Gazzetta di Reggio

Reggio

«Costretti a fare debiti per pagare la badante» 

Trisolini (Federconsumatori): «Lo Stato deve intervenire con un fondo ad hoc e Legacoop deve assicurare un anticipo cash come fatto con Cmr e Orion» 

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REGGIO EMILIA. «Pochi giorni fa abbiamo fatto un incontro per Orion e si parla del 2020 come termine per la restituzione dei residui». Si è alzato sulla scia di queste parole il brusio più sonoro avvertito ieri mattina nella sala Di Vittorio durante l’assemblea dei soci di Unieco. Sala colma: la Cgil ha dovuto aprire anche una saletta vicina, collegata in video conferenza. A pronunciarle è stato Giovanni Trisolini, presidente di Federconsumatori, che ha rievocato il crac della Orion di Cavriago, concordato omologato nel 2014: 600 soci che vantano un prestito sociale di 5,5 milioni di euro, il 40% del quale anticipato da Legacoop. Stessa storia per la Cmr di Reggiolo: un altro 40% anticipato da Legacoop su un prestito sociale monstre di 45 milioni di euro per quasi 2.500 soci. Due partite ancora aperte, a distanza di anni dal loro avvio, che indicano «una strada tutta in salita». I mille soci di Unieco vantano prestiti per 12 milioni, i 700 di Coopsette circa 9 milioni. «Ci sono persone che hanno 80, 85 anni e ne hanno bisogno per pagare la badante - dice Trisolini - Sappiamo che alcuni di loro hanno dovuto ora contrarre un mutuo per affrontare i loro problemi». Accanto a lui sul palco Mauro Livi e Rudi Zaniboni della Fillea Cgil. Davanti pensionati e lavoratori che avranno la cassa integrazione fino al 15 maggio. Il tempo stringe e Federconsumatori ha lanciato una campagna di mobilitazione che arriverà il 18 maggio prossimo fino in Parlamento, dove verrà chiesta una legge per istituire un fondo di tutela, analogo a quello «salvabanche». Prima però la protesta sbarcherà il 18 aprile davanti alla Prefettura e al comune di Reggio, e il 20 a Bologna, di fronte alla sede regionale di Legacoop, alla quale Trisolini chiede di anticipare il 40% anche per i soci Coopsette e Unieco. «Ci hanno già detto di no - dice Trisolini - La strada è in salita e sarà molto lunga, ma sono contento che con le iniziative che abbiamo messo in campo siamo riusciti a riportare all’attenzione dell’opinione pubblica e della politica il tema del prestito sociale che da qualche tempo non chiamo più così, ma risparmio dei lavoratori di questa provincia, che è la più colpita». L’associazione su un punto non sente ragioni: «C'è bisogno di un intervento governativo e di Legacoop, che in tutta Italia ha un prestito di 13,5 miliardi, per restituire a queste persone i risparmi di una vita. Bisogna che tutti insieme ci si sieda attorno ad un tavolo per trovare delle soluzioni», aggiunge il presidente. Che conclude: «Questi cittadini hanno creduto nel modello cooperativo e penso che ci credano ancora. Ma per ridare fiducia è necessario che la politica e la cooperazione trovino per loro una risposta». (e.l.t.)

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