Gazzetta di Reggio

Reggio

industria 

«Rilanciare la Terex con più investimenti diretti a Lentigione»

«Rilanciare la Terex con più investimenti diretti a Lentigione»

BRESCELLO. La Terex conta 150 dipendenti e cinque stabilimenti in Europa che cercano di sopravvivere al possibile piano di riorganizzazione produttiva. Un argomento al centro del terzo incontro...

2 MINUTI DI LETTURA





BRESCELLO. La Terex conta 150 dipendenti e cinque stabilimenti in Europa che cercano di sopravvivere al possibile piano di riorganizzazione produttiva. Un argomento al centro del terzo incontro - avvenuto mercoledì 12 aprile - tra i dirigenti della proprietaria, Konecranes, e i rappresentanti sindacali sulle prospettive industriali e occupazionali dello stabilimento Terex di Lentigione (la divisione “Material Handling & Port Solutions”) acquistato dalla multinazionale finlandese lo scorso gennaio.
Il sindacato ha ribadito «l’esigenza di costruire un perimetro industriale che garantisca il mantenimento di molte attività attualmente presenti e di internalizzare altre lavorazioni (attualmente eseguite da fornitori internazionali) per consentire la maggiore saturazione degli impianti».
«Le risposte che l’azienda ci ha fornito fino ad oggi – ribadisce il sindacato - non sono sufficienti a garantire i livelli occupazionali attuali e determinano una forte preoccupazione per la salvaguardia del sito produttivo. Ribadiamo la necessità di difesa e sviluppo dell’unità di Lentigione, sollecitando un incremento degli investimenti necessari per il rilancio dello stabilimento».
Rappresentanti di fabbrica e sindacati chiedono anche «di utilizzare le risorse messe a disposizione dalla norma emanata dal Governo sul “super ammortamento” (140-250%) introdotto dalla Legge di Stabilità 2016 e prorogato dall’ultima Legge di Bilancio a tutto il 2017. Questa norma agevola fiscalmente gli investimenti in nuovi beni strumentali e in trasformazioni tecnologiche e/o digitali».
L’azienda ha dichiarato la propria disponibilità ad analizzare ed approfondire le proposte ricevute confermando la volontà di proseguire il confronto, già in calendario.
Nel bilancio 2016 erano seganti 6 milioni di euro di perdite. Al centro della vicenda c’è uno stabilimento da 30 mila metri quadri sproporzionato rispetto alle attuali produzioni che, peraltro, sono obsolete rispetto alla concorrenza. Da qui il rischio concreto che i 153 lavoratori dell’ex Telex, ora Mhps-Cranes, di Lentigione si trovino tra pochi mesi senza lavoro. Altri scenario emerso il mese scorso in Confindustria a Reggio Emilia durante l’incontro tra i sindacati e i rappresentanti della Konecranes Plc di Helsinki, azienda finlandese che a gennaio ha acquisito lo stabilimento. «Le prospettive sono preoccupanti – aveva già detto Luca Sulis della Fiom –. Abbiamo i numeri peggiori, lo stabilimento è sovradimensionato rispetto all’organico e i nostri prodotti non sono competitivi. Ci sono state proposte delle soluzioni e ci è stato chiesto anche di proporre noi delle idee, ma l’azienda non ha escluso l’ipotesi chiusura». «Si prospettano tempi duri. Da quello che abbiamo capito i finlandesi vogliono salvare il salvabile, ma i numeri ci danno contro», è la conferma che giunse da Liborio Testardo dell’Ugl, entrambi coinvolti nel difficile confronto con l’azienda.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google