Nido Maramotti, si va al Tar
La società esclusa dopo avere vinto la gara presenta un ricorso contro il Comune
REGGIO EMILIA. Si apre una battaglia legale per la gestione del nido d’infanzia di via Zanti intitolato a Giulia Maramotti, affidato dal primo settembre dell’anno scorso fino al 30 giugno 2019 attraverso un appalto con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa alla Cooperativa sociale Panta Rei. Alla gara, la cooperativa si era classificata seconda. E l’appalto era stato vinto dalla società romana “Baby & Job S.r.l.”, poi esclusa dalla graduatoria. Quest’ultima ha deciso di impugnare la decisione, appellandosi al Tar di Parma.
Fra i documenti impugnati, con la richiesta al Comune di un risarcimento danni, il provvedimento e la comunicazione dell’esclusione, la successiva aggiudicazione alla cooperativa Panta Rei, la relazione del responsabile unico del procedimento, il contratto di gestione, tutti i verbali di gara e ogni atto relativo all’aggiudicazione. Nei giorni scorsi, il Comune ha deciso di resistere in giudizio. Secondo l’amministrazione, alla base dell’esclusione ci sarebbe stata un’anomalia nell’offerta emersa in fase di verifica.
In particolare, la commissione giudicatrice aveva definito la graduatoria, per un importo a base di gara pari a 854.100 euro, nella quale dopo la riparametrazione la “Baby & Job S.r.l.” aveva ottenuto un punteggio totale di 73,68/100, di cui 43,68/70 per offerta tecnica e 30/30 per offerta economica, in ribasso del 10,50%. Per la reggiana Panta Rei, invece, il punteggio era stato di 72,86/100, di cui 70/70 per offerta tecnica e 2,86/30 per offerta economica, in ribasso dell’1%. L’offerta dell’impresa potentina Nasce un sorriso coop sociale, infine, non era stata ammessa all’apertura dell’offerta economica, dal momento che aveva ottenuto un punteggio sull’offerta tecnica inferiore al minimo di 35/70.
Dopo l’assegnazione dei punteggi, il responsabile unico del procedimento e presidente della Commissione di gara, Paola Cagliari, presidente dell’Istituzione nidi del Comune, ha ritenuto opportuno avvalersi della valutazione della congruità delle offerte, chiedendo per iscritto le spiegazione del ribasso e dei prezzi formulati.
Ed è qui che è nata la contesa fra le parti, con la successiva esclusione della società romana: un lungo carteggio, che si è protratto fino a gennaio, portando nel febbraio scorso – sulla base di calcoli effettuati dalla documentazione fornita dalla società romana – la commissione a valutare ricavi e costi presentati dalla “Baby & Job S.r.l.” non congrui o non coerenti, «esponendo l’Istituzione a rischi di gravi disservizi per l’utenza». Una decisione ora impugnata dalla società romana, che verrà dibattuta davanti al Tar di Parma.
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