la vittima
«Era un buon uomo e un gran ballerino»
ROLO. «Loris era un buon uomo. Un altruista, bonaccione, amante della compagnia e con tante amicizie. Affiatatissimo con la moglie: li si vedeva sempre a ballare il liscio». Così un parente descrive...
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ROLO. «Loris era un buon uomo. Un altruista, bonaccione, amante della compagnia e con tante amicizie. Affiatatissimo con la moglie: li si vedeva sempre a ballare il liscio». Così un parente descrive il 75enne morto schiacciato dal suo trattore.
Loris Caprari era una presenza fissa in paese, dove abitava da decenni in via Gobetti 4. Dopo aver gestito una piccola impresa metalmeccanica, da quando era andato in pensione si dedicava alla sua amata campagna, passando le ore nell’appezzamento di terreno di proprietà della moglie, situato tra via Porta e il cavo Fiuma. Attivo e in salute, dichiarava spesso il suo amore per la coltivazione della terra e al podere dedicava cure giornaliere. Le serate invece le passava al bar: frequentava il bar “La sosta obbligata” nell’area di servizio ex Shell, sulla strada provinciale che da Rolo conduce a Fabbrico, ma anche la Bocciofila Rolese, circolo Arci di via Livello.
Chi lo conosceva afferma che Loris viveva in simbiosi con la moglie Maria Rosa Aldrovandi, sposata il 4 novembre 1973, ben 44 anni fa: contavano di festeggiare le nozze d’oro. I due erano sempre insieme e, appassionati di ballo liscio, non mancavano di scendere in pista nelle sagre e feste estive, tanto da farsi fotografare con le orchestre più famose.
La coppia ha avuto un’unica figlia, Linda, sposata e residente in Appennino. Loris lascia un fratello, Antonio, anch’egli abitante in paese.
Loris era conosciutissimo a Rolo, dove i Caprari sono numerosi: è un cugino anche il titolare dell’azienda agricola “Dosso” al civico 16 di via Porto, a fianco del luogo della tragedia. Il funerale, non ancora fissato, si preannuncia quindi molto partecipato. (m.p.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Loris Caprari era una presenza fissa in paese, dove abitava da decenni in via Gobetti 4. Dopo aver gestito una piccola impresa metalmeccanica, da quando era andato in pensione si dedicava alla sua amata campagna, passando le ore nell’appezzamento di terreno di proprietà della moglie, situato tra via Porta e il cavo Fiuma. Attivo e in salute, dichiarava spesso il suo amore per la coltivazione della terra e al podere dedicava cure giornaliere. Le serate invece le passava al bar: frequentava il bar “La sosta obbligata” nell’area di servizio ex Shell, sulla strada provinciale che da Rolo conduce a Fabbrico, ma anche la Bocciofila Rolese, circolo Arci di via Livello.
Chi lo conosceva afferma che Loris viveva in simbiosi con la moglie Maria Rosa Aldrovandi, sposata il 4 novembre 1973, ben 44 anni fa: contavano di festeggiare le nozze d’oro. I due erano sempre insieme e, appassionati di ballo liscio, non mancavano di scendere in pista nelle sagre e feste estive, tanto da farsi fotografare con le orchestre più famose.
La coppia ha avuto un’unica figlia, Linda, sposata e residente in Appennino. Loris lascia un fratello, Antonio, anch’egli abitante in paese.
Loris era conosciutissimo a Rolo, dove i Caprari sono numerosi: è un cugino anche il titolare dell’azienda agricola “Dosso” al civico 16 di via Porto, a fianco del luogo della tragedia. Il funerale, non ancora fissato, si preannuncia quindi molto partecipato. (m.p.)
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