Unieco, i dipendenti sono stati sospesi
di Enrico Lorenzo Tidona
Dal commissario l’ultimo atto per chi era ancora in azienda: disattivati i badge e chiesta la restituzione di beni e documenti
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REGGIO EMILIA. Chiavi, auto, telefonini, documenti e soprattutto i badge per entrare nella sede di via Ruini. Sono i beni aziendali e gli strumenti affidati negli anni ai lavoratori di Unieco e che gli stessi dovranno ora restituire a stretto giro all’azienda. A dirlo con delle raccomandate in arrivo da ieri, è il commissario liquidatore Corrado Baldini, che firma così uno dei suoi primi atti che segnano l’inizio del suo lavoro di liquidatore e la fine dell’attività lavorativa per chi era ancora operativo nella cooperativa delle costruzioni nonostante la cassa integrazione e la successiva liquidazione coatta. Una Pasqua non semplice per chi ha legato il suo destino alla cooperativa delle costruzioni, crollata sotto il peso di 660 milioni di euro di debiti. La successione è stata inesorabile: la cooperativa è passata attraverso la crisi, il crac e la liquidazione. Eventi che hanno svuotato nel giro di pochi anni una storia imprenditoriale centenaria. A sparire sono soprattutto i posti di lavoro: a inizio di quest’anno erano infatti ancora 340 i dipendenti di Unieco. Poi la metà, 170 persone, sono state licenziate a febbraio ma di queste 22 sono state riprese poi in carico. Altri 170 erano rimasti legati all’azienda grazie alla cassa integrazione straordinaria. Alcune decine di persone sono rimaste operative anche dopo la dichiarazione della liquidazione coatta amministrativa. Ma questo legame sembra ora giunto al capolinea, come già annunciato nelle scorse settimane e come previsto dalla normativa. Con le lettere inviate il 13 aprile e in arrivo in queste ore a ciascuno dei dipendenti ancora attivi di Unieco, il commissario comunica la loro sospensione dal rapporto di lavoro per effetto della liquidazione e data «l’assenza di autorizzazioni all’esercizio provvisorio dell’impresa». Il commissario invita quindi i destinatari della lettera, «a restituire quanto prima presso la sede di Unieco tutti i beni e documenti aziendali» ancora in loro possesso, precisando che il badge aziendale non è più attivo.
A ventiquattro ore dalla prima riunione ufficiale in Cgil tra sindacato, Federcosumatori, soci lavoratori e prestatori, si va consumando quindi il tempo che serve per offrire un sostegno a chi ha perso il lavoro così come a quanti rischiano di perdere i propri risparmi (12 milioni in tutto) affidati alla cooperativa di produzione lavoro. La prima preoccupazione è il mantenimento della cassa integrazione straordinaria, che scade tra un mese, il 15 maggio. Secondo le norme dovrebbe terminare con l’attivazione della liquidazione ma si stanno cercando degli escamotage per giungere fino al termine naturale dell’ammortizzatore, sondando intanto il terreno per la cessione eventuale di alcuni rami aziendali. Partite in mano a Baldini, che sta lavorando di slancio per limitare i danni evidenti a centinaia di persone travolte dal crac.
A ventiquattro ore dalla prima riunione ufficiale in Cgil tra sindacato, Federcosumatori, soci lavoratori e prestatori, si va consumando quindi il tempo che serve per offrire un sostegno a chi ha perso il lavoro così come a quanti rischiano di perdere i propri risparmi (12 milioni in tutto) affidati alla cooperativa di produzione lavoro. La prima preoccupazione è il mantenimento della cassa integrazione straordinaria, che scade tra un mese, il 15 maggio. Secondo le norme dovrebbe terminare con l’attivazione della liquidazione ma si stanno cercando degli escamotage per giungere fino al termine naturale dell’ammortizzatore, sondando intanto il terreno per la cessione eventuale di alcuni rami aziendali. Partite in mano a Baldini, che sta lavorando di slancio per limitare i danni evidenti a centinaia di persone travolte dal crac.
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