Benassi, il lavoro reggiano brilla all’estero
L’azienda si è garantita il successo internazionale specializzandosi nello sblocco di condutture
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REGGIO EMILIA . L’adozione di nuove tecnologie e la loro applicazione in una serie crescente di interventi stanno regalando grosse soddisfazioni ad una azienda reggiana che, sebbene operi in un settore in fase di stanca come quello delle costruzioni, opera in numerose località italiane e del Medio Oriente.
È quanto accade alla Benassi srl Infrastrurctures Technologies, impresa famigliare nata 35 anni fa, che da piccola organizzazione artigiana è diventata realtà di livello nazionale conosciuta in mezzo mondo per le tecniche di scavo e movimentazione terra. È guidata dal fondatore Pietro e dal figlio Simone. La loro abilità consiste nel velocizzare gli interventi sotterranei utilizzando un tubolare che è in grado di sbloccare le condutture riabilitando l’erogazione di acqua, gas e idrocarburi.
Una specie di laparoscopia svolta con l’uso di uno strumento particolare: Primus Line in tessuto Kevlar in fibre di aramidiche con un rivestimento in polietilene. In pratica un congegno che, idealmente ingigantito, assomiglia ad uno strumento clinico che opera con successo. È quanto avvenuto per un oleodotto posto in mare aperto a Palermo e con il ripristino a tempo di record del servizio idrico di Messina, così come nella zona sud di Milano dove è stato liberato l’acquedotto.
Le aziende municipalizzate possono ora tirare un sospiro di sollievo perché a volte bastano poche ore per riabilitare tubature e condotte nei quartieri evitando interruzioni al traffico stradale, ferroviario e del trasporto in genere. Com’è successo a Genova, Torino, Parma e Reggio Emilia. È servita poi una sola giornata per riavviare una condotta idrica di 700 metri nel quartiere Harmandali ad Izmir, in Turchia, e sono bastate 18 ore per liberarne un’altra di un chilometro e larga 500 millimetri nel distretto di Dikili.
Tecnici e ingegneri del gruppo reggiano hanno lavorato anche di notte, per ridurre i pericoli derivanti dalle temperature troppo elevate sui materiali e sui processi di lavorazione, per sgombrare la fognatura principale del diametro di circa due metri della città di Ahmedabad, in India. Restando molto più vicini a noi si possono citare i risultati ottenuti a gennaio nel polo produttivo della Metal Steel a Mancasale. La prossima sfida riguarda il campus universitario di Parma. (l.v.)
È quanto accade alla Benassi srl Infrastrurctures Technologies, impresa famigliare nata 35 anni fa, che da piccola organizzazione artigiana è diventata realtà di livello nazionale conosciuta in mezzo mondo per le tecniche di scavo e movimentazione terra. È guidata dal fondatore Pietro e dal figlio Simone. La loro abilità consiste nel velocizzare gli interventi sotterranei utilizzando un tubolare che è in grado di sbloccare le condutture riabilitando l’erogazione di acqua, gas e idrocarburi.
Una specie di laparoscopia svolta con l’uso di uno strumento particolare: Primus Line in tessuto Kevlar in fibre di aramidiche con un rivestimento in polietilene. In pratica un congegno che, idealmente ingigantito, assomiglia ad uno strumento clinico che opera con successo. È quanto avvenuto per un oleodotto posto in mare aperto a Palermo e con il ripristino a tempo di record del servizio idrico di Messina, così come nella zona sud di Milano dove è stato liberato l’acquedotto.
Le aziende municipalizzate possono ora tirare un sospiro di sollievo perché a volte bastano poche ore per riabilitare tubature e condotte nei quartieri evitando interruzioni al traffico stradale, ferroviario e del trasporto in genere. Com’è successo a Genova, Torino, Parma e Reggio Emilia. È servita poi una sola giornata per riavviare una condotta idrica di 700 metri nel quartiere Harmandali ad Izmir, in Turchia, e sono bastate 18 ore per liberarne un’altra di un chilometro e larga 500 millimetri nel distretto di Dikili.
Tecnici e ingegneri del gruppo reggiano hanno lavorato anche di notte, per ridurre i pericoli derivanti dalle temperature troppo elevate sui materiali e sui processi di lavorazione, per sgombrare la fognatura principale del diametro di circa due metri della città di Ahmedabad, in India. Restando molto più vicini a noi si possono citare i risultati ottenuti a gennaio nel polo produttivo della Metal Steel a Mancasale. La prossima sfida riguarda il campus universitario di Parma. (l.v.)
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