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Le Cicogne a Venturi «Occorre investire sul punto nascite» 

Le Cicogne a Venturi «Occorre investire sul punto nascite» 

Castelnovo, il comitato è critico con l’assessore regionale «Non basta la deroga, occorrono le basi perché sia accolta» 

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CASTELNOVO MONTI. L’annuncio dell’assessore regionale Sergio Venturi, che la giunta chiederà comunque, al di là delle valutazioni della commissione nascite, la deroga al ministero per il Punto nascite dell’Ospedale Sant’Anna, non ha ammorbidito la posizione del Comitato Salviamo le Cicogne. Se qualcuno lo ha pensto dovrà richiedersi leggendo la nota con la quale il comitato per il punto nascite commenta la notizia. Un comunicato che è una nuova raffica di critiche sull’attuale gestione del servizio, se possibile ancora più dure delle scorse settimane.
«Nell'interesse di tutta la comunità e soprattutto delle donne della montagna – scrivono le Cicogne – siamo ancora una volta a chiedere chiarezza riguardo i quantomeno disdicevoli accadimenti dell’ultimo periodo. Parliamo nello specifico dei dirottamenti ingiustificati delle partorienti della montagna verso il Santa Maria Nuova (tema che le Cicogne stesse avevano già segnalato alcune settimane fa, ndr). Qui parliamo di minare la serenità della donna in un momento delicato come quello prima del parto».
«È quantomeno destabilizzante – sostengono le Cicogne – una situazione simile sia per chi la subisce, sia per chi invece la mette suo malgrado in atto. Perché in questo calderone ci finiscono i cittadini-utenti ma anche gli operatori, medici, ostetriche, infermieri, costretti a lavorare in un clima che con la serenità lavorativa non ha niente a che vedere».
Proseguono dunque le Cicogne: «Ci chiediamo in che misura il clima di insicurezza che viene instillato negli utenti e negli operatori possa essere ascrivibile a “poteri” altri i cui unici interessi sono la chiusura, l’accentramento dei servizi, la riduzione dei costi. Continuiamo a chiedere la turnazione e la formazione di medici e personale ostetrico e infermieristico con la “casa madre” di Reggio proprio per garantire la sicurezza con cui qualcuno si riempie la bocca. Perché è l'operatore il primo che ha diritto di lavorare in sicurezza, e l'azienda ha il dovere di fornirgliela».
In chiusura le Cicogne si soffermano su quello che altri hanno salutato come un traguardo importante: «Quindi ora, che avete “partorito” e chiederete la deroga, speriamo facciate il vostro dovere fino in fondo, una volta per tutte senza nascondervi dietro logiche di partito o logiche di accentramento che poco hanno a che vedere con la salute del cittadino che tanto dite di avere a cuore, e quindi contestualmente alla deroga metterete le basi affinché questa venga accettata. Stiamo parlando della dotazione dello specialista 24 ore su 24 in pediatria, che come dai documenti emersi un paio di settimane fa circa la relazione della commissione percorso nascita risulta essere la mancanza del nostro punto nascita, oltre al numero dei parti che di per sé non rappresenta un limite di sicurezza, infatti è prevista con apposito decreto ministeriale la possibilità di deroga. Saremo ben lieti di constatare che non sottostate a meri interessi politico economici».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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