Spuntano pedinamenti già da gennaio
Un genitore: «Nei mesi scorsi alcune ragazze sono state seguite, poi il 7 aprile ha tentato di adescarle»
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GUASTALLA. «Alcune ragazzine hanno raccontato di essere state seguite in auto già a gennaio. Non erano però state avvicinate o fermate». A raccontarlo è la madre di una bambina che mercoledì ha assistito all’episodio avvenuto all’oratorio don Bosco con protagonista il 54enne Tiziano Zerbini, poi arrestato con l’accusa di sequestro di persona.
I carabinieri hanno raccolto queste informazioni e stanno indagando anche sul recente passato, per non trascurare alcun elemento.
«Mia figlia è molto spaventata – racconta ancora la donna –. Doveva prendere il treno in questi giorni per raggiungere dei parenti in un’altra regione, ma mi ha detto che senza di me non va da nessuna parte, vuole restare con sua madre».
Gli adulti sono però impegnati nel far riprendere ai figli la vita di sempre e infatti i minorenni coinvolti in questa vicenda hanno ripreso a frequentare l’oratorio, spazio puntualmente vigilato dagli adulti, e gli altri luoghi di ritrovo abituali.
«Mia figlia ha visto quell’uomo tirare per un braccio la bambina – prosegue la donna –. Poi l’ha presa in braccio e allora tutti hanno urlato e lui l’ha fatta cadere per terra. Le urla hanno attirato l’attenzione degli adulti, che poi sono intervenuti».
Anche questa madre è venuta a conoscenza dell’episodio del 7 aprile, quando delle 14enni sono state avvicinate vicino a un supermercato di Guastalla: in quella occasione l’uomo avrebbe offerto denaro per adescarle. «Non hanno detto nulla agli adulti perché temevamo che non le avremmo fatte più uscire di casa – conferma la donna –. Alle mie figlie ho detto invece che devono raccontare sempre tutto, perché le farei uscire lo stesso ma magari le avrei accompagnate io in alcuni posti».
Adesso l’attenzione è rivolta agli sviluppi delle indagini. «Mi auguro che quando il responsabile uscirà dal carcere sia curato, aiutato. E speriamo anche di non trovarcelo davanti».
L’aspetto confortante di questa brutta vicenda è che non risulta che ci siano minori caduti nelle mani dell’uomo. I tentativi di adescamento, a quanto se ne sa, non sono andati a buon fine.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
I carabinieri hanno raccolto queste informazioni e stanno indagando anche sul recente passato, per non trascurare alcun elemento.
«Mia figlia è molto spaventata – racconta ancora la donna –. Doveva prendere il treno in questi giorni per raggiungere dei parenti in un’altra regione, ma mi ha detto che senza di me non va da nessuna parte, vuole restare con sua madre».
Gli adulti sono però impegnati nel far riprendere ai figli la vita di sempre e infatti i minorenni coinvolti in questa vicenda hanno ripreso a frequentare l’oratorio, spazio puntualmente vigilato dagli adulti, e gli altri luoghi di ritrovo abituali.
«Mia figlia ha visto quell’uomo tirare per un braccio la bambina – prosegue la donna –. Poi l’ha presa in braccio e allora tutti hanno urlato e lui l’ha fatta cadere per terra. Le urla hanno attirato l’attenzione degli adulti, che poi sono intervenuti».
Anche questa madre è venuta a conoscenza dell’episodio del 7 aprile, quando delle 14enni sono state avvicinate vicino a un supermercato di Guastalla: in quella occasione l’uomo avrebbe offerto denaro per adescarle. «Non hanno detto nulla agli adulti perché temevamo che non le avremmo fatte più uscire di casa – conferma la donna –. Alle mie figlie ho detto invece che devono raccontare sempre tutto, perché le farei uscire lo stesso ma magari le avrei accompagnate io in alcuni posti».
Adesso l’attenzione è rivolta agli sviluppi delle indagini. «Mi auguro che quando il responsabile uscirà dal carcere sia curato, aiutato. E speriamo anche di non trovarcelo davanti».
L’aspetto confortante di questa brutta vicenda è che non risulta che ci siano minori caduti nelle mani dell’uomo. I tentativi di adescamento, a quanto se ne sa, non sono andati a buon fine.
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