Gazzetta di Reggio

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Muore a 75 anni travolto dal suo trattore  

di Ambra Prati
Muore a 75 anni travolto dal suo trattore  

Tragedia a Rolo: il pensionato Loris Caprari aveva sfalciato la vite in un podere di via Porto. Schiacciato dal mezzo che si è ribaltato vicino al canale

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ROLO. Aveva deciso di andare ad eseguire lavoretti per mettere ordine nel podere prima della sosta festiva pasquale, ma durante una manovra il trattore si è ribaltato e il pensionato ha perso la vita. Vittima del drammatico incidente sul lavoro Loris Caprari, 75 anni, residente in via Gobetti a Rolo.
Alle 13,30 di ieri Caprari si trovava nell’appezzamento di terreno di proprietà della moglie, in via Porto 20, sulla strada provinciale 44.

Aveva appena provveduto a potare i filari di vite: gli sfalci li aveva riposti nella “forca”, un attrezzo agricolo (non un rimorchio, perché attaccato alla motrice) che serve per trasportare materiale. Uscito dai filari e alla guida del suo trattore di medie dimensioni, Caprari ha imboccato una carraia che costeggia il canale di bonifica Cavo Fiuma, in pendenza.

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Forse una distrazione, forse una ruota del veicolo è scivolata. Di certo il mezzo, a causa del peso degli sfalci e della pendenza del terreno, è caduto lungo la scarpata e si è capovolto, finendo per fermarsi ad appena mezzo metro dal canale: non è finito in acqua solo perché c’era un terrapieno intermedio. Questa, nell’immediatezza dei fatti, la dinamica ipotizzata dagli inquirenti, che dovrà trovare conferma.

Quando è stato lanciato l’allarme, circa un’ora dopo, per il pensionato era già troppo tardi. Il 118 si è mobilitato in massa per raggiungere il luogo dell’incidente: ambulanza di Fabbrico e di Guastalla, più l’elisoccorso da Parma. Al loro arrivo, i sanitari hanno trovato il corpo del pensionato accanto al trattore: solo un braccio era ancora incastrato sotto il mezzo. I paramedici e medici hanno eseguito subito un estremo tentativo di rianimazione, che si è rivelato vano: il cuore non batteva più.

In un secondo tempo la squadra dei vigili del fuoco di Guastalla ha provveduto, tramite l’utilizzo di cuscini pneumatici (gonfiabili con aria compressa e usati per operare nei luoghi troppo impervi per l’autogrù), a sollevare il trattore per estrarre l’arto e consentire i rilievi del caso.

Il corpo, coperto da un lenzuolo bianco, è rimasto sul posto quasi l’intero pomeriggio, per consentire l’osservazione ai carabinieri della stazione di Fabbrico e del Nucleo operativo di Guastalla, giunti sul posto insieme ai tecnici del Servizio prevenzione e sicurezza ambienti di lavoro dell’Ausl. Questi ultimi dovranno approfondire l’accaduto.

Anche la moglie, informata della disgrazia, è accorsa al podere sconvolta, ma è stata tenuta a distanza: è toccato al genero, marito della figlia, eseguire l’ingrato compito del riconoscimento.
Verso le 19 la salma è stata rimossa e composta alle camere ardenti dell’ospedale di Guastalla, a disposizione della Procura di Reggio.

Il magistrato di turno, il pm Stefania Pigozzi, potrebbe decidere di far eseguire l’autopsia, ma essendoci di mezzo la Pasqua la disposizione arriverà non prima di martedì.
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