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Reggio Emilia, oltre 200 poveri in fila per il cibo

Reggio Emilia, oltre 200 poveri in fila per il cibo

Tantissimi ieri a San Pellegrino per il Banco Alimentare Don Dossetti: «Si vedono sempre di più i nostri concittadini»

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REGGIO EMILIA . C’era una autentica folla, un mondo variegato di lingue e di etnie, ieri mattina nei locali della canonica posta di fianco alla chiesa di San Pellegrino. Tante le donne con grappoli di bambini tutti con in mano una borsa o un sacco e impegnati nella ricerca di un po’ di cibo per rendere più sorridente la giornata di Pasqua.
Nei giorni di sabato la parrocchia diventa uno dei punti di distribuzione dei prodotti alimentari che vengono raccolti e donati dai centri commerciali delle Coop, Conad ed altri supermercati.

Se restassero sui banchi di vendita, a causa della chiusura festiva, rischierebbero di scadere. In questo modo si trasformano invece in un gesto di generosità. Il Banco alimentare rimane operativo per almeno un’ora e rinnova un analogo impegno anche nelle mattinate di mercoledì e venerdì quando oltre al cibo vengono distribuiti pure abiti, indumenti raccolti grazie alla generosità di tanti nostri concittadini e spesso conferiti nei contenitori appositamente distribuiti in diversi punti della città.

Nella sola giornata di ieri sono stati quasi duecento gli ospiti affluiti del punto di distribuzione che si trova a San Pellegrino, vicino al centro ospedaliero reggiano. Molte le donne originarie della Nigeria e del Ghana ma nutrita anche la schiera di uomini dei Paesi dell’Est europeo. Ad assistere alle operazioni era ieri don Giuseppe Dossetti reduce, la serata precedente, dalla guida della via Crucis che si è svolta nel cuore della città in sostituzione del vescovo Massimo Camisasca impegnato a Saltino, un centro del modenese che fa parte della diocesi reggiana.

«Purtroppo – annotava il sacerdote – oltre a tanti immigrati si vedono sempre di più dei nostri concittadini. La povertà non bada al colore delle persone e da dove provengono». Don Dossetti ha lodato l’azione dei privati e delle organizzazioni che rendono possibile questo atto di generosità, esaltando allo stesso tempo l’impegno dei volontari che coordinano la raccolta e la distribuzione delle montagne di scatole e confezioni che possono davvero regalare un sorriso a tante famiglie sfortunate, perché hanno perso o non trovano lavoro e spesso faticano a dar da mangiare ai familiari che sono loro vicino.
 

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