«Taneto, palestra ad alto rischio-crollo»
di Ambra Prati
Il tecnico: «In caso di scosse si aprirebbe come un cocomero». Bassi: «La sicurezza sismica è pari a zero. La usano i bimbi»
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GATTATICO. «Su una scala di sicurezza sismica da 0 a 100, la palestra di Taneto si è aggiudicata zero: zero assoluto. L’amministrazione comunale ne è a conoscenza dal 2011. Due domande: perché l’emergenza non è stata resa pubblica? Perché l’amministrazione in cinque anni non ha provveduto?». Franco Bassi, a nome dell’associazione Tutelare Gattatico 2.0, commenta così i risultati dell’assemblea pubblica svoltasi lunedì sera al centro polivalente di Praticello.
La serata, dal titolo “Incontro pubblico sulla sicurezza delle scuole”, è stata organizzata dall’amministrazione comunale, dopo che il 16 marzo scorso, mentre veniva illustrato del bilancio, sempre Tutelare Gattatico era insorta su quanto aveva dichiarato il tecnico comunale Lorenzo Delmonte: «La palestra di Taneto, pur potendo sopportare movimenti sismici sussultori, non sopporterebbe movimenti oscillatori, tipo quelli verificatisi nel terremoto modenese. Le travi sono solo appoggiate ai pilastri: se accadesse quel che è successo a Modena, la palestra si aprirebbe come un cocomero».
Durante l’assemblea – non molto partecipata, c’erano una cinquantina di persone – uno studio di architetti di Reggio, che nel 2011, su incarico del Comune, avevano eseguito un’analisi sulla sicurezza sismica di tutti gli edifici scolastici del territorio, ha illustrato i risultati. «Pressoché tutti gli immobili presentano problemi, ma nel caso della palestra di Taneto sono macroscopici – spiega Bassi –. Gli esperti hanno dichiarato apertamente che la struttura, costruita negli anni ’80, presenta le stesse caratteristiche dei capannoni modenesi crollati nel 2012: i pilastri sono solo appoggiati, non assicurati, perciò portano carichi ma non le oscillazioni. Più l’edificio è alto e più è vulnerabile: mentre altri plessi sono bassi, la palestra, alta dodici metri, è preoccupante». Bassi evidenzia che la palestra della frazione «è utilizzata dai bimbi della materna, dagli alunni delle elementari e da quasi tutte le associazioni sportive di Gattatico, come la Giovolley, che la preferisce appunto perché più adatta per la pallavolo vista l’altezza». La giunta Maiola, prosegue Bassi, «ha indicato una cifra nel bilancio di previsione (cifra indicativa, senza il progetto) per gli anni 2018-2019, quando, forse forse dovrebbe arrivare il finanziamento regionale. Nel frattempo si fa il segno della croce e si spera che non accada nulla. Da cittadino mi stupisco che non siamo stati informati, perché l’informazione genera quella consapevolezza tra i genitori che potrebbe far trovare delle soluzioni. Ad esempio l’allenatrice della squadra di pallavolo Giovolley, a riunione finita e ad un ristretto gruppo di persone, ha suggerito questa idea: perché non mettiamo 20 euro a famiglia, raccogliendo così la cifra necessaria?». Servono infatti circa 200mila euro: da bilancio ne sono stati previsti 400mila, compresa però la scuola elementare. «E’ uno spunto per una mobilitazione: stiamo parlando dei nostri figli. Non è ammissibile restare immobili e sperare nella provvidenza».
L’idea della raccolta fondi piace al sindaco Gianni Maiola. «Sarebbe bello, ma non credo sia così facile: risponderebbe solo chi usa la palestra, ma sono aperto ad ogni proposta – replica il sindaco –. Il progetto non esiste perché prima occorre aspettare i fondi Bei e, in base alla somma a disposizione, scegliere il tipo di intervento».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
La serata, dal titolo “Incontro pubblico sulla sicurezza delle scuole”, è stata organizzata dall’amministrazione comunale, dopo che il 16 marzo scorso, mentre veniva illustrato del bilancio, sempre Tutelare Gattatico era insorta su quanto aveva dichiarato il tecnico comunale Lorenzo Delmonte: «La palestra di Taneto, pur potendo sopportare movimenti sismici sussultori, non sopporterebbe movimenti oscillatori, tipo quelli verificatisi nel terremoto modenese. Le travi sono solo appoggiate ai pilastri: se accadesse quel che è successo a Modena, la palestra si aprirebbe come un cocomero».
Durante l’assemblea – non molto partecipata, c’erano una cinquantina di persone – uno studio di architetti di Reggio, che nel 2011, su incarico del Comune, avevano eseguito un’analisi sulla sicurezza sismica di tutti gli edifici scolastici del territorio, ha illustrato i risultati. «Pressoché tutti gli immobili presentano problemi, ma nel caso della palestra di Taneto sono macroscopici – spiega Bassi –. Gli esperti hanno dichiarato apertamente che la struttura, costruita negli anni ’80, presenta le stesse caratteristiche dei capannoni modenesi crollati nel 2012: i pilastri sono solo appoggiati, non assicurati, perciò portano carichi ma non le oscillazioni. Più l’edificio è alto e più è vulnerabile: mentre altri plessi sono bassi, la palestra, alta dodici metri, è preoccupante». Bassi evidenzia che la palestra della frazione «è utilizzata dai bimbi della materna, dagli alunni delle elementari e da quasi tutte le associazioni sportive di Gattatico, come la Giovolley, che la preferisce appunto perché più adatta per la pallavolo vista l’altezza». La giunta Maiola, prosegue Bassi, «ha indicato una cifra nel bilancio di previsione (cifra indicativa, senza il progetto) per gli anni 2018-2019, quando, forse forse dovrebbe arrivare il finanziamento regionale. Nel frattempo si fa il segno della croce e si spera che non accada nulla. Da cittadino mi stupisco che non siamo stati informati, perché l’informazione genera quella consapevolezza tra i genitori che potrebbe far trovare delle soluzioni. Ad esempio l’allenatrice della squadra di pallavolo Giovolley, a riunione finita e ad un ristretto gruppo di persone, ha suggerito questa idea: perché non mettiamo 20 euro a famiglia, raccogliendo così la cifra necessaria?». Servono infatti circa 200mila euro: da bilancio ne sono stati previsti 400mila, compresa però la scuola elementare. «E’ uno spunto per una mobilitazione: stiamo parlando dei nostri figli. Non è ammissibile restare immobili e sperare nella provvidenza».
L’idea della raccolta fondi piace al sindaco Gianni Maiola. «Sarebbe bello, ma non credo sia così facile: risponderebbe solo chi usa la palestra, ma sono aperto ad ogni proposta – replica il sindaco –. Il progetto non esiste perché prima occorre aspettare i fondi Bei e, in base alla somma a disposizione, scegliere il tipo di intervento».
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