«Il rapitore dell'oratorio ha inseguito anche mia figlia»
La madre di una 12enne: «Le ha offerto soldi, lei è scappata E il giorno del fattaccio girava sotto casa nostra in auto»
GUASTALLA. «Dopo quello che è successo all’oratorio ho scoperto che mia figlia di 12 anni pochi giorni fa era stata inseguita per strada da quell’uomo, che le aveva anche offerto dei soldi. Come madre sono rimasta choccata, traumatizzata». Dopo l’arresto del 54enne Tiziano Zerbini emergono altri episodi inquietanti avvenuti a Guastalla negli ultimi tempi.
Una madre ha appreso casualmente che anche la figlia era stata vittima delle attenzioni dell’ex camionista. A far venire a galla la verità è stato il parapiglia avvenuto al don Bosco.
«Mio figlio è tornato a casa e ha raccontato quello che aveva visto. Poi si è rivolto a mia figlia di 12 anni e le ha detto “E’ il tipo che ti ha seguito in auto”. Lei mi aveva raccontato di un episodio capitato il 7 aprile vicino all’Eurospin e che aveva coinvolto altre sue amichette di 14 anni, che erano state avvicinate dall’uomo, che le aveva offerto dei soldi. Però mia figlia non mi aveva raccontato che era capitato anche a lei: aveva paura, mi ha detto, che non l’avrei fatta più uscire di casa».
L’episodio che ha coinvolto la 12enne è avvenuto a inizio settimana. «Stava camminando a piedi. Lui l’ha seguita in auto, è entrato contromano in una strada e dal finestrino le ha fatto delle proposte, le ha chiesto di salire, le ha offerto 50 euro. Lei è scappata verso via Gonzaga, che è pedonale, e si è sentita al sicuro perché ha visto un’auto dei carabinieri: il suo errore è stato non fermarli e raccontare tutto, come le ho spiegato che avrebbe dovuto fare».
Ma la bambina ha aggiunto un altro particolare avvenuto il giorno del fattaccio all’oratorio. «Mi ha raccontato che poche ore prima quell’uomo girava in auto sotto casa nostra. Credo che conoscesse gli orari della bambina: ho paura che la stesse puntando».
Prima dell’arresto di Zerbini le voci erano iniziate a circolare, ma non erano ancore giunte alle forze dell’ordine. «Girava voce – dice la madre –, si raccontava l’episodio del 7 aprile. Alcune ragazzine di 14 anni che erano andate all’Eurospin, poco dopo la Coop, a fare la spesa per una festa, erano state avvicinate da una persona che le aveva offerto dei soldi e le aveva chiesto di salire in auto».
Anche in questo caso le bambine, per timore di reazione da parte degli adulti, hanno preferito non raccontare nulla, anche se qualcosa stava iniziando a trapelare. Poi mercoledì sera è venuto fuori tutto.
«Appena ho scoperto che mi figlia era stata inseguita – prosegue la madre – sono andata in caserma. C’era quell’uomo, i testimoni dell’oratorio ma anche i genitori delle altre bambine. Ho spiegato a mia figlia che doveva raccontarmi quello che era accaduto fin da subito».
I genitori si augurano che la vicenda non venga sottovalutata. «Mi auguro che chi dovrà emettere una sentenza si metta la mano sul cuore e si immedesimi in noi, pensando che potrebbe capitare anche a un suo figlio, o a un suo nipote».
Il fratello della ragazza pedinata è stato invece testimone dell’irruzione all’oratorio. «I bambini si sono spaventati perché hanno subito capito quello che stava succedendo. Sono stati loro a urlare e a fare intervenire gli adulti». Per fortuna l’episodio è avvenuto in un luogo presidiato. «Quando i miei figli sono lì sono sicura: sono seguiti ed è tutto sotto controllo».
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