Gazzetta di Reggio

Reggio

La protesta dei soci si riversa in piazza 

di Enrico Lorenzo Tidona
La protesta dei soci si riversa in piazza 

Questa mattina sotto la Prefettura e davanti al municipio presidio dei lavoratori e dei prestatori di Unieco beffati dal crac

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REGGIO EMILIA. «Vogliamo risposte dal governo e da Legacoop. Vogliamo un fondo nazionale per restituire il prestito perduto nei fallimenti cooperativi». Sono queste le rivendicazioni riportate sui volantini stampati da Federconsumatori, che da oltre una settimana chiama lavoratori e i risparmiatori beffati dai crac cooperativi a manifestare. Il primo atto della mobilitazione è stato fissato per questa mattina alle 10, quando si troveranno a decine sotto la prefettura di Reggio Emilia. Sono gli ormai ex lavoratori e i soci della cooperativa Unieco, capeggiati dall’associazione in difesa dei consumatori e dai sindacati, per reclamare sostegno all’occupazione e ai risparmi svaniti dopo il tremendo crac, causato da debiti per 660 milioni di euro che hanno fatto crollare sotto zero il patrimonio secolare della coop di costruzioni.
La mobilitazione dei cooperatori contro le cooperative di appartenenza non è cosa da tutti i giorni a Reggio Emilia e la partecipazione di oggi sarà anche un test di tenuta. È il termometro infatti della complessa frattura che si sta formando tra la base e i vertici della cooperazione reggiana, e che deve essere ricomposta per poter rimettere insieme i pezzi di una storia sociale sulla quale si fonda una parte rilevante della vita non solo lavorativa in questa provincia.
Si tratta di un evento singolare ma non inedito: nel marzo del 2016 i lavoratori della Cormo di San Martino hanno inscenato il funerale della cooperazione - con tanto di bara - fuori dal Centro Malaguzzi durante un convegno di Legacoop. La premiata fabbrica di porte è legata al crollo dell’edilizia e ha sfornato un altro crac da 40 milioni mettendo a rischio 300 posti di lavoro. Quel simbolico funerale è stata la manifestazione più sonora negli ultimi anni di un problema divenuto di tenuta sociale vista la portata ormai della distruzione di patrimoni collettivo (con passivo per 1,5 miliardi di euro) e di persone coinvolte (4.800 soli i soci risparmiatori).
A innescare un’ulteriore emergenza nata da una crisi cooperativa, è la liquidazione a marzo di quest’anno di Unieco, cooperativa delle costruzioni passata da uno stato di salute al tracollo a un anno circa di distanza dalla liquidazione di Coopsette, l’altro colosso reggiano delle costruzioni. Basti pensare che a inizio anno erano ancora legati a Unieco 340 lavoratori e quasi mille tra soci lavoratori e soci prestatori. I posti di lavoro stanno per scadere nel licenziamento mentre il prestito sociale pari a 12 milioni di euro è in bilico e formerà parte dello stato passivo della liquidazione coatta amministrativa nella quale è scivolata la cooperativa di via Ruini insieme ai suoi 112 anni di storia.
Giovedì 20, invece, ci sarà la manifestazione regionale davanti a Legacoop Bologna, mentre il 18 maggio 2017, davanti al Parlamento a Roma. L’idea di fondo è formare un fronte coeso per fare pressing sulle istituzioni e ridurre prima di tutto la portata del prestito sociale “tradito”, che a Reggio Emilia vale 70 milioni tra i crac di Cmr, Orion, Coopsette e Unieco. Legacoop ha avuto fiato e risorse per anticipare in contanti il 40% dei prestiti per Cmr e Orion. Per Coopsette e Unieco sembrano non esserci più risorse cash per venire incontro ai risparmiatori beffati dalle crisi. Insieme a Federconsumatori ci saranno Cgil, Fiom, Fillea, i sindaci della Montagna e il Pd, che ha dato vita a un tavolo permanente per affrontare le crisi cooperative da Reggio fino a Roma.

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