«Zerbini non sembrava pericoloso»
di Andrea Vaccari
Guastalla: stupore per il tentato rapimento, l’ex camionista descritto come «strano» ma non era considerato a rischio
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GUASTALLA. Viene descritto come un solitario, il 54enne Tiziano Zerbini, arrestato con l'accusa di aver tentato di rapire una bambina di 9 anni mercoledì pomeriggio nell’oratorio “Don Bosco” di Guastalla.
L’episodio ha fatto e continua a far discutere, in particolare alla luce delle condizioni psicofisiche attuali dell’uomo, descritte da lui stesso ai carabinieri nel corso dell’interrogatorio.
Non è infatti un mistero che Zerbini abbia dei problemi legati all’abuso di alcool, come testimonia il fatto che mercoledì, all’interno della sua auto parcheggiata davanti all’oratorio, sono state trovate diverse bottiglie di birra. Se a questo aspetto si aggiunge il fatto che l’uomo sta facendo uso di psicofarmaci, il quadro diventa in effetti complicato e arriva a prefigurare una potenziale pericolosità del soggetto.
Zerbini vive da solo e ha un passato da autotrasportatore, che lo ha visto impegnato a viaggiare per conto di una nota azienda di corrieri espresso. Negli ultimi mesi ha dovuto affrontare la morte dell’anziana madre, un frangente che lo ha visto in difficoltà e che lo ha portato a doversi rifugiare nei medicinali.
È una persona che a Guastalla molti conoscono di vista, in quanto lo si vede spesso in giro per la cittadina a bordo della sua Fiat Punto, e in molti lo catalogano come una persona “particolare”. «In molti sanno dei suoi problemi – racconta un guastallese – ma nessuno avrebbe mai potuto pensare che si sarebbe spinto a tanto. Lo si vede spesso in giro, e capita di vederlo in condizioni psicofisiche non certo brillanti. Però, a quanto risulta, non si era mai reso pericoloso».
In effetti, prima di mercoledì la sua fedina penale risultava pulita, se si esclude un ritiro della patente dovuto proprio all’accesso di alcol: quando venne fermato in un posto di blocco non superò la prova dell’etilometro.
C’è un altro aspetto che emerge dalla vita di Zerbini. Chi un po’ lo conosce sottolinea che sia un uomo che ha poche frequentazioni. Sembra infatti non avere un gruppo stabile di amici, se non diverse conoscenze occasionali. Un aspetto della sua vita emerso nel corso dell’interrogatorio, durante il quale ha spiegato di aver provato a rapire la bambina «per avere un po’ di compagnia».
Al di là dell’episodio avvenuto nell'oratorio, sarà importante capire se effettivamente il 54enne abbia messo in atto altri comportamenti illegali, come riportano alcuni testimoni. Alla luce di quanto riferito da alcune famiglie gli inquirenti indagano sull’ipotesi di induzione alla prostituzione (per aver offerto soldi ad alcune ragazzine) fino agli atti osceni commessi a poca distanza da una scuola.
I carabinieri stanno passando al setaccio numerosi elementi raccolti in questi giorni. Se queste accuse fossero confermate la posizione di Zerbini potrebbe ulteriormente aggravarsi.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
L’episodio ha fatto e continua a far discutere, in particolare alla luce delle condizioni psicofisiche attuali dell’uomo, descritte da lui stesso ai carabinieri nel corso dell’interrogatorio.
Non è infatti un mistero che Zerbini abbia dei problemi legati all’abuso di alcool, come testimonia il fatto che mercoledì, all’interno della sua auto parcheggiata davanti all’oratorio, sono state trovate diverse bottiglie di birra. Se a questo aspetto si aggiunge il fatto che l’uomo sta facendo uso di psicofarmaci, il quadro diventa in effetti complicato e arriva a prefigurare una potenziale pericolosità del soggetto.
Zerbini vive da solo e ha un passato da autotrasportatore, che lo ha visto impegnato a viaggiare per conto di una nota azienda di corrieri espresso. Negli ultimi mesi ha dovuto affrontare la morte dell’anziana madre, un frangente che lo ha visto in difficoltà e che lo ha portato a doversi rifugiare nei medicinali.
È una persona che a Guastalla molti conoscono di vista, in quanto lo si vede spesso in giro per la cittadina a bordo della sua Fiat Punto, e in molti lo catalogano come una persona “particolare”. «In molti sanno dei suoi problemi – racconta un guastallese – ma nessuno avrebbe mai potuto pensare che si sarebbe spinto a tanto. Lo si vede spesso in giro, e capita di vederlo in condizioni psicofisiche non certo brillanti. Però, a quanto risulta, non si era mai reso pericoloso».
In effetti, prima di mercoledì la sua fedina penale risultava pulita, se si esclude un ritiro della patente dovuto proprio all’accesso di alcol: quando venne fermato in un posto di blocco non superò la prova dell’etilometro.
C’è un altro aspetto che emerge dalla vita di Zerbini. Chi un po’ lo conosce sottolinea che sia un uomo che ha poche frequentazioni. Sembra infatti non avere un gruppo stabile di amici, se non diverse conoscenze occasionali. Un aspetto della sua vita emerso nel corso dell’interrogatorio, durante il quale ha spiegato di aver provato a rapire la bambina «per avere un po’ di compagnia».
Al di là dell’episodio avvenuto nell'oratorio, sarà importante capire se effettivamente il 54enne abbia messo in atto altri comportamenti illegali, come riportano alcuni testimoni. Alla luce di quanto riferito da alcune famiglie gli inquirenti indagano sull’ipotesi di induzione alla prostituzione (per aver offerto soldi ad alcune ragazzine) fino agli atti osceni commessi a poca distanza da una scuola.
I carabinieri stanno passando al setaccio numerosi elementi raccolti in questi giorni. Se queste accuse fossero confermate la posizione di Zerbini potrebbe ulteriormente aggravarsi.
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