aver fatto tutte le stime e le riflessioni del caso, deciderà se subentrare in corsa e farsi carico del cantiere.
Se così fosse, i tempi potrebbero anche essere piuttosto brevi, perché gran parte delle procedure burocratiche sono già state espletate e si dovrebbe principalmente pensare alla fase operativa. La risposta è attesa in tempi piuttosto ristretti, e per ora non vi sono grandi indicazioni. Unieco vinse l’appalto garantendo parametri e condizioni piuttosto impegnativi, e non è detto che l’associazione temporanea di imprese sia disponibile ad accettare questa impostazione.
In caso di pollice verso, il bando andrà rifatto da capo, con i tempi del caso. (adr.ar.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Il tracollo della cooperativa edile reggiana – che aveva vinto la gara di appalto per costruire un secondo piano sopra all’edificio principale, in cui realizzare otto aule per duecento posti di capienza – ha messo un ulteriore stop a un progetto che già nei mesi scorsi aveva trovato diversi intoppi. In quel caso la situazione Unieco non ha inciso, si è trattato di rallentamenti legislativi legati in parte al riassetto delle Province e in parte a permessi e autorizzazioni.
Le lezioni sono partite a settembre, usando alcuni ampi container esterni per far fronte alle esigenze di spazi, ma nel frattempo il cantiere non è mai stato avviato.
Adesso, i nuovi problemi con Unieco. La cooperativa ha avviato le procedure per ottenere la liquidazione coatta amministrativa e in queste fase è impossibilitata per legge a operare per il settore pubblico, anche se gli appalti erano stati assegnati regolarmente in precedenza. In questi casi, i lavori possono passare alla seconda azienda nella graduatoria stabilita al momento della gara di appalto. Per l’ampliamento del Gobetti, la “seconda classificata” è un’associazione temporanea di imprese, che riunisce sia aziende private sia una cooperativa, tutte realtà storiche del settore edile.
Il gruppo di imprese ha chiesto qualche giorno per valutare il pacchetto già impostato ai tempi dell’assegnazione a Unieco. Solo dopo aver fatto tutte le stime e le riflessioni del caso, deciderà se subentrare in corsa e farsi carico del cantiere.
Se così fosse, i tempi potrebbero anche essere piuttosto brevi, perché gran parte delle procedure burocratiche sono già state espletate e si dovrebbe principalmente pensare alla fase operativa. La risposta è attesa in tempi piuttosto ristretti, e per ora non vi sono grandi indicazioni. Unieco vinse l’appalto garantendo parametri e condizioni piuttosto impegnativi, e non è detto che l’associazione temporanea di imprese sia disponibile ad accettare questa impostazione.
In caso di pollice verso, il bando andrà rifatto da capo, con i tempi del caso. (adr.ar.)
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