Il sindacato Usb «Aggrediti i lavoratori in presidio all’Artoni»
Sarebbe avvenuto a Caorso (Piacenza) ma l’azienda nega Fissato intanto un nuovo incontro al ministero del Lavoro
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REGGIO EMILIA. Il sindacato Usb Emilia Romagna denuncia «nuove aggressioni e violenza nella logistica: Tir contro i lavoratori in presidio» che ieri mattina sarebbero stati «aggrediti con una mazza di ferro». Secondo la fonte sindacale durante uno sciopero alla Artoni di Caorso (Piacenza) un Tir avrebbe tentato di investire i lavoratori che erano in presidio davanti all’azienda. Completamente diversa la versione di un responsabile dell’azienda piacentina: «L’autista non voleva fare del male a nessuno, lo hanno tirato giù dal camion e preso a bastonate. Ed erano uno contro cinque». Nessun altro commento. «L’autista del mezzo – afferma l'Usb – ha ricevuto l’ordine di partire dall’azienda nonostante la presenza dei lavoratori. Durante i fatti anche uno dei lavoratori, che è stato lasciato a casa dall’azienda, è stato aggredito dall’autista, padroncino del Tir, con una mazza di ferro».
Di fronte alla smentita aziendale, il sindacato sottolinea «la gravità assoluta di quello che è accaduto questa mattina».
Il presidio si stava svolgendo davanti ai cancelli di Artoni, una delle filiali acquisite da Fercam con l’accordo firmato davanti al ministero dello Sviluppo economico. «Fercam ha deciso di assumere, attraverso una nuova cooperativa, solo una parte dei lavoratori del magazzino che lavoravano a Caorso lasciando fuori altri lavoratori che da quasi 10 anni hanno lavorato per Artoni – afferma il sindacato – Non solo i lavoratori da circa tre mesi non hanno ricevuto il pagamento degli stipendi, ma oggi, nonostante l’apertura del magazzino, vengono lasciati a casa».
Intanto la deputata reggiana M5s Maria Edera Spadoni e il consigliere regionale M5s Gianluca Sassi fanno sapere che «dopo l’incontro con il ministero del Lavoro e delle Politiche sociali tenutosi il 5 aprile, i rappresentanti di Artoni, le organizzazioni sindacali e le Rsa aziendali hanno richiesto un nuovo incontro per ulteriori approfondimenti in merito allo strumento di integrazione salariale e alla loro richiesta della Cassa integrazione straordinaria. Il prossimo incontro è fissato per il 26 aprile».
Di fronte alla smentita aziendale, il sindacato sottolinea «la gravità assoluta di quello che è accaduto questa mattina».
Il presidio si stava svolgendo davanti ai cancelli di Artoni, una delle filiali acquisite da Fercam con l’accordo firmato davanti al ministero dello Sviluppo economico. «Fercam ha deciso di assumere, attraverso una nuova cooperativa, solo una parte dei lavoratori del magazzino che lavoravano a Caorso lasciando fuori altri lavoratori che da quasi 10 anni hanno lavorato per Artoni – afferma il sindacato – Non solo i lavoratori da circa tre mesi non hanno ricevuto il pagamento degli stipendi, ma oggi, nonostante l’apertura del magazzino, vengono lasciati a casa».
Intanto la deputata reggiana M5s Maria Edera Spadoni e il consigliere regionale M5s Gianluca Sassi fanno sapere che «dopo l’incontro con il ministero del Lavoro e delle Politiche sociali tenutosi il 5 aprile, i rappresentanti di Artoni, le organizzazioni sindacali e le Rsa aziendali hanno richiesto un nuovo incontro per ulteriori approfondimenti in merito allo strumento di integrazione salariale e alla loro richiesta della Cassa integrazione straordinaria. Il prossimo incontro è fissato per il 26 aprile».
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