La rabbia corre sui social network
di Andrea Vaccari
Tanti commenti su Facebook: «Questa volta è andata bene, ma domani?»
2 MINUTI DI LETTURA
GUASTALLA. La vicenda del “Don Bosco” di Guastalla ha avuto una vasta eco sia nel comune della Bassa, dove da giorni tiene banco nelle discussioni tra i cittadini sia, inevitabilmente, anche sui social network.
Le notizie che riguardano i bambini suscitano sempre delle forti reazioni tra gli utenti e anche questa volta il “popolo” del web ha espresso forti e nette parole di condanna nei confronti dell’autore del tentato rapimento.
Sotto al post di Facebook pubblicato dalla Gazzetta, che riporta il resoconto della vicenda, sono stati pubblicati dai lettori centinaia di commenti. In più le condivisioni della notizia sono state oltre 90 a testimonianza di quanto l'accaduto abbia toccato nel vivo.
Una signora, ad esempio, riporta una testimonianza quasi diretta dell’episodio del Don Bosco. «Era presente mio figlio quando è successo, lui e i suoi amici sono riusciti a mettere in salvo la bambina e chiamare i carabinieri, ora speriamo che rimanga in galera. Mio figlio e i suoi compagni hanno 15 anni, per fortuna è stato evitato il peggio».
Testimonianza diretta anche da parte del pugile Marco Tosi, che spiega che in quel momento stava allenando dei bambini, ma è subito dovuto intervenire con altri ragazzi per allontanare l’uomo.
Molti commenti sono incentrati sull’identità dell’autore delle molestie (che nell’articolo pubblicato sul web non erano state rese note), che gli utenti vorrebbero conoscere come scrive, con toni pacati, Gessica che sostiene la sua tesi: «Questi delinquenti vanno identificati».
Altri commenti invece sono di tono decisamente più acceso e si augurano una punizione esemplare nei confronti del 54enne, invocando il carcere e pene severe. «Questa volta è andata bene – aggiunge Patrizia – ma domani? Non permettiamo che succeda».
Il dibattito online si è allargato anche ad altre pagine, come ad esempio “Sei di Guastalla se...” dove vengono pubblicati gli eventi più importanti della cittadina della Bassa. «Bisogna assolutamente fermare queste persone», scrive Donatella, mentre Marina, a chi sostiene che ormai non vi sia più sicurezza in nessun luogo, replica con un aneddoto: «Queste cose avvenivano anche 50 anni fa! Non si sapeva molto perché non esistevano i social network e non c’era tutta questa informazione. Ricordo un episodio simile sotto casa mia in via Carducci. Avevo 8 anni circa e se ne accorse mio padre del tizio che da due-tre giorni si soffermava a guardare noi bimbi». Daniela invece si interroga sulle conseguenze per le famiglie coinvolte: «Non oso immaginare i genitori della bambina, chissà cosa sarebbe successo. È un trauma anche per le bambine stesse».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Le notizie che riguardano i bambini suscitano sempre delle forti reazioni tra gli utenti e anche questa volta il “popolo” del web ha espresso forti e nette parole di condanna nei confronti dell’autore del tentato rapimento.
Sotto al post di Facebook pubblicato dalla Gazzetta, che riporta il resoconto della vicenda, sono stati pubblicati dai lettori centinaia di commenti. In più le condivisioni della notizia sono state oltre 90 a testimonianza di quanto l'accaduto abbia toccato nel vivo.
Una signora, ad esempio, riporta una testimonianza quasi diretta dell’episodio del Don Bosco. «Era presente mio figlio quando è successo, lui e i suoi amici sono riusciti a mettere in salvo la bambina e chiamare i carabinieri, ora speriamo che rimanga in galera. Mio figlio e i suoi compagni hanno 15 anni, per fortuna è stato evitato il peggio».
Testimonianza diretta anche da parte del pugile Marco Tosi, che spiega che in quel momento stava allenando dei bambini, ma è subito dovuto intervenire con altri ragazzi per allontanare l’uomo.
Molti commenti sono incentrati sull’identità dell’autore delle molestie (che nell’articolo pubblicato sul web non erano state rese note), che gli utenti vorrebbero conoscere come scrive, con toni pacati, Gessica che sostiene la sua tesi: «Questi delinquenti vanno identificati».
Altri commenti invece sono di tono decisamente più acceso e si augurano una punizione esemplare nei confronti del 54enne, invocando il carcere e pene severe. «Questa volta è andata bene – aggiunge Patrizia – ma domani? Non permettiamo che succeda».
Il dibattito online si è allargato anche ad altre pagine, come ad esempio “Sei di Guastalla se...” dove vengono pubblicati gli eventi più importanti della cittadina della Bassa. «Bisogna assolutamente fermare queste persone», scrive Donatella, mentre Marina, a chi sostiene che ormai non vi sia più sicurezza in nessun luogo, replica con un aneddoto: «Queste cose avvenivano anche 50 anni fa! Non si sapeva molto perché non esistevano i social network e non c’era tutta questa informazione. Ricordo un episodio simile sotto casa mia in via Carducci. Avevo 8 anni circa e se ne accorse mio padre del tizio che da due-tre giorni si soffermava a guardare noi bimbi». Daniela invece si interroga sulle conseguenze per le famiglie coinvolte: «Non oso immaginare i genitori della bambina, chissà cosa sarebbe successo. È un trauma anche per le bambine stesse».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
