Reggio Emilia, presa la baby gang specializzata nei furti in auto
Tre ragazzi, di cui due minorenni, sono stati catturati dalla polizia mentre stavano spaccando dei finestrini in via Ruini. Razziate sei automobili in pochissimi minuti
REGGIO EMILIA. Stavano razziando le auto parcheggiate in via Ruini quando, a notte fonda, un residente si è affacciato al balcone, li ha visti e ha chiamato la polizia. È finita così, dentro una volante con i lampeggianti accesi, la storia criminale della baby gang di giovanissimi specializzata nei furti sulle automobili dei reggiani.
Said Sellouk, marocchino di 20 anni con un permesso di soggiorno per studio, e due fratelli albanesi di appena 16 e 17 anni, dovranno ora rispondere dell’accusa di furto pluriaggravato in concorso e continuato.
La cattura della baby gang, termine più che mai appropriato in questo caso, risale alla notte fra giovedì e ieri. È attorno alle 3 che in via Ruini, fra il centro commerciale Ariosto e lo stadio, gli adolescenti hanno preso di mira le auto parcheggiate lungo la strada. Ne hanno colpita una, poi un’altra, poi un’altra ancora. Finché uno dei residenti della zona si è affacciato dalla finestra e ha notato i movimenti attorno alle macchine.
Quando la polizia, allertata dall’uomo, è arrivata a Mancasale, i tre avevano svaligiato ben sei auto, scassinandone una e rompendo i vetri con un martello ad altre tre, mentre pare che due vetture fossero state lasciate aperte dai proprietari. Un invito a nozze per i ladri che hanno fatto incetta di occhiali da sole, borselli, caricabatterie e persino interi mazzi di chiavi di appartamenti.
Tutto materiale trovato dagli agenti delle volanti in possesso dei delinquenti e, la mattina seguente, già restituito ai legittimi proprietari.
I due giovanissimi, data la minore età, sono stati denunciati a piede libero mentre per il 20enne marocchino, difeso dall’avvocato Raffaella Pellini, ieri si è svolta la direttissima. Davanti al giudice Cristina Beretti e al pubblico ministero Stefania Pigozzi, Sellouk, con un permesso di soggiorno scaduto in attesa di rinnovo, si è scusato per quanto commesso e ha spiegato di averlo fatto per fame, solamente per mangiare.
Ha dichiarato di aver studiato a Reggio Emilia, dove ha conseguito un diploma, e di aver lavorato per un periodo in un bar di via Turri. Poi la cattura in flagranza da parte della polizia.
Date le dichiarazioni dell’africano il giudice ha disposto per lui il divieto di dimora in provincia, fatta eccezione per il 24 maggio quando si terrà la successiva udienza.
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