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I timori degli insegnanti «Visto vicino alle scuole» 

I timori degli insegnanti «Visto vicino alle scuole» 

Il camionista, molto conosciuto, sarebbe stato avvistato davanti ad alcuni istituti Il sindaco Verona: «C’erano tanti adulti: i bambini lì non sono abbandonati»

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GUASTALLA. «Come insegnanti siamo preoccupatissimi. Si dice che quella persona fosse stata vista anche davanti alle medie pochi giorni fa. Da quando la notizia si è diffusa è tutto un passaparola». A parlare è una professoressa, che per la delicatezza del caso e il ruolo che ricopre chiede di non essere identificata. Una testimonianza, quella dell’insegnante, che dà corpo a quanto riferito anche da altre persone. «Ma è importante sottolineare – ci tiene a sottolineare la docente – che non può essere accaduto nulla perché a scuola non possono certo entrare tutti».
Ieri mattina in via Gonzaga, la strada pedonale che attraversa la città della Bassa, lo sconcerto per quello che è accaduto era palpabile. Da una parte perché si parla di una vicenda che riguarda una bambina, e nessuno può restare indifferente di fronte a cose del genere, ma c’è anche un altro motivo che genera pudore e incredulità: l’uomo arrestato dai carabinieri, Tiziano Zerbini è conosciuto da tante persone.
«Non credo proprio che quell’omone possa aver fatto una cosa del genere – dice un esercente – lo conosco da troppo tempo». Un altro aggiunge: «Veniva nel mio negozio a portare i pacchi, sapevo di qualche problema, ma mai avrei potuto pensare una cosa del genere. Non so cosa dire».
Chi accetta di commentare, con nome e cognome, è chi non conosce il 54enne di persona o non sa ancora che è lui ad essere stato arrestato. «Questa mattina un cliente è entrato nella mia edicola – dice Fausto Veneri – e ha fatto un commento che sento spesso. “Sarà stato uno straniero”. Allora ho dovuto dirgli che in realtà era un reggiano, così almeno ho letto sul giornale...».
Il sentimento di spaesamento di fronte a un episodio del genere è espresso da Loredano Besacchi e il figlio Michele, barbieri con il salone in via Gonzaga. «Non conosco i contorni di questa vicenda – dice Michele – l’unica cosa che mi sento di dire, da padre, è speriamo che siano adottati provvedimenti adeguati, che questa persona sia seguita. Non mi ricordo a Guastalla una vicenda del genere». Il padre aggiunge: «Di fronte a un fatto del genere non si può che pensare che sia una cosa assurda».
Nella strada principale si incontra anche Vincenzo Iafrate, ex assessore alla sicurezza nella precedente giunta e attuale consigliere comunale d’opposizione. «Anche io non conosco la dinamica di questo episodio. Ma credo, indipendentemente da questo fatto, che ci sia un problema di presidio del territorio. Abbiamo alcuni soggetti che gravitano in zona, anche per accedere ad alcune strutture di cura, che andrebbero seguite un po’».
Luigi Boschetti, collaboratore del Comune, sempre al lavoro nelle strade cittadine, dice la sua: «Di fronte a scuole, asili e oratorio deve esserci controllo. Il fatto che al don Bosco siamo subito intervenuti è una cosa importante».
Il sindaco di Guastalla Camilla Verona ieri era al corrente di quanto accaduto. «Mi sono confrontata con un sacerdote della parrocchia e sono stata contattata dalla madre di una ragazza che era all’oratorio in quel momento e mi ha chiesto un incontro – racconta il primo cittadino –. Attendiamo che venga fatta luce. Mi sento di dire che il don Bosco, attentamente gestito, è un luogo molto presidiato: in quel momento c’erano tanti adulti e i bambini non sono certo abbandonati a se stessi. Chi ha agito in quel modo era una persona, che non conosco, in evidente stato di alterazione. Seguiremo con grande attenzione gli sviluppi». (j.d.p.)
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