I contadini ai cacciatori «Troppi cervi e cinghiali»
di Luca Tondelli
Castelnovo Monti, Cia e Confagricoltura criticano la gestione venatoria di Atc 4 Martedì al Parco Tegge si annuncia una riunione calda: «Situazione intollerabile»
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CASTELNOVO MONTI . Si prospetta molto vivace l’assemblea generale di Atc 4 montagna in programma martedì prossimo, 18 aprile.
A lasciar prevedere maretta è un documento con cui le associazioni agricole Cia e Confagricoltura di Reggio Emilia criticano l’operato condotto negli ultimi anni dall’Ambito territoriale caccia. «Dopo oltre 15 anni di gestione venatoria degli Atc complessivamente soddisfacente sul nostro territorio – scrivono le associazioni in una nota – con rammarico esprimiamo un giudizio negativo nei confronti della gestione dell’Atc 4 Montagna. È un giudizio già espresso in passato, in particolare negli ultimi sette anni, e che torniamo a manifestare per chiarezza in vista della prossima assemblea generale dell’Atc Montagna che si terrà il 18 aprile al Parco Tegge di Felina. La gestione dell’Atc 4 ha creato profondo malessere e disagio negli agricoltori che si trovano quotidianamente a doversi confrontare con una presenza eccessiva di cinghiali, cervi e caprioli sul territorio, senza un equo riconoscimento dei danni causati dai selvatici alle colture agricole».
Secondo le associazioni agricole «è una situazione che ha già superato da tempo i limiti di tolleranza: l’Atc 4 spende annualmente più per spese legali e per il perito che accerta i danni, di quanto spende complessivamente per gli indennizzi dei danni agli agricoltori».
C’è poi un ulteriore passaggio che di fatto critica la collaborazione di Atc con un’altra associazione agricola, Coldiretti, che però non viene mai citata: «Il presidente Atc4 ha sottoscritto con un’associazione agricola diversa da Cia e Confagricoltura un protocollo per la realizzazione di interventi sulle strade interpoderali o vicinali. Come era prevedibile questo protocollo si è dimostrato un flop, così come l’annuncio, nel 2016, di interventi in ambito agricolo, che avevamo giudicato irrealizzabili, come ha dimostrato l’anno trascorso inutilmente. Resta poi aperto l’aspetto della gestione prettamente venatoria, che non ha dato buoni risultati: basti pensare alla mancata attuazione dei piani di controllo degli ungulati. Infine nonostante le ripetute sollecitazioni, resta ancora inascoltata la richiesta di rotazione delle squadre per la caccia del cinghiale all’interno dei singoli distretti dell’Atc Montagna».
Questa mancata turnazione secondo le associazioni farebbe sì che ogni area venisse gestita quasi come una “riserva di caccia” dalla squadra locale, senza troppo considerare i piani di controllo.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
A lasciar prevedere maretta è un documento con cui le associazioni agricole Cia e Confagricoltura di Reggio Emilia criticano l’operato condotto negli ultimi anni dall’Ambito territoriale caccia. «Dopo oltre 15 anni di gestione venatoria degli Atc complessivamente soddisfacente sul nostro territorio – scrivono le associazioni in una nota – con rammarico esprimiamo un giudizio negativo nei confronti della gestione dell’Atc 4 Montagna. È un giudizio già espresso in passato, in particolare negli ultimi sette anni, e che torniamo a manifestare per chiarezza in vista della prossima assemblea generale dell’Atc Montagna che si terrà il 18 aprile al Parco Tegge di Felina. La gestione dell’Atc 4 ha creato profondo malessere e disagio negli agricoltori che si trovano quotidianamente a doversi confrontare con una presenza eccessiva di cinghiali, cervi e caprioli sul territorio, senza un equo riconoscimento dei danni causati dai selvatici alle colture agricole».
Secondo le associazioni agricole «è una situazione che ha già superato da tempo i limiti di tolleranza: l’Atc 4 spende annualmente più per spese legali e per il perito che accerta i danni, di quanto spende complessivamente per gli indennizzi dei danni agli agricoltori».
C’è poi un ulteriore passaggio che di fatto critica la collaborazione di Atc con un’altra associazione agricola, Coldiretti, che però non viene mai citata: «Il presidente Atc4 ha sottoscritto con un’associazione agricola diversa da Cia e Confagricoltura un protocollo per la realizzazione di interventi sulle strade interpoderali o vicinali. Come era prevedibile questo protocollo si è dimostrato un flop, così come l’annuncio, nel 2016, di interventi in ambito agricolo, che avevamo giudicato irrealizzabili, come ha dimostrato l’anno trascorso inutilmente. Resta poi aperto l’aspetto della gestione prettamente venatoria, che non ha dato buoni risultati: basti pensare alla mancata attuazione dei piani di controllo degli ungulati. Infine nonostante le ripetute sollecitazioni, resta ancora inascoltata la richiesta di rotazione delle squadre per la caccia del cinghiale all’interno dei singoli distretti dell’Atc Montagna».
Questa mancata turnazione secondo le associazioni farebbe sì che ogni area venisse gestita quasi come una “riserva di caccia” dalla squadra locale, senza troppo considerare i piani di controllo.
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